L’hanno appena ufficializzata questa iniziativa che, come è solito, è stata diramata a mezzo di un provvedimento ad indirizzo politico dalla Giunta del 15 luglio scorso (D.G. n.126/2026). L’obiettivo dichiarato di tale decisione sarebbe quello di dare attuazione a quanto concordato tra Comune e RFI con il Protocollo d’intesa, in data 16 marzo 2021. Quell’accordo, in forza del quale RFI ha provveduto, a sue spese, a sistemare urbanisticamente gli spazi fuori la stazione e creare il parcheggio per auto, prevede, tra l’altro, che il Comune debba farsi carico “del miglioramento delle condizioni di sicurezza e di vivibilità delle aree di stazione e più in generale il contesto di riferimento di torno all’impianto ferroviario”. Detto Protocollo, infatti, a integrazione del precedente, risalente al 1949, con cui si faceva consegna del piazzale, antistante la stazione, al Comune, ha ridefinito la cessione di dette pertinenze ferroviarie e le relative opere di riqualificazione delle stesse come anche il trasferimento del parcheggio, costruito sull’ex scalo pubblico merci per incentivare l’intermodalità auto-treno.
Per la verità l’intuizione di introdurre un servizio di vigilanza continua nei pressi della struttura ferroviaria e, particolarmente, sulle aree di RFI concesse al Comune, non pare risponda per niente alla necessità di dar corso a tale accordo, di recente ribadito con il verbale del 15 gennaio scorso con cui si è fatta consegna al Comune delle opere realizzate da RFI sulla sua proprietà. Si è inteso, piuttosto, dare adesione alla formale richiesta del Consorzio, in data 1 luglio 2026, rivolta a usufruire del locale ferroviario, posto sull’accesso al parcheggio, che considera idoneo per svolgere l’attività di vigilanza che si è proposto di garantire, anche nelle ore notturne, in quell’ambito cittadino.
Con l’istanza appena richiamata, il Consorzio ha, infatti, manifestato di poter impegnare il suo organico in una sorta di controllo costante di tutta la zona adiacente la stazione e sugli impianti in cessione al Comune al fine di prevenire accadimenti delinquenziali e, soprattutto, le ormai ricorrenti azioni di vandalismo in danno alle infrastrutture pubbliche.
Non pare, stando a quanto è riportato nell’atto della Giunta, che venga preteso un qualche compenso per un servizio di sicurezza, da esercitarsi, per giunta, in maniera costante e, perfino, nelle ore notturne. Tuttavia il Consorzio condiziona l’istituendo presidio di guardiania alla possibilità di disporre dell’immobile di pertinenza ferroviaria, cioè l’ex deposito situato appena all’ingresso del nuovo parcheggio. Naturalmente, ancorché non è fatto alcun cenno, l’uso di detto immobile da parte del Consorzio dovrebbe essere del tutto gratuito a fronte delle prestazioni di vigilanza che è disposto a svolgere, potendo attrezzare il sito stesso per ogni necessità del servizio
A fronte di tale prospettazione, dunque, il dott. Sollecito, con un punto di solerzia, ha convenuto di poter accoglierla e, a distanza di appena quindici giorni dalla richiesta stessa, ha incaricato di investire la direzione regionale di RFI perché, venga colta, appunto, l’opportunità di poter istituire un posto di vigilanza continuativa sull’intero quartiere adiacente la stazione. E, in tal senso, si sarebbe esposto a chiedere l’avallo a concedere al Consorzio l’utilizzo dell’immobile da questi richiesto, che sostiene, peraltro, essere compreso nel compendio degli spazi ferroviari dati in consegna da RFI all’Amministrazione comunale.
Naturalmente nessuna indicazione è riportata nel dispositivo di Giunta riguardo alla specificità e le modalità delle operazioni di controllo e di sicurezza che le guardie campestri dovrebbero svolgere, oltre la guardiania campestre.
Già in passato, proprio ad iniziativa del governo del dott. Sollecito, appena insediatosi nell’ottobre 2022, c’era stato un tentativo di commissionare, proprio al Consorzio Guardie campestri, un servizio triennale di vigilanza sul territorio cittadino in supporto alle attività del corpo di Polizia Locale. La commessa che prevedeva anche un corrispettivo per tale servizio di ausilio alle forze di polizia municipale, tuttavia, non poté avere attivazione a motivo del particolare regime giuridico in forza del quale l’istituto medesimo è strutturato e ordinato, sotto il controllo del Questore, per svolgere la vigilanza e la custodia dei beni di appartenenza dei consorziati su cui grava la gestione tecnico-economica dell’Ente consortile.
Ma, a parte questo aspetto, trattandosi di un nuovo possibile incarico da commissionare al Consorzio per assicurare l’ordinaria vivibilità, sia pure limitatamente sul territorio adiacente la stazione, meraviglia non poco che il governo del dott. Sollecito, pur pronunciandosi con atto ad indirizzo politico, non abbia avvertito il bisogno di consultare, sia pure in via del tutto informale, il Dirigente del Comando della Polizia Municipale.
Forse avrà ritenuto essere del tutto superfluo un tale consulto dal momento che, come riportato nella richiamata Delibera di Giunta del 15 u.s., un simile servizio continuativo di sicurezza non potrebbe essere espletato, in alcun modo, dagli agenti di polizia, a causa della sistematica non completa copertura dell’organico del Comando. Sta di fatto che, comunque, sembra intercorra una certa fattiva collaborazione operativa del Consorzio stesso con il Comando di Polizia locale, ragione per cui sistematicamente quel Dirigente corrisponde annualmente un consistente contributo economico al Consorzio.
Nello specifico della questione attinente l’utilizzo dell’immobile, poi, non è da escludere che, proprio in relazione alla speciale configurazione giuridico-istituzionale del Consorzio, possano insorgere difficoltà a che l’Azienda delle Ferrovie aderisca alla richiesta del Comune di concederlo gratuitamente con un proprio separato atto di assegnazione. Specie in assenza di una convenzione che regolamenti l’affidamento del servizio di vigilanza e, comunque, definisca i termini e le modalità prestazionali delle guardie campestri e la stessa linea di comando di detta attività esternalizzata. Sempre che, effettivamente, RFI abbia dichiarato che il locale, di che trattasi, non è più da considerarsi come apparato connesso all’esercizio ferroviario e che, dunque, ne abbia dismesso l’utilizzo come sua pertinenza perchè possa essere consegnato a terzi con le solite procedure concorsuali.
Ma se proprio il Consorzio è alla ricerca di un posizionamento logistico in quel comprensorio urbano di torno alla stazione perché mai il dott. Sollecito non valuta la possibilità di assegnargli la Ciclostazione, dedicata al campione di ciclismo, Franco Ballerini, situata nel bel mezzo di Piazza Stallone?
Quella costruzione, edificata nel 2020, ancorché fortemente contestata dagli abitanti del quartiere, non ha mai funzionato, nonostante i ripetuti tentativi di conferirne la gestione a terzi. Cederla per gli usi del servizio di vigilanza urbana al Consorzio potrebbe essere un modo per farne una sorta di sfruttamento ed evitare la sua inesorabile rovina.
Non va sottaciuto che quella realizzazione edilizia, insediata in uno spazio a verde pubblico, venne a costare all’incirca € 300.000,00 e, per quella spesa in gran parte sostenuta con il contributo regionale, ci fu pure un apporto economico dell’Amministrazione civica, attinto, appunto, dal bilancio comunale. Ed è di tutta evidenza che l’opera, tanto propagandata dai nostri amministratori, si è rivelata completamente inutile e inservibile per altri usi, così la si tiene, consapevolmente, in uno stato di definitivo abbandono.
Giuseppe Maldarella











