YEREVAN – Il Matenadaran di Yerevan, che custodisce i tesori manoscritti armeni, ha ospitato dal 22 al 24 luglio il III Congresso Internazionale di Armenologia, tre giornate di studi dedicate al 350° anniversario della nascita di Mekhitar di Sebaste, fondatore della Congregazione Mechitarista. L’iniziativa, sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport armeno, ha riunito armenologi provenienti da università e centri di ricerca di sedici Paesi.
Alla cerimonia d’apertura erano presenti la ministra Zhanna Andreasyan, il vice ministro Artur Martirosyan, il presidente del Comitato per l’Istruzione Superiore e la Scienza Sargis Hayotsyan, il direttore del Matenadaran Ara Khzmalyan e l’ambasciatore d’Italia in Armenia Alessandro Ferranti. I lavori si sono aperti con l’esecuzione di “Armenia”, brano di Vache Sharafyan affidato al Coro Statale da Camera Hover, destinato d’ora in avanti ad accompagnare le cerimonie ufficiali dell’istituto.
Nato Petros Manuk a Sebaste, l’odierna Sivas, il 7 febbraio 1676, Mekhitar assunse il nome che significa “Consolatore” entrando in monastero; ordinato sacerdote a vent’anni, fondò a Costantinopoli nel 1701 l’ordine che porta il suo nome. Perseguitato dagli ottomani, lo trasferì a Modone e infine a Venezia, dove nel 1717 si stabilì sull’isola di San Lazzaro, crocevia degli studi armeni e ponte fra Armenia e Italia.
Il ministro Andreasyan ha ricordato che la nuova legge armena sull’Istruzione Superiore e la Scienza indica l’armenologia tra le priorità nazionali. Il direttore Khzmalyan ha definito il giubileo un’occasione di autoriflessione oltre che di festa, auspicando una strategia condivisa fra Stato, Chiesa e mondo accademico per la tutela del patrimonio manoscritto armeno.
Accanto al congresso, il Matenadaran ha aperto una mostra sull’anniversario mekhitarista e l’esposizione “L’eternità di un anno”, dedicata alle più recenti acquisizioni manoscritte, oltre a una fiera del libro di studi armeni. La ricorrenza rientra nel calendario ufficiale delle celebrazioni 2026 del ministero armeno.
Carlo Coppola










