Un provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri –Dipartimento per le Politiche del Mare- di dicembre scorso ha reso pubblico un Bando rivolto a conferire ai Comuni costieri, con popolazione inferiore a 30 mila abitanti, mediante la selezione di proposte progettuali, contributi da destinare a interventi finalizzati alla promozione della propria identità marinara e miglioramento della fruibilità turistica dell’impianto portuale. Le linee di intervento da considerare per l’ammissibilità alla selezione dovrebbero essere pertinenti con azioni di ammodernamento e riqualificazione urbanistica ambientale e funzionale delle strutture portuali e degli spazi marittimi connessi. E di fatto le specifiche delle proposte progettuale per aderire al bando dovrebbero corrispondere a una delle due ripartizioni di risorse messe a disposizioni che afferiscono a due linee di intervento: il Lotto A per -Progetti di sviluppo e riqualificazione della impiantistica e degli approdi tanto turistici che pescherecci; il Lotto B -Progetti di valorizzazione e riqualificazione delle infrastrutture urbane e del patrimonio storico che ne delimita la zona portuale.
La Giunta comunale con una recente Delibera del 13 febbraio scorso ha inteso partecipare alla selezione incaricando il Dirigente del 3° Settore ad approntare una proposta di progetto che si inquadri nelle proiezioni di indirizzo del Lotto B, cioè un recupero funzionale dell’impianto portuale per favorire l’accessibilità all’area portuale e la mobilità interna. Certamente l’opera da programmare quale proposta di partecipazione al bando per quel che è l’importo del contributo da erogarsi non può avere un costo superiore a € 100.000,00 (IVA inclusa) per cui non potrà concretizzarsi in lavori di una certa rilevanza. Né il deliberato della Giunta nella formulazione della direttiva rivolta al Dirigente comunale prevede la possibilità che l’Amministrazione civica concorra con proprie risorse a finanziare l’opera, qualora il progetto da presentare alla selezione comporti un costo economico che superi il contributo erogabile di € 100.000,00.
Ne consegue che l’intervento, dovendo essere, comunque, limitato nel suo valore, per quel che è l’importo del contributo erogabile, non solo si rivelerà di modesta entità, ma non avrà minimamente ad interessare le strutture di approdo e dei servizi di supporto sulle banchine avendo la Giunta fatto la scelta di concorrere per l’assegnazione finanziaria prevista dal Lotto B dell’Avviso. Né avrà a riguardare un qualche sistemazione dell’infrastruttura portuale magari come intervento parziale di quello studio di fattibilità ipotizzato dall’arch. Mauro Saito di diversi anni fa circa l’ampiamento del bacino portuale.
Di certo quell’importo di € 100.000,00 potrà non bastare neppure al necessario intervento di manutenzione e conservazione della passerella e, comunque, a ripristinare i pali dell’impianto di illuminazione sull’area della radice del molo di levante. Forse potrà servire per ripristinare il sistema di regolazione dell’accesso allo scalo di alaggio perché quello spazio, dedicato a rimessa comune di imbarcazioni, non diventi uno scalo per parcheggio auto?
Giuseppe Maldarella












