“Casini” di Marracash e Guè è davvero un flop?

Il nuovo brano dei due rapper spacca il pubblico: a qualcuno è piaciuta, mentre altri si aspettavano di più.

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Sono passate più di 24 ore dall’uscita di “Casini”, il nuovo singolo di Marracash e Guè. Il brano, pubblicato in vista dei concerti del 12 e del 13 settembre all’Ippodromo Snai La Maura di Milano, celebra tre anniversari importanti per le vite dei due artisti: trent’anni d’amicizia, vent’anni di carriera e dieci anni dall’uscita di “Santeria”, l’album che, qualora ce ne fosse stato bisogno, li ha consacrati ulteriormente nell’élite del rap italiano.

Alcuni dei commenti negativi pubblicati sulla pagina Instagram dei due artisti.

Tuttavia, il nuovo singolo del duo ha ricevuto molte critiche. Ed è una notizia che fa rumore, in quanto non è mai capitato che un loro brano ricevesse riscontri negativi, specialmente dai loro fan. Ma “Casini” è davvero un pessimo brano?

Andando con ordine, la prima perplessità riguarda la base della traccia. I due componenti della Dogo Gang hanno scomodato “Gangsta’s Paradise” di Coolio, pietra miliare dell’hip hop mondiale degli anni ’90. Il pezzo è immediatamente riconoscibile, entra subito in testa, ma è anche piuttosto prevedibile. Sa tanto di richiamo al passato invece di creare qualcosa di nuovo.

Il richiamo nostalgico lo avevano già utilizzato nel 2021 con “∞ Love” (Infinity Love) e le tematiche erano sempre le stesse: infanzia, adolescenza e storie d’amore. Ha funzionato perché, nonostante anche lì vi fosse il campionamento di una hit del passato, era qualcosa di originale. “Casini” no.

Il vero problema è un altro: Marracash e Guè hanno “viziato” il proprio pubblico. Un pubblico che da “Senicar” in poi è abituato a pezzi originali e sempre due passi avanti rispetto alla concorrenza. Del resto, si tratta di due pesi massimi della scena rap italiana che incastrano rime con barre incisive e un flow impeccabile. Ecco, “Casini” è un pezzo normale che ha la colpa di essere cantato da due artisti che gli ascoltatori non reputano affatto normali.

Ma il bello è proprio questo. Guè e Marra per la prima volta sono diventati normali agli occhi del proprio pubblico. E non c’è nulla di male. È scritto da qualche parte che bisogna sempre stupire? L’eccessivo hype creato attorno all’annuncio del nuovo singolo ha mandato così in estasi i fan che molti di loro hanno screditato pubblicamente il pezzo e gli artisti.

Nel corso degli anni hanno consolidato una reputazione tale per cui ci si aspetta sempre “la hit”, capace di entrare nella testa degli ascoltatori e che rappresenti più di una semplice canzone. E “Casini” non dà quell’impressione. Ma se l’avesse cantata qualcun altro, avrebbe davvero ricevuto tutte queste disapprovazioni? Probabilmente no.

Ed è qui che la critica diventa ingiusta. Perché Marracash e Guè hanno alzato così tanto il livello del rap in Italia che, per una volta in cui pubblicano un pezzo “normale”, allora agli occhi della gente quel “normale” significa flop. Un divario così alto tra loro e gli altri rapper sottolinea più che altro l’assenza di eredi.

Forse allora “Casini” non è il fallimento che molti stanno raccontando. Rappresenta qualcosa di diverso e nuovo: ci mostra come anche due mostri sacri possano, di tanto in tanto, scrivere una buona canzone.

E il problema reale è che il pubblico non sembra disposto ad accettarlo. Lo stesso pubblico che sino a meno di una settimana fa chiedeva a gran voce “Santeria 2” adesso prega che un eventuale sequel del celebre album del 2016 non venga mai pubblicato. Tutto molto contraddittorio.

Va sottolineato come loro avrebbero potuto anche non pubblicare nulla di nuovo. Avrebbero potuto tranquillamente cantare nelle due date milanesi le loro solite hit senza portare alcuna novità. Invece hanno fatto questo “regalo” al pubblico, lo stesso pubblico che li sta criticando severamente.

Marracash e Guè si sono messi in gioco come hanno sempre fatto nel corso delle loro carriere. Le canzoni possono piacere o meno, possono anche essere criticate, ma senza dover danneggiare pubblicamente le persone. Perché Fabio Rizzo e Cosimo Fini sono prima di tutto persone, e solamente dopo artisti.

Per cui godiamoci questa coppia di campioni, dato che probabilmente per un bel po’ non ci sarà nessuno al loro livello. Sebbene sia lecito celebrare i successi del passato, non facciamo l’errore di non apprezzare ciò che abbiamo finché c’è. Soprattutto se si parla di Marracash e Guè.

Foto: rollingstone.it

Paolo Gabriel Fasano

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