È in via di conclusione presso la Regione la procedura concertativo-negoziale prevista dalla deliberazione della Giunta regionale n. 280 del 17 marzo 2026, nell’ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 2.6, che ha destinato risorse per ben 26,4 milioni di euro per interventi di mitigazione del rischio da erosione lungo i tratti di costa alta. L’obiettivo è di realizzare celermente opere in grado di ridurre il dissesto idrogeologico e mettere in sicurezza persone, abitati, infrastrutture, attività produttive, aree naturali e beni culturali esposti al rischio.
I 26,4 milioni di euro a disposizione sono, chiaramente, insufficienti a soddisfare tutte le esigenze necessarie a finanziare le tante opere in programma lungo tutto il territorio marittimo regionale stimate a poco meno di 50 milioni di Euro. Per cui al fine di azionare gli interventi più importanti e ritenuti più urgenti per la sicurezza e la salvaguardia del territorio e la protezione del patrimonio ambientale si è proceduto, con una originale modalità di concertazione tra le Direzioni regionali competenti e i Presidenti delle Provincie e della Città Metropolitana di Bari, a individuare le maggiori criticità lungo i litorali e selezionare le progettazioni da finanziarsi nel modo più efficace e rapido possibile. In considerazione delle valutazioni tecniche emerse dagli studi e rilievi già da tempo acquisiti nonché dalle analisi dei rischi in atto e in relazione alla collaborazione istituzionale che si è voluta sperimentare per la circostanza, gli oltre 26 milioni di euro son stati ripartiti tra le province pugliesi sulla base dell’estensione della costa alta. A Foggia sono stati destinati oltre 8,2 milioni di euro, a Lecce circa 5 milioni, a Bari oltre 4,1 milioni, a Brindisi circa 4 milioni, a Taranto oltre 3 milioni e alla Provincia Bat circa 1,8 milioni.
L’assegnazione riservata alla realtà barese di oltre 4 milioni di euro, purtroppo, è stata impegnata per la copertura di ben tre interventi nel Comune di Monopoli ed uno di oltre 2 milioni di euro nel Comune di Polignano. Nessun altra opera in Comuni diversi ha avuto considerazione e preminenza di finanziamento. Anche le progettazioni lungo i due versanti a nord e a sud dell’abitato di Giovinazzo non hanno trovato attenzione forse perché trattasi il nostro di un sistema litorale non roccioso e, quindi, non particolarmente caratterizzato da forti emergenze e rischi immediati di danneggiamento e alterazione del paesaggio costiero.
A meno che le progettazioni per la salvaguardia della nostra costa, che i nostri decisori politici assicurano ammontino a diversi milioni di euro, sono tuttora sottoposti alla valutazione e al relativo finanziamento presso il Commissario di Governo della Regione per il dissesto idrogeologico.
Sta di fatto che l’avanzamento delle acque marine lungo tutta la linea costiera di Giovinazzo ha prodotto la perdita di gran parte del lembo di terra costituito da scogliera e vasti tratti di ciottoli. Non c’è chi non si sia accorto che in questi ultimi anni le grandi mareggiate, specie quelle di grecale, provocano ogni volta alterazioni significative della nostra scogliera. E, finora, non sono mancate le tante assicurazioni che i progetti approntati per la difesa della costa sarebbero di immediata approvazione da parte degli organismi regionali.
Quanto bisognerà aspettare che gli interventi che ci dicono, da anni, essere prossimi ad essere finanziati potranno essere avviati all’esecuzione?
D’altronde anche il PIANO DELLE COSTE, da tempo rielaborato, sempre, dall’arch. Paolo A.M. MAFFIOLA e consegnato al Comune nell’ottobre del 2024, tarda ad essere adottato dal Consiglio Comunale, l’organo comunale competente in materia di approvazione dei piani urbanistici.
Trovo calzi proprio a proposito il popolare proverbio: “TRA Il DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE”.
Giuseppe Maldarella











