Racconti dalla Puglia abbandonata – Palazzo Casamassimi a Bari Vecchia

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Con i suoi 4000 metri quadri di superficie, è uno degli edifici privati più vasti di Bari Vecchia e presenta quello che fu definito come il più bello scalone monumentale della città. Nonostante queste caratteristiche, la struttura risulta abbandonata da più di quarant’anni. Stiamo parlando di Palazzo Casamassimi, imponente edificio che sorge in Largo Albicocca.

L’edificio sorge nel cuore di Bari Vecchia, inaccessibile fino ad alcuni anni fa, ma oggi al centro degli itinerari turistici dei molti che decidono di trascorrere le vacanze nel capoluogo pugliese.

Occupa uno degli angoli di Largo Albicocca, con la sua facciata a L in tufo e finestre modanate interamente murate. L’unico elemento di pregio che appare all’esterno è il ricco portale d’accesso dalle forme barocche.

La struttura venne edificata nel corso del ‘500 da un’importante famiglia di feudatari, che detenevano numerosi terreni a Cassano delle Murge e Santeramo in Colle.

L’importanza e il prestigio del casato si può facilmente notare osservando il palazzo: basta alzarsi in volo col drone per osservare lo splendido scalone che l’architetto Apollonj-Ghetti definì “il più spettacolare della città antica”.

È anche uno dei pochi edifici di Bari Vecchia a presentare un giardino pensile. Un altro esempio è il Palazzo Gironda, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo.

Nel corso del tempo, il palazzo ha cambiato più volte funzione, e nei primi anni dell’Ottocento divenne sede del primo Tribunale di Bari. Alcune voci dicono che nei sotterranei dell’edificio ci fossero dei cunicoli che mettevano in comunicazione diretta il Palazzo e il vicino Castello Svevo, per consentire il transito dei detenuti dal Tribunale all’allora carcere.

Nei secoli, comunque, la parcellizzazione della proprietà (ad oggi si contano 110 eredi) ha segnato l’esistenza dell’edificio, che si è snaturato e ha perso la gran parte degli elementi di pregio a causa di successivi rimaneggiamenti.

Nel 1980, anno del terribile terremoto dell’Irpinia, l’edificio venne sgomberato perché a rischio crollo, puntellato il cortile e murati gli accessi. Da allora resta così, nel degrado più assoluto.

È, però, dell’anno scorso la notizia secondo cui un imprenditore locale abbia firmato un preliminare di vendita per acquisire l’intero edificio e trasformarlo in struttura recettiva a un prezzo di circa 400 mila euro.

Si confida, quindi, nel recupero di questo importante edificio prima che sia troppo tardi e che si perda una straordinaria testimonianza del passato di Bari.

Giuseppe Mennea

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