Più supporti alle famiglie più tutele alle madri

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Detto popolare calabrese:

 “mamma non è chi figli fa, ma chi li cresce

E come afferma anche Dostoevskij nei fratelli Karamazov un padre non è chi genera un figlio, un padre è chi genera un figlio e se ne rende degno, ovvero se ne prende cura.

Una donna quando mette al mondo un figlio non sa esattamente cosa le aspetta oltre alla gioia di abbracciare quel piccolino. Il suo destino comincia ad essere duro nei suoi confronti, mantenere un figlio ha i suoi costi, offrire a questi bambini una mamma a tempo pieno, tranquilla e piena di idee è ciò che ogni mamma e figli vorrebbero. Ma la mancanza di denaro porta la mente della mamma a pensare e a trovare un lavoro e questo porta via tempo al proprio piccolo, porta più stress e stanchezza in famiglia e tutto ricade sui più piccoli che spesso sono vittime e quasi responsabili degli atteggiamenti e della stanchezza delle mamme.

Ma spesso lo stress del lavoro e le mille faccende domestiche interrompono bruscamente il clima sereno della mamma con il suo piccolo e si comincia la mattinata o si conclude la serata in pianti, urla. Spesso la mamma è costretta ad andare al lavoro con il cuore a pezzi, poiché ha dovuto lasciare i propri piccoli piangendo dopo averli rimproverati, i piccoli, d’altra parte, crescono con un’avversione nei confronti della mamma perché li ha lasciati, spesso anche senza carezze. Inoltre, un bambino non capisce perché la mamma deve andare via, eppure la vedono scappare sempre da ogni parte e ogni mattina è una corsa contro il tempo, “dai, veloce, muoviti, sbrigati, ma sei lentissimo”.

La psicologia afferma che tutto ciò che si è imparato nell’infanzia condiziona la vita futura. Se un bambino continuamente si sente ripetere che è un monello, che è lento, che non sa fare niente, mi chiedo che ripercussioni avrà nella sua vita da adulto? Di certo non sarà un adulto sereno né un adulto propositivo ma quelle parole, quei semini piantati, cresceranno con lui così come crescono i semini che coltivano i talenti dei bambini, più stimoli essi ricevono e più saranno in grado di usufruirne negli anni.

Gli adulti nella vita dei bambini sono come dei contadini che dovrebbero seminare tanti frutti buoni e nel tempo i bambini, diventati ormai adulti, guardando indietro nel tempo, avranno o cercheranno gli strumenti necessari per raccogliere tali frutti e goderne dei loro benefici. Ma quali benefici derivano da un clima familiare stressato e sempre di corsa? Da una mamma che non ha neanche il tempo di far fare il ruttino ai suoi neonati e che di conseguenza rigurgitano il latte, sul divano, sul vestito nuovo, sul tappeto, sul telefono, e che poi di conseguenza si adira con il piccolo perché non ha tempo di sistemare.

Molti a causa dello stresso e dell’impegno lavorativo, decidono di non mettere figli al mondo così che si possono dedicare al lavoro senza far soffrire queste creature, la psicologia moderna afferma che le generazioni moderne sono più sensibili al tema della tenerezza e dell’affetto.

Capita che per motivi di lavoro i figli vengono lasciati da varie parti o dai nonni, o con una babysitter o all’asilo nido e ciò comporta una dimenticanza della loro presenza, spesso porta a pensare che si viveva meglio da soli.

Ma possibile che nonostante il progresso anche in ambito pedagogico ancora oggi riusciamo a prenderci cura dei figli, e a non pensare che i bambini sono speciali e invece illuderci che i bambini sono un peso per le famiglie?

I bambini a causa dello stress e impegni vari, vengono perfino dimenticati in auto perché non ci si fa caso alla loro presenza sono invisibili perché la società li vuole invisibili, parcheggiati davanti ad uno schermo, “tanto è tranquillo, se mi vuole mi chiama, so che, se voglio guardarlo il bambino è lì non si muove”.

Siamo proprio sicuri che quel “tanto è lì” sia veramente utile per noi, per loro e per il futuro?

I bambini innalzano la persona umana ad alti livelli, ma per fare ciò bisogna passare del tempo insieme, bisogna conoscersi, bisogna ri-guardare il mondo da un punto di vista diverso, quello della verità dei bambini per farli inserire nel mondo nel modo più semplice e senza troppe difficoltà farli raggiungere al loro successo.

Maria Chiara Lanza

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