PERCHÉ UN CONTAINER DA CANTIERE OCCUPA ANCORA L’AREA DI VICO CONCEZIONE NEL CENTRO STORICO DI GIOVINAZZO?

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Per più di due anni il centro storico di Giovinazzo è stato interessato a, più riprese, da lavori di risistemazione e di rifacimento del lastricato in pietra, conclusisi completamente nella primavera scorsa dopo la sostituzione e in parte ripristino delle basole lungo il fianco della Cattedrale.
Com’è abitudine, i decisori politici non si sono risparmiati di reclamizzare, in più circostanze, questo intervento di valorizzazione del paesaggio del vecchio centro, anche se non sono mancate circostanziate riserve per quel che è stato il risultato di detto impegnativo restyling che lo si decise, appunto, allo scopo di recuperare lo storico basolato della rete stradale.
Dunque, con la chiusura degli appalti, si sarà provveduto a saldare i relativi compensi alle due ditte appaltatrici, essendo stata certificata l’ultimazione dei lavori. Saranno state, altresì, pagate le commesse tanto ai progettisti che ai professionisti incaricati della direzione e dei collaudi delle opere portate a termine, come pure messe a pagamento le indennità spettanti ai numerosi tecnici che hanno curato le procedure di esecuzione degli appalti, tutti finanziati dal PNRR per un totale di € 1.600.000,00.
Ce n’è voluto, però, che le imprese, una volta eseguita la consegna dei lavori alla Direzione comunale portassero via le loro attrezzature, i mezzi da lavoro e, pure, gli scarti di pietra avanzati e liberassero il borgo da ogni ingombro edilizio.
Non tutto è stato rimosso.
Sullo slargo di Vico Concezione, dopo avervi posizionato una nuova pavimentazione in pietra, fu lì lasciato un residuo di cantiere recintato con le tipiche transenne edilizie avvolte da rete barriera in plastica rossa e un container, tipo spogliatoio per operai, che precedentemente era stato posizionato   sull’imboccatura di via S. Giacomo.
L’occupazione completa di quell’area, su cui, peraltro, era stato accantonato materiale di proprietà comunale come cestini portarifiuti e paletti inibitori divelti da qualche parte e non più ripristinati, è rimasta così fino agli inizi di agosto, quando è stato asportato tutto il materiale residuale delimitato dalla recinzione di plastica rossa.
E’ stato ivi lasciato, inspiegabilmente, solo il contenitore spogliatoio che impegna una buona parte dell’area antistante il Vico.
Quale sia la ragione della permanenza di quella struttura in luogo pubblico e, perfino, su un’area degradata e a rischio di crolli, non è dato di avere spiegazioni. Né, sul posto, vi è un cartello che segnali che un qualche possibile inconveniente possa verificarsi, attesa la denunciata pericolosità della fabbrica diruta e, soprattutto, l’espandersi della pianta di fico che si inerpica sempre più su quell’ammasso di materiale edilizio.
Forse sarà stato lasciato lì per mascherare in parte quell’obbrobrio che, da anni, viene evidenziato in uno stato di forte degrado ambientale ma anche di rischio sotto l’aspetto igienico-sanitario sull’intera zona?  
Sta di fatto che la presenza di quel contenitore offre l’occasione ai soliti incivili di accantonare nei pressi dello stesso anche rifiuti ingombranti. E poi per il suo particolare posizionamento, proprio a ridosso della fabbrica in rovina, dà adito a qualcuno di poter parcheggiare la propria auto.
E’ mai possibile che quel sito non possa essere sgombrato da così tale quantità di macerie, nonostante i roboanti annunci, da parte di tutti gli amministratori che si sono avvicendati in questi anni, promettendo immediati interventi di risanamento e risistemazione dell’area interessata e di riapertura di Vico Concezione?
Che fine hanno fatto le ripetute Ordinanze emesse nei confronti dei proprietari di quelle fabbriche in completo abbandono a rimediare con urgenti opere di messa in sicurezza e di sanificazione dei loro immobili?
Dell’ultima Ordinanza, la n.37 del 23.09.2024, a firma del dott. Sollecito, è rimasta esposta, affissa alla parete della fabbrica in rovina, la solo scheda di ricognizione catastale delle proprietà investite dal provvedimento ordinatorio, quasi a dimostrazione che nulla è stato fatto in ottemperanza a tale intimazione sindacale, come, peraltro, accaduto già in passato.
Sempre sul finire del 2024, il 22 novembre, la Giunta, con proprio atto n. 193/2024, ebbe ad approvare su richiesta dell’Assessore ai LL.PP. il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione dell’area in questione dal costo di € 3.454.050,00, redatto dall’arch. Mauro SAITO di Bari.
La redazione di detto documento, costata oltre € 76.000,00 e retribuita interamente con risorse del bilancio comunale, è uno dei tanti progetti custoditi presso la Direzione Tecnica comunale in attesa di poter essere, al solito, portato a esecuzione potendo disporre di qualche contribuzione da parte dei Fondi di coesione europea.
E’ da supporre, dunque, che, fin tanto non si possa beneficiare di un così sostanzioso contributo economico, tutto rimane nella situazione attuale?
E, così, si potrà anche continuare lì a parcheggiare indisturbati!
Giuseppe Maldarella
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