Harald V, la fine di un regno e una successione difficile dell’ultimo re vichingo

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Alle 6:35 di venerdì 28 agosto, al Rikshospitalet di Oslo, si è spento Re Harald V di Norvegia, all’età di 89 anni. Sul trono dal 1991, era il simbolo di una monarchia sobria, discreta, profondamente radicata nel sentimento popolare, capace di rappresentare l’identità norvegese senza mai cedere alla retorica del potere.

Bambino durante l’occupazione nazista, visse l’esilio in Svezia e negli Stati Uniti al fianco del nonno Re Haakon VII, simbolo della resistenza norvegese e figura che segnò profondamente la sua formazione di sovrano. Tornato in patria dopo la guerra, si affermò come velista olimpico in tre edizioni dei Giochi, portando lo sport e la passione per il mare al centro della sua vita pubblica, prima di rompere gli schemi dinastici sposando, nel 1968, Sonja Haraldsen, figlia di commercianti di abbigliamento e sarta diplomata, prima di laurearsi in inglese, francese e storia dell’arte, che seppe conquistare l’affetto di tutto il paese. Un matrimonio non aristocratico che all’epoca fece discutere, ma che Harald difese con fermezza contro le resistenze di corte e opinione pubblica. Durante la sua vita, prima di erede al trono, poi di sovrano dal 1991, Harald seppe regalare al suo paese la prima bella fiaba contribuendo a svecchiare l’immaginario che il mondo aveva del suo paese, costringendo anche la famiglia a non scegliere tra felicità personale e doveri dinastici.

Il suo lungo regno ha attraversato la fine della Guerra Fredda, il boom petrolifero del Mare del Nord che trasformò l’economia norvegese in una delle più solide d’Europa, e i dibattiti mai sopiti sull’adesione europea, sempre respinta dai referendum popolari, a conferma di un paese geloso della propria autonomia. Un lungo regno di equilibrio e continuità istituzionale, capace di attraversare indenne decenni di trasformazioni sociali, mantenendo intatto il legame tra Corona e cittadini.

Ora la corona passa al figlio, il neo Re Haakon VIII, affiancato dalla moglie Mette-Marit. Un passaggio dinastico non privo di sfide, che promette di essere affrontato dalla famiglia reale sempre con trasparenza. La lunga preparazione del nuovo sovrano, cresciuto all’ombra del padre e coinvolto da anni negli impegni istituzionali, lascia ben sperare per la tenuta di una monarchia tra le più amate d’Europa, eppure come titola anche il sito di rainews presentando il nuovo sovrano “La successione al trono si apre in un periodo turbolento per la famiglia reale norvegese, tra le rivelazioni dei contatti della moglie con Epstein e la condanna del figliastro per reati sessuali” .

Alla Regina Sonja e a tutta la famiglia reale vanno le condoglianze più sincere in queste ore di lutto nazionale. Al nuovo Re Haakon VIII, l’augurio sincero di un regno lungo, saggio e sereno.

Carlo Coppola

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