In occasione della festa dell’Assunzione, abbiamo intervistato P. Bsag Tepirjian, Vartapet del Catholicosato della Grande Casa di Cilicia, sulla settimana di pellegrinaggio vissuta al Monastero della Santa Madre di Dio di Bikfaya, in Libano, con attenzione al ruolo del monastero e alla partecipazione dei giovani, sotto la guida di Sua Santità Aram I della grande casa di Cilicia.
Padre Bsag, che cosa rappresenta oggi il Monastero di Bikfaya per la comunità armena?
Il monastero sorge sul Monte Libano, a circa 25 km da Beirut. La costruzione iniziò con Karekin I Hovsepian e la cappella fu consacrata nel 1953. Il 16 agosto 2024 S.S. Aram I lo ha dedicato ufficialmente alla Santa Maria. Grazie al seminario, è diventato un centro di formazione spirituale per le nuove generazioni.

Divina Liturgia e benedizione dell’uva alla fine della settimana di pellegrinaggio
Come si è svolta la settimana di pellegrinaggio?
Dal 10 al 14 agosto, ogni sera, sono state celebrate le Divine Liturgie con la partecipazione dei cori della Diocesi armena del Libano. Accanto ai sacerdoti erano presenti numerosi seminaristi e giovani. Al termine di ogni celebrazione si sono svolti momenti di benedizione dell’acqua, dell’olio e degli oggetti sacri portati dai fedeli, gesti che esprimono il desiderio di affidare a Dio la vita quotidiana. Al termine del cammino di pellegrinaggio, i fedeli hanno incontrato S. S. Aram I, ricevendo da lui la benedizione: un momento che ha permesso di vivere una vicinanza e una comunione particolari con il Capo della Chiesa.
I giovani sono stati protagonisti di un momento speciale. Ce ne parla?
È stato il cuore della settimana. Il 2026 è stato proclamato da Aram I “Anno del Rinnovamento della Vita Spirituale“, e il Dipartimento Giovanile ha organizzato una giornata di preghiera con oltre cento ragazze e ragazzi. S.S. Aram I ha rivolto loro un messaggio paterno, presentando la preghiera come via di comunione viva con Dio, e affrontando anche il tema delle preghiere inascoltate. I giovani sono poi stati divisi in cinque gruppi dedicati alle virtù cristiane, Fede, Speranza, Amore, Grazia e Pace, chiudendo con una preghiera comunitaria.
Perché è così importante investire sulla formazione spirituale dei giovani armeni?
Perché non sono soltanto il futuro della Chiesa, ne sono già parte viva. Il Catholicos ha presentato la loro partecipazione come segno che la Chiesa armena ha ancora un presente e un futuro. In un tempo di sfide per il nostro popolo, custodire la vita spirituale delle nuove generazioni è un atto di responsabilità collettiva.
La settimana si è conclusa con la Divina Liturgia e la Benedizione dell’uva e del madagh, in concomitanza della Festa dell’Assunzione. Che legame ha avuto con la giornata dei giovani?
Migliaia di fedeli si sono riuniti per la Liturgia presieduta da Sua Santità Aram I, trasmessa anche online per la diaspora. Al termine sono stati benedetti l’uva e il madagh (offerta rituale di carne benedetta e distribuita ai poveri), gesti di gratitudine condivisi con la comunità. Nel suo messaggio, il Catholicos ha richiamato proprio l’incontro dei giovani come segno che il rinnovamento della vita spirituale, insieme ai valori, alla tradizione e alla famiglia, passa attraverso le nuove generazioni.
Che cosa resta di questa settimana nel cuore di chi l’ha vissuta?
Un rinnovato senso di appartenenza. Non celebrazioni isolate, ma un cammino spirituale che ha unito sacerdoti, giovani e famiglie. Bikfaya è diventata il luogo dove la comunità armena si è ritrovata e ha affidato il proprio futuro alla protezione della Santa Madre di Dio.
Ringraziamo P. Bsag Terpijan per questa testimonianza sul valore spirituale della settimana di pellegrinaggio, sul ruolo dei giovani nella Chiesa armena e sul messaggio di Sua Santità Aram I.
M. Siranush Quaranta









