L’Armenia, crocevia di civiltà tra Oriente e Occidente, custodisce un patrimonio millenario in cui convivono le radici del paganesimo, la precocissima tradizione cristiana e una straordinaria produzione artistica. Un’eredità spesso mortificata dall’ateismo di Stato imposto nel Novecento, ma oggi al centro di un rinnovato percorso di riscoperta, tutela e valorizzazione, teso a restituirla alla comunità internazionale nella sua autentica dimensione storica e culturale.
In questo scenario si inserisce “Yerevan: Materia, Memoria e Restauro“, workshop internazionale promosso da ARTELIER e SIREH, con il sostegno dell’European Heritage Hub e il cofinanziamento dell’Unione Europea, in programma dal 3 all’8 agosto 2026 nella capitale armena.
L’iniziativa, riservata a un gruppo di dieci-dodici partecipanti italiani e armeni e coordinata da Liana Ghukasyan, propone un percorso immersivo tra i principali luoghi della memoria e della cultura materiale del Paese: dalle collezioni del Matenadaran, che custodisce oltre 17.000 manoscritti antichi, all’Armenian Center for Contemporary Experimental Art (ACCEA), fino al Memoriale del Genocidio Armeno di Tsitsernakaberd e ai siti UNESCO di Garni e Geghard. Un itinerario che intreccia conservazione, ricerca e conoscenza del territorio.
Il programma alterna lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche: dall’architettura in tufo di Yerevan allo studio dei manoscritti miniati, dalla documentazione del degrado dei beni culturali alle tecniche di restauro, fino all’analisi del paesaggio monumentale armeno.
Tra i momenti più significativi figura il laboratorio dedicato ai pigmenti di Agulis, antiche terre coloranti ottenute da minerali locali: i partecipanti ne studieranno le caratteristiche naturali e ne sperimenteranno l’impiego con leganti tradizionali, seguendo procedimenti tramandati dagli scriptoria monastici. Non una semplice esercitazione artistica, dunque, ma un’esperienza volta a comprendere il colore come elemento identitario e culturale: una materia che nasce dalla terra d’Armenia e, attraverso i secoli, continua a raccontare la storia, la spiritualità e la memoria di un popolo.
Carlo Coppola










