Yerevan riscrive la propria memoria: la storica via Amiryan è stata dedicata a re Pap

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Passeggiare nel cuore di Yerevan significa attraversare una città dove ogni strada custodisce un frammento della storia nazionale. Da qualche settimana, però, una delle arterie più note della capitale armena ha cambiato identità. Il Consiglio Comunale di Yerevan (che qui letteralmente si traduce come Consiglio degli Anziani) ha approvato lo scorso 23 giugno la rinomina della celebre via Amiryan – uno degli assi principali che collega Piazza della Repubblica con il quartiere di Saryan – dedicandola a Re Pap (Պապ թագավոր), sovrano dell’Armenia del IV secolo.

La decisione si inserisce nel processo di ridefinizione della memoria urbana avviato negli ultimi anni, volto a sostituire riferimenti all’epoca sovietica con figure della storia nazionale armena. La vecchia denominazione ricordava Arsen Amiryan (1881-1918), giornalista e rivoluzionario bolscevico, uno dei 26 Commissari di Baku celebrati in epoca sovietica ma oggi ritenuto poco rappresentativo dell’identità storica armena. La sua eredità è vista negativamente soprattutto per l’ideologia e le conseguenze politiche delle sue azioni che contribuirono al crollo della Prima Repubblica d’Armenia.

Non sono mancate le polemiche: alcuni consiglieri avevano chiesto un dibattito pubblico con i residenti, ma la maggioranza guidata dal sindaco Tigran Avinyan ha proceduto, sostenendo che fosse tempo di valorizzare la storia millenaria dell’Armenia.

La scelta di Re Pap (Պապ թագավոր) non è casuale. Figlio di Arsace II e della regina Parandzem, regnò tra il 370 e il 374 d.C. in un periodo travagliato, tra Impero romano e Persia sasanide. Salito al trono con l’appoggio di Roma, ricostituì l’autorità statale, riorganizzò l’esercito e, con lo sparapet (generale in capo) Mushegh Mamikonian, respinse i persiani nella battaglia di Dzirav, restituendo stabilità al regno.

Sovrano riformatore, cercò di rafforzare il potere monarchico limitando l’autonomia delle grandi famiglie nobiliari e l’influenza della Chiesa armena. Questo conflitto gli valse un’immagine controversa nella storiografia ecclesiastica, ma studi recenti lo interpretano come tentativo di costruire uno Stato più forte e indipendente. Il suo regno terminò tragicamente con l’assassinio, probabilmente ordinato dall’imperatore Valente nel 374, che aprì una fase di instabilità culminata nella spartizione dell’Armenia.

Il cambio di nome di Amiryan Street va oltre la toponomastica: riflette un Paese che recupera figure simbolo dell’antica statualità armena, riaffermando, anche attraverso lo spazio urbano, il legame con una storia millenaria precedente all’era sovietica. Nell’opinione pubblica locale non manca chi sostenga che la scelta di re Pap – letto come riformatore, ostile all’oligarchia e al potere della Chiesa – sia un modo con cui il Consiglio Comunale di Yerevan abbia voluto alludere all’opera del Primo Ministro Nikol Pashinyan.

Carlo Coppola

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