PUTIGNANO – In una serata resa ancora più suggestiva dalla Festa di Maria SS del Carmine, l’atmosfera a Putignano si è accesa di una luce diversa, fatta di parole cariche di significato e sguardi che si incrociano. È stato un trionfo di comunità e di ascolto reciproco l’evento “Fedi a dialogo sulla figura di Maria”, tenutosi ieri sera presso la Parrocchia del Carmine.
L’entusiasmo era palpabile già prima dell’inizio, con la navata centrale della chiesa che si è riempita rapidamente. Il pubblico, un mix affascinante di fedeli, studiosi e semplici curiosi, ha risposto con un calore commovente, confermando la sete di dialogo e di comprensione che anima la nostra comunità.
La vera forza della serata è risieduta nella qualità e nella diversità dei relatori, guidati con maestria dai moderatori Marco Glaciale e Antonio Bonasora. Gli ospiti, un tris di voci d’eccezione, ha dato vita a un confronto ricco e stimolante:
Don Mimmo Belvito, Parroco di M. S. del Carmine, ha portato la sua profonda conoscenza della teologia mariana cattolica, offrendo riflessioni che hanno toccato il cuore e la mente.
Antonio Calisi, Papàs della Chiesa di Rito Bizantino, ha arricchito il dibattito con la prospettiva orientale, svelando le sfumature storiche e liturgiche del culto di Maria.
Francesco Tarantino, Pastore dei Giovani della Chiesa Life Church di Bari, ha offerto un punto di vista originale e coinvolgente, sottolineando l’importanza di Maria come figura di riferimento anche per le generazioni più giovani in un contesto evangelico.
La sinergia tra i tre relatori è stata straordinaria, capace di creare ponti e di abbattere barriere, dimostrando che il dialogo ecumenico è non solo possibile, ma necessario.
Il pubblico ha ascoltato con attenzione rapita, intervenendo con domande pertinenti e condividendo riflessioni personali. È stato un momento di vera comunione, in cui la diversità è stata vissuta come una ricchezza e non come un ostacolo.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Pluralya e Liberi Lettori, si è rivelata un successo travolgente, confermando la vocazione di Putignano a essere un luogo di incontro e di dialogo. L’eco delle parole scambiate ieri sera continuerà a risuonare a lungo, alimentando la convinzione che la cultura e la fede, se vissute con apertura e rispetto, possono essere potenti strumenti di pace e di fratellanza.










