Il Teatro Petruzzelli di Bari ha ospitato il 25 marzo una delle masterclass più attese del Bif&st, il Bari International Film Festival. Protagonista assoluta della serata Luisa Ranieri, attrice napoletana tra le più amate del cinema e della televisione italiana, in un lungo e appassionato dialogo condotto dal critico cinematografico Paolo Mereghetti davanti a un pubblico visibilmente coinvolto. Al termine dell’incontro, sul palco sono saliti il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro per consegnarle il Premio Bif&st Arte del Cinema, suggellando una serata che ha saputo unire riflessione sul mestiere dell’attrice, aneddoti personali e una sorprendente incursione nel mondo dell’alimentazione infantile.

Luisa Ranieri con Paolo Mereghetti
Luisa Ranieri ha ripercorso con ironia e sincerità le tappe di una carriera costruita rifiutando ogni etichetta. Tutto cominciò quasi per caso: studiava giurisprudenza a Napoli, faceva teatro amatoriale per passione, senza alcuna ambizione professionale. Fu l’attore Patrizio Rispo — incontrandola dopo uno spettacolo all’aperto — a spingerla a considerare seriamente la recitazione. Da quel momento la traiettoria fu rapida: una pubblicità di grande impatto, poi il film televisivo su Maria Goretti con la regia di Giulio Base, che raggiunse circa nove milioni di spettatori e la impose all’attenzione del grande pubblico.
Ciò che ha sempre contraddistinto il suo percorso, ha spiegato l’attrice, è il rifiuto di restare confinata in un solo registro. “La cosa che mi affascina di questo mestiere è il cambiare registro, cambiare forma come persona e sparire dentro ai personaggi”, ha detto, descrivendo una filmografia che spazia dalla commedia al dramma con naturalezza quasi programmatica. Ha lavorato con Pupi Avati, con i fratelli Vanzina, ha interpretato figure storiche di grande complessità come Gemma Calabresi, e ha alternato cinema, televisione e teatro senza mai smettere di considerare quest’ultimo una sorta di grande amore periodico, nato a Napoli e mai davvero abbandonato.
Tra i capitoli più intensi della masterclass, quello dedicato ai registi con cui ha costruito un rapporto profondo. Con Pappi Corsicato ha realizzato cinque film, sviluppando nel tempo un’amicizia autentica oltre che una solida complicità artistica. Lo ha descritto come un regista che ama la messa in scena, che lavora molto sul set e che sa modificare le proprie idee in dialogo con gli attori, lasciando che la macchina da presa scopra insieme a loro la verità della scena. L’esempio della sequenza girata con Jasmine Trinca, dove Corsicato volle che le due attrici si confrontassero liberamente lasciando emergere tutta la tensione non detta tra i personaggi, è stato uno dei momenti più vivi del racconto.
Diverso, ma ugualmente esaltante, il metodo di Paolo Sorrentino, con cui ha lavorato in È stata la mano di Dio. Se Corsicato costruisce sul set, Sorrentino arriva con una sceneggiatura così precisa e così carica di sottotesti da trasformarsi in una partitura da eseguire. “È come se dentro quel rigore ci fosse una grande libertà”, ha spiegato Ranieri, ricordando anche la scena in cui il personaggio appare nuda su una barca, una richiesta che l’aveva turbata non poco. La sera prima delle riprese, sola nel suo appartamento a Monopoli, di fronte alla questura, era scoppiata in lacrime. Fu il marito, l’attore Luca Zingaretti, a restituirle la lucidità con qualche parola schietta e affettuosa. Sul palco del Petruzzelli Luisa Ranieri ha riso nel raccontarlo, ma ha anche sottolineato come quella nudità non fosse mai gratuita: serviva a raccontare la fragilità e il bisogno di essere vista di una donna in crisi.
Il sodalizio professionale con Zingaretti va ben oltre la vita domestica. I due hanno fondato insieme una società di produzione, convinti che la scrittura sia il vero nodo irrisolto del cinema italiano, soprattutto per quanto riguarda i ruoli femminili. Ranieri ha parlato di una scarsità cronica di storie costruite attorno a donne complesse, e di come questa consapevolezza li abbia spinti a sviluppare in proprio i progetti, scegliendo insieme sceneggiature, attori e registi. Le due serie di grande successo degli ultimi anni nascono anche da questo lavoro silenzioso di costruzione narrativa.
A sorpresa, la masterclass ha trovato un finale inaspettato nel racconto di un libro scritto insieme alla dietologa Sara Farnetti. Quell’incontro fortuito, avvenuto mentre accompagnava Zingaretti a una visita, si è trasformato in un cartone animato prodotto per Rai Ragazzi e poi in un volume edito da Mondadori. Il messaggio è semplice ma potente: i bambini vengono spesso iperalimentati con amore ma con scarsa consapevolezza, e il cibo ha effetti chimici reali sul loro organismo. “Da mamme napoletane e baresi siamo educate così”, ha detto rivolgendosi al pubblico con complicità, scatenando risate di riconoscimento.

Luisa Ranieri riceve il premio “Bif&est Arte del Cinema” da Vito Leccese e Antonio Decaro
Alla fine della serata, dopo aver annunciato una nuova stagione di Lolita Lobosco, il sindaco Vito Leccese e il presidente della Regione Antonio Decaro hanno consegnato a Luisa Ranieri il Premio Bif&st Arte del Cinema, riconoscimento a una carriera che non finisce mai di stupire, e a un’attrice che ha scelto di non smettere mai di cambiare.
M. Siranush Quaranta









