La Divina Liturgia in rito Armeno sarà celebrata a Bari il 22 marzo 2026

P. Aram Tilikyan presiederà la celebrazione nella Chiesa di San Gregorio seguirà visita alla Basilica di San Nicola

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Domenica 22 marzo, alle ore 10:00, la Chiesa di San Gregorio nel centro storico di Bari diventerà per qualche ora il cuore pulsante della cristianità armena in Italia. Nella chiesa incastonata tra i vicoli della Città Vecchia, risuoneranno i canti millenari della Divina Liturgia secondo il rito della Chiesa Apostolica Armena: una liturgia tra le più antiche del mondo cristiano, custodita nei secoli con tenacia da un popolo che ha fatto della fede il fondamento stesso della propria identità nazionale.

A presiedere la celebrazione sarà P. Aram Tilikyan, parroco della Comunità Apostolica Armena di Barcellona e Catalogna e Delegato Patriarcale per l’Europa Occidentale. Nominato in questo ruolo il 1° novembre 2025, Padre Tilikyan giungerà a Bari alla guida di un gruppo di pellegrini catalani. La loro presenza — fedeli che attraversano l’Europa per pregare in una chiesa pugliese — dice molto della rete spirituale invisibile ma solidissima che tiene unita la diaspora armena attorno ai luoghi santi della tradizione cristiana.

Al termine della liturgia, la comunità si sposterà alla vicina Basilica di San Nicola per venerare le reliquie del santo di Myra. È un gesto carico di significato: San Nicola è venerato tanto nella tradizione orientale quanto in quella occidentale, e la sua basilica — costruita dai Normanni nell’XI secolo proprio per custodirne le spoglie — è da sempre luogo di incontro tra pellegrinaggi di ogni confessione cristiana. In questo senso, la sosta barese del pellegrinaggio armeno non è un caso geografico: è una scelta carica di senso.

La tappa barese è la seconda e ultima di un pellegrinaggio che ha preso il via il giorno precedente a Napoli. Il 21 marzo, nella Chiesa di San Gregorio Armeno — uno degli insediamenti armeni più antichi d’Italia, che conserva il cranio di San Gregorio l’Illuminatore, patrono e apostolo dell’Armenia — la Liturgia sarà presieduta da Sua Eccellenza l’Arcivescovo Khajag Barsamian, Rappresentante della Chiesa Apostolica Armena presso la Santa Sede e voce autorevole del dialogo ecumenico internazionale. Due città, Napoli e Bari, storicamente tanto al regno di Spagna quanto a quello medievale della Catalogna, due santi ecumenici Nicola e Gregorio, un solo grande pellegrinaggio: un itinerario che disegna sulla cartina d’Italia una via devozionale armena secolare, oggi più viva che mai.

Non è la prima volta che Bari si trova a fare da palcoscenico a questo tipo di incontro. Città portuale sul Mediteraneo, aperta per secoli alle rotte commerciali e spirituali tra Europa e Oriente, Bari ha sempre incarnato una vocazione al dialogo che la sua architettura ancora racconta: chiese bizantine, palazzi normanni, memorie crociate. La presenza armena in quest’area, del resto, non è una novità: commercianti e pellegrini armeni frequentavano i porti pugliesi già nel Medioevo, lasciando tracce documentate nei registri notarili e nelle chiese locali.

L’evento del 22 marzo è dunque anche un atto di memoria storica, oltre che liturgica. Ritrovarsi a pregare insieme, in chiese che custodiscono memorie millenarie comuni, che passano anche per Bari, ha un valore che supera abbondantemente il confine del religioso, anche in considerazione del fatto che la presenza armena a Bari-e è attestata a partire almeno dal IX secolo.

La celebrazione è organizzata dalla Parrocchia Apostolica Armena di Barcellona, dalla Delegazione Pontificia della Chiesa Armena in Europa Occidentale e dal Consolato Onorario della Repubblica di Armenia a Bari. Un ringraziamento particolare va ai Padri Domenicani della Basilica Pontificia di San Nicola — e in modo speciale al Rev. Padre Giovanni Distante O.P., priore della Basilica  e a p. Savino Somma O.P. che svolge il delicato ruolo di sacrista — per l’accoglienza che riserveranno a tutti i convenuti.

La celebrazione del 22 marzo è aperta: alla comunità armena, ai fedeli di ogni confessione e a chiunque voglia vivere questo straordinario momento di preghiera condivisa.

Carlo Coppola

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