Nel cuore della Basilica di San Nicola a Bari, dove riposano le spoglie del Santo di Myra patrono dei baresi, si è consumato un incontro straordinario tra due tradizioni apparentemente lontane ma profondamente vicine nello spirito. Il 12 dicembre 2025, nella notte più lunga dell’anno, il Coro Svedese di Santa Lucia ha portato in Puglia le melodie natalizie del Nord Europa, intrecciando la devozione per la martire di Siracusa con quella per il vescovo protettore dei marinai e dei bambini.
Dal 2009, l’Ambasciata di Svezia ha reso l’Italia testimone di una delle tradizioni più suggestive del calendario invernale scandinavo: la festa di Santa Lucia. Quello che inizialmente poteva sembrare un semplice evento culturale si è trasformato negli anni in un vero e proprio ponte tra le comunità, capace di unire il Mediterraneo e il Baltico attraverso il linguaggio universale della musica e della luce.

Coro della Svenska kyrkan Frösön
Quest’anno i festeggiamenti hanno toccato sette città italiane, da Trieste a Napoli, da Milano a Venezia, ma è in Puglia che l’iniziativa ha assunto una dimensione particolarmente significativa. Per il quarto anno consecutivo, la regione ha accolto il Coro della Svenska kyrkan Frösön, la Chiesa di Svezia dell’isola di Frösön nel Jämtland, ospitando le performance in tre comuni: Bari, San Michele Salentino ed Erchie.
L’intuizione più felice di questa edizione è stata proprio quella di creare un dialogo narrativo tra San Nicola e Santa Lucia, due figure che, pur appartenendo a epoche e contesti geografici differenti, condividono valori universali di generosità, protezione e speranza. San Nicola, vescovo di Myra vissuto nel IV secolo, è venerato in tutto il mondo cristiano come protettore dei bambini, dei marinai e degli orfani. La sua figura ha ispirato la tradizione di Santa Claus e le leggende sul suo dono anonimo ai bisognosi continuano a nutrire l’immaginario collettivo.
Santa Lucia, martire siracusana del III secolo, è invece associata alla luce che squarcia le tenebre dell’inverno. In Svezia, dove le giornate di dicembre sono brevissime, la sua festa rappresenta un momento di rinascita simbolica, con il tradizionale corteo di giovani vestite di bianco che portano corone di candele accese sul capo, illuminando letteralmente il buio nordico.
All’interno della Basilica Pontificia, la solennità architettonica ha fatto da cornice perfetta alle voci cristalline del Coro svedese. Le tradizionali melodie natalizie scandinave hanno riempito gli spazi sacri, creando un’atmosfera di raccoglimento e meraviglia. Ma l’evento, ideato da Euforica APS nell’ambito della rassegna itinerante “Notte delle Candele 2025“, non si è limitato al concerto.

Videomapping sulle pareti della Basilica
Per la prima volta nella storia della Basilica di San Nicola, le antiche mura hanno ospitato un suggestivo videomapping che ha trasformato la pietra in tela vivente. Sulle note delle composizioni di John Tavener, Tony Ann e Vladimir Martynov, le proiezioni hanno raccontato visivamente il patrimonio di storie e tradizioni legate ai due Santi, creando un dialogo multisensoriale tra passato e presente, tra Nord e Sud, tra parola e immagine.
La coreografia dell’evento ha coinvolto molteplici competenze artistiche: i costumi curati da Annalisa Milanese hanno dato vita alle figure tradizionali, mentre i movimenti scenici della Compagnia Palcoscenico di Bari hanno aggiunto una dimensione teatrale all’esperienza. Gli allestimenti di Silvia Giancane e il lavoro di videodesign di Pasquale Lazzari hanno completato un quadro artistico di rara intensità emotiva.

Paola Romano, Giovanni Oliva e Antonio Giampietro
All’evento hanno partecipato numerose autorità, tra cui Marina Lalli, Console Onorario del Regno di Svezia a Bari, che con impegno sostiene questo prezioso ponte culturale tra i due Paesi, insieme a Paola Romano, Assessore alle Culture del Comune di Bari, Antonio Giampietro, Garante regionale dei diritti delle persone con Disabilità, Anne Lehmeier, Market Manager di IKEA e Padre Savino Somma, sacrista della Basilica di san Nicola.
Come ha sottolineato Giovanni Oliva, presidente di Euforica APS, questa iniziativa rappresenta molto più di un semplice evento culturale. È la testimonianza di un legame costruito nel tempo tra la comunità pugliese e quella svedese, alimentato da molteplici occasioni di scambio. L’intreccio tra i riti della festa di Santa Lucia e la storia millenaria di San Nicola non serve solo a preservare le antiche tradizioni, ma anche a diffonderle oltre i confini nazionali, dimostrando che le radici culturali possono dialogare e arricchirsi reciprocamente.

L’accensione delle candele di Santa Lucia
La presenza di IKEA come partner dell’iniziativa, con una seconda performance ospitata nel loro store barese, sottolinea come anche il mondo commerciale possa farsi portatore di valori culturali, contribuendo a mantenere vive tradizioni che altrimenti rischierebbero di restare confinate nei loro luoghi d’origine.
L’accensione finale dell’albero di Natale, simbolo di pace e fraternità tra i popoli, ha suggellato una serata che ha dimostrato come la cultura possa essere il più efficace strumento di unione tra comunità diverse, illuminando le nostre vite proprio come le candele di Santa Lucia squarciano il buio della notte nordica.
M. Siranush Quaranta









