AMMODERNATI TUTTI I CENTRI SPORTIVI DI CIOVINAZZO. MA CHI PROVVEDE ALLA CONDUZIONE GESTIONALE ED OPERATIVA?

  • 0
  • 242 visualizzazioni

Con l’imminente consegna, da parte della Impresa Tennis Tecnica S.r.l., della riconversione a centro sportivo polivalente del campo di calcio “RAFFAELE DEPERGOLA”, dal costo di poco meno di € 1.800.000,00, andrà a completarsi il piano di ammodernamento e adeguamento alle norme del CONI di tutti gli impianti cittadini, dedicati ai vari sport e generi agonistici. Dunque, non si tratta solo del complesso per il gioco di calcio e di atletica, in Zona Zurlo, ma anche del Pala-Pansini e Pala-Palmiotto, e, perfino, di tutte le Palestre scolastiche. Vale la pena ricordare che, per queste opere di ristrutturazione impiantistica e di adeguamento funzionale di detti edifici sportivi, il Comune ha investito diversi milioni di Euro, risorse per la maggior parte di provenienza da erogazioni nazionali e fondi europei e, ancora, dal PNRR, come nel caso della riqualificazione a centro polifunzionale dello sport del campo di calcio cittadino. A fronte di sì impegnativo investimento finanziario, però, non pare si sia, almeno finora, definita quale debba essere la linea politica per la gestione di queste infrastrutture ammodernate, né quali siano, in concreto, le effettive modalità di funzionamento dei rispettivi impianti e di coordinamento delle prestazioni agonistiche consentite in ciascuno dei centri sportivi.

E’ pur vero che nell’approntamento del bilancio di previsione annuale del Comune i decisori politici, aggiornano, a distanza di due o tre anni, le rispettive tariffe e i corrispettivi dei servizi forniti nei confronti dei cittadini che ne fanno richiesta, e tra questi, sotto il titolo di “Impianti Sportivi” anche quelle afferenti all’utilizzo delle strutture destinate alle attività agonistiche e annessi servizi accessori-complementari che vengono consentiti presso i diversi centri sportivi

Tuttavia pare che non sia evidente quale sia l’ambito comunale che presidia, in pratica, l’esercizio di tali attività prestazionali che il Comune, in maniera diretta, dietro pagamento di un prezzo, assicura ai cittadini e, più specificatamente, ad alcune associazioni e società sportive.

Tanto meno pare possa evidenziarsi chi sovrintende e assicura l’andamento organizzativo dei servizi sportivi offerti e, al tempo stesso, chi presidia lo svolgersi regolare di tali attività e ne controlla la corretta fruibilità degli apparati tecnico-infrastrutturali e relative pertinenze di servizio.

Per quanto possibile ricavare da una Determina Dirigenziale a firma del Dirigente del 2° Settore, risalente al settembre del 2023, mediante la quale due agenti di detto Comparto amministrativo hanno partecipato a un corso on line a tema: -gli impianti sportivi e loro esercizio e gestione-, si dovrebbe dedurre che, proprio in seno a quel Settore, dovrebbe operare un nucleo operativo che si occupa della gestione degli impianti sportivi. Anche se, con richiamo al consolidato indirizzo di dottrina e giurisprudenza, ogni bene ascritto come -impianto sportivo- rientra nella previsione dell’art. 826 c.c., ossia in quella categoria dei beni di proprietà comunale, destinati ad un pubblico servizio.

Per la qual cosa sono assoggettati al regime di beni patrimoniali indisponibili, i quali non possono essere sottratti allo loro destinazione, sussistendo un vincolo funzionale, coerente con la loro specialistica vocazione ad essere impiegati in favore della collettività. Dunque, non v’è dubbio che la conduzione delle strutture sportive rientrerebbe nella competenza funzionale del Servizio preposto alla gestione della patrimonialità comunale, specie se questa presenta concreti caratteri di redditività.

Ne è prova il fatto che, pur in diretta conduzione da parte della municipalità, per effetto dell’imposizione, secondo il listino, cui si è fatto sopra cenno, di specifiche tariffe all’utilizzo degli impianti stessi, da chiunque ne faccia richiesta, questi beni generano un’entrata finanziaria per le casse comunali. E’ lecito ritenere, perciò, che abbiano una rilevanza economica che serve a coprire, in tutto o in parte, i costi gestionali dei servizi sportivi che ivi sono ammessi e le spese di manutenzione dei manufatti edilizi.

Il quadro enunciativo appena indicato è chiaramente percepibile dalla novellata normativa del D.lgs. n.38/2021, in materia di impianti sportivi, che tra l’altro, in termini di gestione degli stessi, ha anche, all’art. 6, c.3, previsto che gli affidamenti della gestione degli impianti sportivi, che il Comune non intende gestire direttamente, siano disposti nel rispetto dell’ultima normativa del Codice dei Contratti Pubblici e della regolamentazione euro-unitaria vigente in materia.

Il che sta a significare che l’affidamento a terzi della gestione dei centri dedicati allo sport si configura come “concessione di servizi” e dovrà essere aggiudicata secondo le norme che regolano i contratti pubblici, ove trovano applicazione i principi di imparzialità, pubblicità, trasparenza, partecipazione e parità di trattamento.

Di conseguenza una tale operazione di esternalizzazione della gestione va incentrata sul criterio economico della remunerabilità, intesa in termini di redditività anche solo potenziale, cioè di possibilità di coprire i costi di gestione attraverso il conseguimento di un corrispettivo economico nel mercato.

E, di fatto, una sorta di tentativo dell’Amministrazione Sollecito di concedere a terzi il complesso sportivo, sia pure limitatamente al campo di calcio, c’è pure stato nel recente passato.  Questa circostanza l’ho dedotta dall’indirizzo politico che la Giunta comunale ebbe a esplicitare con una formale Delibera di Giunta, la n.127 del 13.06.2023, a mezzo della quale, su proposta dell’Assessore allo Sport, si volle incaricare formalmente “il Dirigente del 2° Settore, Dott. Angelo Decandia, di avviare le procedure finalizzate, secondo procedure di evidenza pubblica, della gestione e concessione del campo sportivo comunale -R. Depergola- secondo quanto previsto dal vigente Regolamento Comunale per l’affidamento della gestione e concessione in uso degli impianti sportivi comunali”.

Non risulta, tuttavia, esserci mai stata alcuna concreta iniziativa della Direzione “Affari Finanziari-Governance” ad avviare le procedure concorsuali per la concessione a terzi del compendio patrimoniale della infrastruttura calcistica in Zona Zurlo. Né mai si è provveduto ad aggiornare quel Regolamento Comunale, richiamato nella Deliberazione di Giunta, alle indicazioni introdotte dalla nuova Legge sullo Sport (D.lgs. n.38/2021) e, soprattutto alla più recente normazione contenuta nel Codice dei Contratti Pubblici per cui l’utilizzo degli impianti sportivi di proprietà comunale è da riconoscersi come servizio pubblico locale, secondo la prefigurazione giuridica dell’art. 112 del D.lgs. n.267/2000 che in concreto si finalizza nella promozione dello sport quale strumento di miglioramento delle condizioni  di vitalità sociale della comunità locale.

Pertanto, non essendoci mai stata una decisa volontà politica del governo locale di esternalizzare la gestione degli impianti, in maniera singola a nel loro complesso di tutte le strutture, la conduzione degli stessi è in capo all’Amministrazione civica cui incombe l’obbligo di garantirne l’uso a tutti i cittadini e, comunque, sulla base di criteri obiettivi a tutte le società e associazioni sportive o enti di promozione sportiva.

Per quanto si riesce a cogliere dall’andamento gestionale attuale, ancorché manchi un quadro economico realistico di quali siano le annuali spese gestionali e del loro mantenimento ordinario e le entrare che si ricavano dai corrispettivi imposti agli utilizzatori delle strutture, mi pare di poter dire che la gestione diretta del servizio sia recessiva rispetto a quella indiretta, cioè se affidata ad un operatore di settore di una particolare esperienza.

Intanto perché a carico del Comune gravano complessi oneri organizzativi dei servizi che si offrono presso ciascun polo ed ancor più di ordine economico per effetto delle spese necessarie al regolare funzionamento e custodia degli impianti stessi. E anche perché a una seria ed obiettiva gestione diretta di tutti gli impianti debba ragionevolmente orientarsi, solo dopo aver verificato che nel contesto territoriale non sia possibile un più proficuo ricorso al mercato che garantisca il servizio a parità di qualità ma a condizioni più vantaggiose in termini di efficienza, efficacia ed economicità.

Una valutazione che francamente non crederei sia stata mai fatta anche perché tornerebbe a tutti comodo continuare la prassi gestionale con le modalità di sempre e con criteri eccessivamente selettivi se non esclusivi circa l’ammissione dei soggetti all’utilizzo degli impianti. Criteri che sembrano essere quelli   prospettati dall’Assessore allo Sport nella richiamata Delibera di Giunta n.127/2023 (gruppi sportivi già attivi da 5 anni e operanti solo nel territorio cittadino ed affigliati a una Federazione sportiva).

Requisiti certamente indebiti che contrasterebbero chiaramente con quanto previsto di recente dalla Legge sullo Sport, espressa nel D.lgs. n.38/2021.

Giuseppe Maldarella

Il Somnium Nicolai: l’Armenia si considera Europa
Articolo Precedente Il Somnium Nicolai: l’Armenia si considera Europa
Inaugurata la sede “Balilla” del CPIA 1 Bari Alessandro Leogrande
Prossimo Articolo Inaugurata la sede “Balilla” del CPIA 1 Bari Alessandro Leogrande
Articoli collegati

Lascia un commento:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I tuoi dati personali verranno utilizzati per supportare la tua esperienza su questo sito web, per gestire l'accesso al tuo account e per altri scopi descritti nella nostra privacy policy.