SA DI PANTOMIMA RIPETERE IL TENTATIVO DI COSTRUIRE QUALCOS’ALTRO, AL POSTO DEL PARCHEGGIO, IN VIA DEL CIUCCIO, NELLA ZONA -C 1. 4- DEL P.R.G.C. DI GIOVINAZZO

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Più volte, dati alla mano, ho cercato di dare dimostrazione che l’Amministrazione del dott. Sollecito operi in diretta continuità con la contraddittoria conduzione del suo predecessore, Depalma. Ancora questo fatto gestionale, cui, qui, porto all’attenzione dei lettori, n’é riprova, inequivocabile.

La circostanza in questione ha a che vedere con la sorte dell’importante progetto del parcheggio pubblico con parco a verde, da ricavarsi sul suolo, all’origine di circa mq. 2.600, delimitato dalle vie: Rollo, Ambrosoli, De Ceglie e Torre del Ciuccio. Un terreno del Comune, acquisito a seguito della stipulazione della convenzione per il rilascio del permesso a costruire sulla proprietà “Scarda”, del complesso abitativo, portato a termine da -La Nuova Sifano Costruzioni S.r.l.-, che ne rilevò il titolo edilizio medesimo mediante compravendita immobiliare.

La costruzione di un esteso parcheggio pubblico con un notevole spazio a verde, in vista ambientale, nell’ambito del comparto edilizio C1.4 del PRGC, risale a una scelta strategica fatta dal Consiglio Comunale con la delibera n.2 del 7 marzo 2017. A proporla all’Assemblea cittadina, che l’approvò, fu il Sindaco Depalma, che, all’epoca, sul finire del suo primo mandato (2012-2017), aveva trattenuto per sè la delega all’“Urbanistica”. E che l’infrastrutturazione a parcheggio pubblico con relativi spazi a giardino avesse buone shances trovava fondata ragione nel fatto che con lo stesso provvedimento si ebbe a stabilire che, su una porzione di quel terreno del Comune, la S.n.c. Supermercato Anna di Caccavo Anna & C. avrebbe dovuto dare esecuzione a un primo lotto funzionale a servizio della collettività.

Tanto in adesione all’art.8 della Convenzione, stipulata dal Comune con la S.n.c. medesima per la edificazione del Centro commerciale, Cat. M3, in località Fagianello. Sicchè, in virtù dell’obbligazione convenzionale, di cui all’8 del D.P.R. n.160/2010, diversamente da quanto precedentemente inteso, fu imposto alla S.r.l. Caccavo & C. di attrezzare a sosta per autoveicoli e a verde pubblico, una porzione di quel suolo in Zona C1.4, distante dall’erigenda struttura commerciale, per un impegno economico non inferiore a € 75.366,50. Infatti, appena un anno dopo quella delibera consiliare, la nuova Giunta, capeggiata sempre da Depalma, su proposta dell’Assessore, dott. Gaetano Depalo, con Delibera n.20 del 14.02.2018, approvò la pianificazione completa del parcheggio pubblico con verde attrezzato per una spesa di € 423.000,00. Contestualmente si autorizzava l’esecuzione del primo stralcio, a cura e spese della S.n.c. Supermercato Anna, il cui costo, comprensivo degli onorari dei progettisti, ammontava a Euro 97.000,00. Nello specifico, la messa in opera del 1° lotto da parte della soc. Supermercato Anna è consistita nella “costruzione della piazzetta -B-, dell’aiuola V6 e dei parcheggi P1, P3, P4, tutti sul fronte di via Adolfo Rollo. Il completamento costruttivo del progetto, quello di spettanza del Comune, si sarebbe dovuto concretare con la messa in opera del parcheggio P2, con circa 30 stalli, e della piazzetta -A-, costitiuta dalle aiuole V1, V2, V3, e V4, lungo lo stradone di Torre del Ciuccio e via De Ceglie.    

Purtroppo, a quest’ultimo intervento non si è messo mai mano, né se n’è più parlato di darvi attuazione, giacché né l’Amministrazione Depalma né quella in carica del dott. Sollecito hanno provveduto a finanziarlo in attuazione dei deliberati del Consiglio Comunale e della Giunta; tant’e che mai l’opera è stata inserita nelle schede dei LL.PP. che hanno accompagnano i bilanci di quest’ultimi anni. 

Tutto un tratto, la questione è tornata alla ribalta il 14 dicembre 2021, con la pubblicazione dell’Avviso, a firma del Responsabile del Servizio Patrimonio, con cui si ufficializzava l’intenzione dell’Amministrazione di cedere, mediante concessione pluriennale, il suolo in Zona C1.4, rimasto incompiuto delle opere di completamento dell’area di sosta e relativo parco, per scopi diversi da quello di pubblico parcheggio, come previsto dal progetto precedentemente approvato. Il bando notiziava, infatti, che il Comune era disposto ad accordarsi con un investitore che, in regime di partenariato pubblico-privato, acquisendo l’area in concessione, potesse infrastrutturarla mediante la realizzazione di servizi utili alla residenza di cui all’art. 45 delle Norme di attuazione del Piano Regolatore Comunale. Le tipologie di opere che si sarebbero potute edificare sul sito erano ben specificate nel bando e cioe costruzioni di: asilo nido, edificio di culto, fabbricato a valenza socio-sanitaria e culturale, parco giochi e parking e ogni altra struttura di interesse comune.

In altri termini su quel terreno comunale, diversamente da quanto convenuto con la convenzione della lottizzazione “Scarda” e formalmente deciso dagli organi deliberanti comunali, sarebbe stato possibile insediare attrezzature a servizio della residenza, utili a dare compiutezza a quel comprensorio ormai completato nella sua realtà abitativa. Sicchè le determinazioni, in precedenza assunte dal Consiglio Comunale di costruire sul terreno un parcheggio pubblico con un notevole polmone a verde urbano, sarebbe stato possibile invalidarle per effetto di quanto enunciato con la Delibera di Giunta n.286 del 07.12.2021, che lasciava intravedere la possibiltà di una diversa utilizzazione del sito.

Il bando per la ricerca di un partner privato che, dietro conferimento oneroso di possesso del bene, potesse dare concretezza a un qualche redditizio servizio, a favore dei residenti di quel contesto abitativo, andò a scadenza il 1 febbraio 2022, senza, però, che venisse a registrarsi l’interesse di un qualche operatore economico a investire su quell’area.

Trascorsi, ora, oltre due anni dal mancato riscontro a quell’intuizione, propugnata da Depalma, quando ormai era al termine del suo secondo mandato, anche il dott. Sollecito è tornato alla carica, indotto a perseguire lo stesso obiettivo, peraltro, da lui condiviso, nella veste di Vice-Sindaco.

Si tratta, come sopra detto, di cedere l’area, in contesto, a titolo oneroso, a un privato “per un possibile suo sfruttamento economico, conformemente alle prescrizioni del vigente PRGC e del PUG, che, nel frattempo, è stato adottato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 16 del 28.03.2023, senza modificarne la disciplina urbanistica al riguardo .

In definitiva con la recentissima Delibera di Giunta n.87 del 22.05.2024, per come relazionato dall’Assessore al Patrimonio, dott. Depalo, l’Amministrazione Sollecito ha inteso nuovamente incaricare l’apparato comunale e, nello specifico, il Dirigente del Servizio “Patrimonio” di dar corso alla consueta procedura di manifestazione d’interesse, già precedentemente messa in atto, senza alcun esito, in data 14.12.2021.

Viene così a essere ribadita la volontà politica a ricercare un operatore economico in grado di realizzare, dietro una puntuale negoziazione a titolo oneroso, particolari strutture e servizi per la residenza, secondo le disposizioni di cui all’art. 45 delle NTA del PRGC.

In tal senso il dott. Sollecito dà conferma che l’Amministrazione non è più intenzionata a farsi carico dei relativi oneri economici per completare, in quel comparto urbanistico della C1, il parcheggio pubblico e relativo parco comunale, secondo il progetto approvato con la richiamata D.G. n.20/2018.

E’ impressionante costatare come gli amministratori riescano a lambiccarsi, più che mai, per trovare una plausibile giustificazione a una decisione gestionale che contraddice nettamente la scelta politica, precedentemente assunta dall’organo decisionale del Comune a tutto vantaggio della comunità.

In questo caso, artefice della strana giravolta appare essere il dott. Depalo che si espose, a suo tempo, quale Assessore ai LL.PP. a far approvare dalla Giunta la progettazione esecutiva del parcheggio e del relativo parco pubblico, mentre, oggi, nel ruolo di delegato assessorile al “Patrimonio”, ha prospettato la decisione di utilizzare l’area per finalità diverse. Un intervento privato per la creazione di servizi a pagamento per la collettività, piuttosto che dare concreta attuazione al parcheggio pubblico con area a verde attrezzata di cui si dice, da tempo, di avere un gran bisogno proprio in quella zona. E, a giustificazione del cambio di programma pare pure voler avvalersi dell’affermazione già resa dal Depalma, circa l’insorgenza, nella contemporaneità, di una diversa valutazione circa le prospettive di interesse urbanistico in quella realtà urbana.

In quali termini, sopravvenute esigenze abbiano potuto indurre a una diversa prospettazione in vista del manifestato interesse per la migliore funzionalità della circoscrizione edilizia, non è dato di conoscere. Il dott. Depalo non fa alcun cenno nella sua pur dettagliata narrazione tecnica alla Giunta circa la sussistenza di uno studio di verifica e di analisi socio-economico in tal senso. Né la sua proposta è stata corredata da una relazione tecnica del Dirigente del 3° Settore circa la compatibilità urbanistica e la fattibilità costruttiva, in quell’area, di edifici della tipologia indicata dall’art.45 delle Norme di attuazione del PRGC, giacchè qualsiasi costruzione si intenda porre in essere comporterà, certamente un certo carico urbanistico.

Con questo non metto in dubbio la potestà dell’Amministrazione comunale a rivisitare la destinazione urbanistica per il più proficuo utilizzo di un bene immobiliare asservito a una finalità d’interesse pubblico, purchè secondo i parametri urbanistici in vigore e col rispetto dei limiti standars vigenti in determinate aree di urbanizzazione dello strumento pianificatorio.

Quello che, invece, fa impressione è che una tale moto di decisionismo autoritario si pratichi sempre facendo ricorso a un deliberato giuntale nella forma di direttiva politica, contravvenendo, perfino, a un preciso deliberato del Consiglio comunale, che nella fattispecie aveva pianificato la creazione di un esteso parcheggio pubblico  con ampie zone a verde a servizio di quell’agglomerato cittadino.

Non si comprende come per tale diverso intento politico di cedere l’area a un privato per il miglior sfruttamento economico della stessa, al posto di un parcheggio pubblico con relativo parco a verde non si sia consultato, appunto, il Consiglio Comunale che aveva approvato una tale pianificazione con decisione n.21/2018, peraltro condivisa dell’intero consesso civico, compresa l’opposizione.

E preme, pure, significare che, nell’eventualità che si possa arrivare a una contrattualizzazione per il trasferimento del possesso del suolo comunale al privato, qualsiasi opera questi intenda realizzarvi necessiterà sempre la costituzione di un diritto reale sull’immobile, nello specifico, di un diritto di superficie, la cui competenza ad accordarlo spetta, comunque, al Consiglio comunale.

A parte il fatto che questa modalità di cedere a privati un bene patrimoniale indisponibile del Comune per una qualsiasi finalità si faccia, ancorchè significativamente motivata in funzione di un superiore interesse della collettività, dà adito, di frequente, a perplessità interpretative, se non a controversie, per una non sempre chiara ragione di fondo ad avvalersi di tale istituto giuridico. Ed è una formula negoziale che di frequente, come risaputo, se non concepita correttamente, riserva risvolti problematici, specie in ordine all’osservanza puntuale dei conseguenti impegni gestionali ed economoci cui si basa il contratto concessorio oneroso.

E, di fatto, la circostanza mi spinge a chiedere, proprio all’Assessore Depalo, quale sia l’attuale posizione tecnica e catastale e di registrazione categoriale dell’immobile costruito, peraltro proprio in quella zona, all’inizio di questo secolo, in seguito alla demolizione dello stabile del mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Anche per quell’immobile, come bene patrimoniale indisponibile, fu consentito l’abbattimento per sostituirlo un’altro di diversa volumetria di fabbrica e di utilizzo dello stesso. Per cui è utile, allo stato, conoscere a chi è intestata la titolarità patrimoniale del nuovo edificio, essendo stato edificato non già dal Comune,  e  quale sia la natura del rapporto negoziale in essere con il possessore, qualora la proprietà sia, ancora, per una qualche ragione, in capo al Comune, compresa, naturalmente, la superficie del bene immobiliare.

Giuseppe Maldarella

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