Perché la Pasqua si celebra sempre in giorni diversi

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La Pasqua celebra tradizionalmente la risurrezione di Cristo e nel tempo è divenuta un giorno di festa e riposo anche per i non credenti. I Vangeli riportano che la tomba vuota di Gesù fu trovata il giorno dopo il sabato, terzo giorno dopo la sua morte per crocifissione; la Chiesa ha stabilito che la Pasqua ricorresse la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Tale festività viene considerata più importante del Natale, che per contro ha acquisito popolarità poiché la data scelta coincideva con una antica festa pagana. Non a caso la resurrezione di Cristo è un aspetto precipuo della fede cristiana, tanto che nella Chiesa Cattolica chi non crede alla resurrezione, evento centrale nei Vangeli e in altre narrazioni del Nuovo Testamento, non può considerarsi un fedele. Similmente la Pasqua è santificata anche presso i Mormoni e gli Ortodossi, seppur con alcune differenze: questi ultimi, infatti, celebrano la Pasqua in un giorno diverso giacché hanno ancora in uso il calendario giuliano, entrato in vigore nel 46 a.C. per opera di Giulio Cesare.

La Pasqua cristiana è anche intrinsecamente legata a quella ebraica, tanto che il Vangelo di Giovanni riporta che la morte di Gesù avvenne il 14 di Nisan, mese ebraico tra marzo e aprile, ossia il medesimo giorno in cui gli ebrei commemorano la loro liberazione dall’Egitto e il viaggio verso la Terra Promessa. Si tratta della Pesach, ricorrenza in cui le prime comunità cristiane iniziarono a ricordare la resurrezione del Messia. Per mutare tale sovrapposizione di eventi e dare maggiore rilievo alla resurrezione piuttosto che morte di Gesù, nel Concilio di Nicea del 325 d.C., vale a dire la prima riunione delle comunità cristiane del Mondo, si stabilì la celebrazione pasquale la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. In questo modo si sarebbe svolta in una data variabile tra il 22 marzo e il 25 aprile, sempre vicina alla Pesach e, talvolta, persino coincidente con essa. A variare non sono soltanto i giorni di celebrazione, ma anche le maniere di festeggiare a seconda di paesi e usanze.
In Sud America, ad esempio, è molto diffusa la pignatta, un contenitore colorato riempito di dolci e rotto con un bastone. In Scozia e più in generale nel Nord Europa, si accendono falò seguendo antichi rituali sassoni.
Secondo uno studio, la tradizione delle uova di Pasqua è stata rafforzata dalle istruzioni impartite durante la Quaresima, ossia i quaranta giorni antecedenti la Pasqua in cui i cattolici fanno penitenza e digiunano per periodi di durata variabile, spesso astenendosi dal consumo di carne.
In passato, e tuttora nelle chiese cristiane orientali, era imposto il divieto di mangiare uova; pertanto i primi cristiani racimolavano un numero tanto ingente di uova che, al fine di non sprecarle, le cuocevano e ne dipingevano il guscio con colori sacri e simbolici. Alla fine del XIX secolo, i progressi tecnologici permisero all’azienda dolciaria britannica Cadbury di combinare il simbolo dell’uovo con l’amatissimo cioccolato, da poco introdotto in Europa, e i regali pasquali. Nel 1875, infatti, crearono il primo uovo di cioccolata con una sorpresa all’interno, per il quale nel giro di pochi anni si cominciò ad adoperare il cioccolato al latte, ideato in Svizzera, tradizione che tuttora gode di enorme successo e diffusione.
Maria Elide Lovero
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