Il progetto T.R.U.St – Taranto Regeneration Urban Street

Un'idea per la rigenerazione del quartiere Paolo VI

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In un precedente articolo, abbiamo trattato del progetto “Q.M. – Quartiere Museo San Paolo”, la cui idea di fondo è quella di riqualificare il quartiere popolare di Bari mediante la realizzazione di alcuni murales. La stessa idea anima un altro grande progetto, il “T.R.U.St – Taranto Regeneration Urban Street”, che interessa con cadenza annuale il quartiere Paolo VI del capoluogo ionico.

Il quartiere Paolo VI nacque negli anni ’60 all’ombra dell’ex Italsider: in posizione piuttosto defilata rispetto al centro cittadino, infatti, fu pensato per ospitare gli operai dello stabilimento siderurgico. I primi alloggi furono consegnati già nel ’66. Negli anni seguenti, l’area venne intitolata proprio a Paolo VI, il pontefice che nel ’68 celebrò la messa di Natale nella grande acciaieria.

Come tutte le aree di edilizia popolare, il quartiere ha finito per catalizzare le contraddizioni che, in maniera più generale, caratterizzano l’intera città di Taranto. Negli ultimi tempi, però, proprio per evitare che permanesse la situazione di forte degrado, si è proceduto a realizzare una serie di progetti, tra cui lo spostamento delle sedi di importanti istituzioni come l’Università e il Tribunale.

Nel 2020, infine, nasce il progetto T.R.U.St., un vero e proprio festival permanente di arte urbana che ha la duplice finalità di promuovere l’arte contemporanea e riqualificare le diverse realtà territoriali del centro ionico, sostenendo in particolare la rigenerazione sociale del quartiere.

Il progetto nasce da un’idea dell’Associazione Rublanum, con la partecipazione di Giacomo Marinaro, Matteo e Andrea Falbo del Festival di Street Art “Gulìa Urbana”, e col patrocinio del Comune di Taranto, nella persona del sindaco Rinaldo Melucci.

I murales realizzati hanno un valore non indifferente, assurgendo a vere e proprie opere d’arte che, comunque, sono pensate per rispettare i luoghi e i contesti circostanti. Alcuni esempi sono: il murale realizzato da Belin, che si ispira alle “Bagnanti” di Picasso, “Giorgio”, realizzato da Jorit, che ricorda la storia di Giorgio Di Ponzio, morto di tumore a soli 15 anni, vicenda tristemente legata al polo siderurgico. Sicuramente di grande impatto è, poi, l’opera dell’artista JDL, “L’amore è più forte della morte”, con il suo forte contrasto cromatico tra grigio e blu, tratto distintivo dell’artista.

La particolarità del festival è che, al contrario del Q.M. che è circoscritto alla realtà del C.E.P., si apre ad altre aree della città, compreso il centro. È in questo modo che ha visto la luce uno splendido murale, realizzato nei pressi della Prefettura di Taranto, che vuole essere un vero e proprio omaggio alla città e alla sua storia di colonia greca.

Giuseppe Mennea

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