
Franco Giacopino
Fino al 4 luglio, nelle sale di Palazzo Starita, sede della Fondazione Puglia a Bari, è visitabile Orizzonte Mare, la mostra fotografica di Franco Giacopino, curata da Vincenzo Velati.
L’esposizione raccoglie trentacinque fotografie, selezionate da oltre duecento negativi grazie al lavoro di chi ha collaborato alla realizzazione del progetto. Ogni immagine è stampata su carta cotone certificata per la conservazione museale, con stampa giclée da scansione del negativo e inchiostri a pigmenti, nel formato 43 × 43 centimetri, a testimonianza di una ricerca che unisce la tradizione della fotografia analogica alle più avanzate tecniche di stampa fine art.
Le fotografie nascono da un lungo percorso di esplorazione della costa pugliese. Prima ancora dello scatto, occorre avere chiara l’immagine che affiora da quel nero ancora tutto da esplorare: è così che Franco Giacopino costruisce la propria narrazione visiva. Ne emerge un racconto inedito della natura indomabile del mare, delle onde che accarezzano gli scogli e di un paesaggio in cui domina il rispetto per l’ambiente, lontano dalle forme più invasive dell’antropizzazione.
La fotografia diventa così un esercizio di pazienza e contemplazione. Il progetto assume i tratti di un taccuino di viaggio, frutto dello sguardo di un flâneur che procede lentamente, trasformando ogni tappa in un momento di meditazione. Il mare si fa orizzonte poetico, linea sottile che unisce cielo e terra, mentre gli scogli bianchi diventano trampolini verso profondità fisiche e interiori.
Franco Giacopino padroneggia con autorevolezza il linguaggio della fotografia analogica. Figlio d’arte, il padre Luigi era un pittore molto apprezzato, affronta il paesaggio con la dedizione di chi conosce il valore dell’attesa. Le sue compagne di viaggio sono fotocamere come la Hasselblad 500 C/M, la Mamiya RZ67 e la Linhof Kardan System 10×12, strumenti che richiedono precisione, esperienza e tempi dilatati.
Come Claude Monet davanti alla Cattedrale di Rouen, Giacopino torna più volte sullo stesso luogo, osservandolo nelle diverse ore del giorno per coglierne le continue metamorfosi luminose. Ogni fotografia è il risultato di calcoli accurati, dell’equilibrio tra tempo di esposizione, diaframma e sensibilità della pellicola: un processo che restituisce il cuore della sua ricerca visiva.
Il suo lavoro educa lo sguardo alla lentezza. Qui il vero protagonista è il silenzio, elemento essenziale che amplifica il fascino interiore delle immagini. Il mare viene attraversato idealmente lungo tutta la Puglia, dal Gargano fino al Salento, passando per il lungomare di Bari, Torre Guaceto, Polignano a Mare e Monopoli. Un itinerario che diventa anche un viaggio nel tempo e nella memoria, dove il paesaggio marino si trasforma nello specchio della condizione umana.
Come nelle opere di Mimmo Jodice, anche per Franco Giacopino il mare supera la dimensione del semplice soggetto paesaggistico per assumere un valore metafisico. Diventa eco, presenza interiore, domanda aperta rivolta allo spettatore. Un orizzonte che invita alla contemplazione e alla consapevolezza, ricordandoci che osservare significa, prima di tutto, imparare a vedere.
Pietro Fabris










