Krikor Der-Hagopian, un armeno scelto da Bagdad come ambasciatore a Washington

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L’Iraq ha nominato Krikor Der-Hagopian, consigliere armeno cristiano del premier Ali al-Zaidi, come nuovo ambasciatore a Washington. Lo riporta Al-Monitor, citando diplomatici regionali secondo cui la scelta rientra in un più ampio sforzo di Bagdad di ricalibrare le relazioni con gli Stati Uniti in una fase delicata per la regione.

Der-Hagopian, 49 anni, padre di tre figli, si è formato negli Stati Uniti con un master in relazioni internazionali alla Josef Korbel School of International Studies dell’Università di Denver. Già consigliere dell’ex presidente Barham Saleh e dell’ex premier Mohammed Shia al-Sudani, il suo profilo tecnico e trasversale lo rende, secondo gli osservatori, un candidato dato per quasi certo alla conferma da parte dell’amministrazione statunitense. Andrà a succedere al vice ministro degli Esteri Nizar al-Khairallah, attuale ambasciatore a Washington.

Se confermato, sarà il primo ambasciatore iracheno a Washington non appartenente alla componente sciita da decenni: un segnale politico di apertura, in un sistema retto da rigide quote confessionali ed etniche dal 2003. La missione affidatagli è chiara: ricostruire un canale di fiducia con gli Stati Uniti, tra l’influenza di Teheran e l’esigenza di Bagdad di consolidare sovranità ed equilibri economici.

Resta non specificata, nelle fonti di stampa finora disponibili, l’appartenenza confessionale precisa della sua famiglia tra le tre comunità storiche armene d’Iraq: Apostolica, Cattolica ed Evangelica, tutte presenti a Bagdad sin dai secoli scorsi. Gli armeni iracheni discendono in gran parte dai sopravvissuti al Genocidio del 1915, oggi ridotti a poche migliaia di persone, ancora privi di rappresentanza nel Parlamento federale.

Nel quadro del rinnovato dialogo tra i due paesi, sul fronte americano a Bagdad, intanto, è atteso l’arrivo del diplomatico Peter Shea, destinato a succedere a Joshua Bailey come capo missione, anche nel riassetto della rappresentanza reciproca tra i due Paesi.

Carlo Coppola

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