Può l’arrivare a un passo dalla gloria trasformarti in un pilota di basso rango? Ultimamente sì nella classe Moto2. In passato, classificarsi secondo nel mondiale della classe di mezzo era sufficiente per guadagnarsi il posto in MotoGP per l’anno dopo o successivamente. Peccato che nel Motomondiale moderno il passaporto conti di più dei risultati, e dunque la meritocrazia venga meno.
Questo però è solo il punto di partenza per capire cosa sta accadendo ad Aron Canet e Tony Arbolino, due piloti che non hanno certo bisogno di presentazioni. Arrivati in Moto2 da vicecampioni della classe Moto3 rispettivamente nel 2020 e nel 2021, i due non ci hanno impiegato molti anni per diventare corridori di riferimento della categoria. Tuttavia, il mancato conseguimento della corona d’alloro li ha portati in un loop dal quale non riescono a uscire.
Canet debutta nella classe di mezzo dopo aver perso il Mondiale Moto3 contro Lorenzo Dalla Porta nel 2019. L’adattamento alla Moto2 è decisamente positivo per il valenciano che debutta con la Speed Up/Boscoscuro dell’Aspar Team: una pole position in Stiria e il titolo di rookie of the year il primo anno, cinque podi e la sesta posizione finale in graduatoria con 164 punti il secondo.
Segue un biennio con la Kalex del team Pons. Canet sale costantemente sul podio, si piazza terzo nel 2022 ma manca l’appuntamento con la vittoria. È in questo biennio che si procura il non tanto ambito appellativo di “mister secondo posto”. Ci vuole il passaggio in Fantic Racing nel 2024 per fare lo step in più. Così a Portimao, dopo 20 podi (di cui 15 secondi posti), Canet ottiene il suo primo successo nella classe di mezzo. Si ripete anche a Mandalika, Buriram e Montmeló chiudendo di fatto secondo con 234 punti dietro al campione Ai Ogura.
Lo scorso anno quindi si presenta ai nastri di partenza con i galloni di uomo da battere. Nella prima parte del mondiale, il pilota numero 44 vince in Qatar, ottiene altri quattro podi e sembra doversi giocare il titolo contro Manuel Gonzalez. Invece dal rientro dalla pausa estiva i suoi risultati sono inferiori, ottenendo un solo podio e venendo sopravanzato in classifica dal futuro vincitore del campionato Diogo Moreira e dal compagno di squadra Barry Baltus.
Arbolino invece esordisce in Moto2 nel 2021 con il team Intact GP. Anche il milanese lascia la Moto3 da runner-up dietro al campione Albert Arenas. Il salto di categoria di Tony è graduale. Il primo anno è di rodaggio e ottiene come miglior piazzamento un quarto posto a Le Mans.
Nel 2022 passa al team Marc VDS e, sotto la guida del capotecnico Lucio Nicastro, si trasforma. Vince la sua prima gara nella classe di mezzo ad Austin, anche grazie a una caduta di Canet che in quel momento era in testa. Conquista un terzo posto a Jerez e altre due vittorie a Buriram (in cui mostra le sue doti da squalo sul bagnato) e Sepang. Chiude così la stagione al quarto posto con 191,5 punti.
L’anno successivo vince in Argentina, Francia e Australia, contendendo il titolo a Pedro Acosta. Tuttavia la parte centrale della stagione è altalenante e decisiva nel confronto con il murciano che si appropria della corona iridata.
Nel 2024 sono lui e Fermín Aldeguer i candidati alla vittoria finale. Ma i due non hanno fatto i conti con il cambio degli pneumatici da Dunlop a Pirelli. Tony ci mette un po’ per trovare la quadra, ottiene tre podi consecutivi tra Aragon e le due gare di Misano ma sono briciole in confronto a quanto ottenuto negli anni precedenti: serve un cambio.
Quindi l’anno scorso viene scelto da Yamaha e Pramac Racing, al debutto in Moto2 per il rinnovato junior team della casa di Iwata. Il numero 14 passa però dalla versatile Kalex alla esplosiva Boscoscuro. Il secondo posto sul bagnato ad Austin è l’unica gioia della sua peggior stagione nella classe di mezzo, chiusa al diciannovesimo posto.
Nel 2025 Canet annuncia al podcast Fast & Curious che non sarebbe passato in MotoGP. Probabilmente una decisione correlata a quanto avvenuto nel 2022, quando Aron ha accusato il paddock di volergli negare la top class in quanto troppo tatuato. Viene dunque corteggiato da Ducati e BMW in Superbike, invece firma un contratto pluriennale con Marc VDS. Il patto è chiaro: prima vincere il titolo in Moto2 con la Boscoscuro della squadra belga e dopo passare alle derivate di serie.
Il suo posto in Fantic Racing viene preso proprio da Arbolino, che può così riabbracciare l’amata Kalex. Un cambio che li porta a ritrovarsi? Al momento no.
Il riadattamento al telaio veneto è più difficile del previsto per Canet. Il valenciano è diciottesimo in classifica con soli 13,5 punti e viene da una serie negativa di tre ritiri consecutivi. Da sottolineare anche come il team Marc VDS non abbia mai iniziato così male la stagione. Difatti il compagno di squadra Deniz Öncü non se la passa meglio, con due soli punti in più rispetto allo spagnolo.
Se Atene piange, Sparta non ride. Ad Arbolino infatti va meglio, ma fino a un certo punto. Il suo miglior risultato è un settimo posto in Brasile, il nulla in confronto a quanto ambito a inizio anno.
È difficile capire cosa stia accadendo a due grandi protagonisti della classe di mezzo. Da punti fermi della categoria a piloti in crisi di risultati. Il problema principale, vuoi o non vuoi, è sempre lo stesso: il mancato passaggio alla classe regina.
Un altro caso simile è quello di Sergio García, che da metà 2024 a oggi è diventato l’ombra di se stesso. Oppure Joe Roberts, che nello stesso anno ha perso il ballottaggio con Ogura per un posto nel team Trackhouse. Lo statunitense si è così trasformato da contendente al titolo a pilota di metà classifica.
Ciononostante, non siamo ancora giunti a metà della stagione. Per cui sia Canet che Arbolino avranno tempo e modo per recuperare e mettersi ancora in mostra. La corsa al titolo sarà anche compromessa, ma parliamo di due piloti abituati a lottare per il vertice e non per rientrare nella zona punti.
Sarà difficile rivederli nelle posizioni di rilievo già da questo fine settimana ad Assen. Ma se ciò dovesse avvenire, non ci sorprenderebbe affatto.
Foto di copertina: facebook.com/FanticRacing e facebook.com/aroncanet44
Paolo Gabriel Fasano










