
Apertura del Corteo storico
Il 7 maggio 2026 il Corteo Storico di San Nicola di Bari ha scritto una pagina nuova nella propria storia antica. Per la prima volta la comunità armena ha sfilato tra i figuranti, portando in scena una vicenda che affonda le radici nel 1087, quando le reliquie del santo arrivarono a Bari dal porto di Myra.
Fu il cronista Niceforo a tramandarlo: nella prima settimana dall’arrivo delle reliquie, San Nicola compì due dei suoi primi miracoli su due armeni, un nobile di nome Agralisto e una bambina di nome Armenia. Una storia rimasta custodita per secoli nell’Archivio della Basilica di San Nicola, tra le carte studiate da padre Gerardo Cioffari, studioso nicolaiano che conosce ogni particolare di questa memoria. Fu il giudice Curcorio ad affidare a Niceforo il compito di scrivere la prima versione della Cronaca della traslazione, consegnando così ai posteri quella pagina che il corteo 2026 ha finalmente reso visibile.

Il gruppo degli armeni con i Figuranti di San Nicola e Vito Lisco
A rendere possibile questo momento è stato il Consolato Onorario della Repubblica d’Armenia a Bari e il Console Onorario Dario Rupen Timurian, che ha coordinato assieme allo staff consolare una ricerca meticolosa condotta sulle fonti storiche per ricostruire fedelmente la storia e i costumi d’epoca. A dargli forma con maestria sartoriale è stata Anna Rita Carelli, che ha realizzato gli abiti indossati dai sette armeni presenti al corteo. La comunità armena ha sfilato in modo autonomo, potendo contare sul prezioso supporto dei Figuranti di San Nicola, presieduti da Vito Lisco. Sul significato profondo di questa presenza si è espresso padre Giovanni Distante, Priore della Basilica, ricordando la distinzione teologica tra ricordo e memoria: non un semplice sentimento, ma il rendere reale nel presente ciò che è avvenuto. Titolo dell’edizione 2026, “Una caravella di arte e di pace”, scelto non a caso in un momento segnato da tensioni globali, a ricordare che San Nicola è da sempre messaggero di pace e costruttore di ponti.

Il Corteo storico di Rutigliano
Due giorni dopo, il 9 maggio, gli stessi Figuranti di San Nicola con Vito Lisco si sono spostati a Rutigliano per ricordare la donazione del feudo di Rutigliano al Capitolo di San Nicola di Bari da parte di Carlo II d’Angiò nel 1306. E ancora una volta gli armeni erano presenti, per ricordare Padre Francesco di Vittorio, originario di Rutigliano, martire in Armenia nel 1920 per aver protetto venti bambini. Un filo sottile e tenace che lega Bari, Rutigliano e l’Armenia attraverso i secoli, nel segno di Nicola.
“Una caravella di arte e di pace” non è soltanto un titolo. È il racconto di una città che ha scoperto, nella propria storia più antica, di essere sempre stata più plurale di quanto immaginasse. Come la voleva Nicola.
M. Siranush Quaranta










