Al Carmine di Bari la prima edizione del Festival Internazionale di Musica “Nikolaos”

Si parte l'8 aprile con il bayan russo

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Mercoledì 8 aprile 2026, alle ore 20.00, la Chiesa di Maria Santissima del Carmine — nel cuore di Bari Vecchia, lungo la strada che unisce la Basilica di San Nicola alla Cattedrale — aprirà le porte al concerto inaugurale del Festival Internazionale di Musica “Nikolaos”, evento a ingresso libero e gratuito.

Nata da un’idea semplice e ambiziosa insieme, la rassegna si articola in tre appuntamenti mensili, sempre nello stesso luogo sacro, sempre a ingresso gratuito: una scelta precisa, che vuole restituire la musica classica e sacra alla città intera, senza barriere. «Dalla volontà di guidare il pubblico in uno straordinario viaggio musicale che sappia valorizzare le espressioni culturali e tradizionali legate all’identità profonda di Bari nasce questo festival», spiega, presidente della Fondazione Nikolaos: «una città che nel culto per San Nicola ha da sempre trovato il fondamento della propria vocazione all’incontro tra popoli, culture e tradizioni diverse». Il festival è organizzato e promosso dalla Fondazione Nikolaos e dall’Opera Pia Maria SS. del Carmine ETS-APS, con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Bari e di numerose istituzioni del territorio.

La scelta della sede non è casuale né meramente scenografica. La chiesa del Carmine, con la sua navata barocca e il suo patrimonio artistico stratificato nei secoli, è parte integrante del percorso. Come nella tradizione carmelitana il Monte Carmelo è simbolo dell’incontro dell’uomo con la magnificenza del divino, così la complementarietà di musica e arte che il festival propone intende guidare il pubblico in un viaggio insieme spirituale ed estetico. Un percorso — nelle parole del direttore artistico Oleg Vereshchagin — «raffinato, in cui musica sacra e musica classica si incontrano per offrire al pubblico un coinvolgimento emozionale profondo, capace di nutrire insieme la mente e lo spirito». «Siamo davvero lieti di dare il via a questa bella iniziativa che vede le nostre due realtà unite nel segno dell’arte e della spiritualità», aggiunge Giuseppe Mele, Direttore Generale dell’Opera Pia Maria SS. del Carmine.

Ad aprire il programma, l’8 aprile, sarà proprio Vereshchagin: fisarmonicista russo naturalizzato italiano, nato a Saransk, diplomatosi al Collegio Musicale Kiriukov e laureato all’Accademia Gnessin di Mosca, ha costruito da oltre trent’anni la propria carriera nel dialogo culturale tra Italia e Russia. Perfezionatosi al Conservatorio di Bari — città alla quale lo lega un legame antico e non casuale — poi a Milano, si è aggiudicato il Concorso Euterpe, il Concorso Corelli e il prestigioso Premio Gazzelloni di Udine, collaborando con le più importanti istituzioni concertistiche europee. È oggi considerato uno dei massimi interpreti del bayan, la fisarmonica della tradizione russa del Novecento, e si esibisce con uno strumento unico al mondo: realizzato appositamente per lui dalla più importante fabbrica moscovita, secondo sue precise indicazioni tecniche. Non un privilegio biografico, ma la misura esatta di un talento che impone allo strumento la propria voce, e non il contrario.

Con questo bayan straordinario, Vereshchagin eseguirà le Sette Parole del nostro Redentore sulla Croce di Franz Joseph Haydn: composizione commissionata nel 1786, scritta per orchestra l’anno seguente con il titolo esteso Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un Terremoto, opera che lo stesso Haydn considerò sempre tra le più alte della propria produzione. Sette meditazioni musicali sulle ultime parole di Cristo — capaci di suscitare emozioni diverse e talvolta contrastanti, dall’umana afflizione alla fiduciosa speranza — troveranno nella voce del bayan una risonanza dai forti toni chiaroscurali: perché quello strumento venuto dalle steppe porta in sé, da sempre, qualcosa di profondamente liturgico e di intimamente cosciente.

Il calendario proseguirà — sempre ad ingresso gratuito — il 15 maggio con il violista Marco Misciagna, protagonista di “Viola Virtuosa” con musiche di Biber, Albéniz, Tárrega e Morricone; e si chiuderà il 12 giugno con il duo formato dal pianista Pierluigi Camicia e dal violinista Alessandro Perpich, impegnati in un “Viaggio tra Classicismo Viennese e Romanticismo” su pagine di Mozart, Brahms e Grieg. Tre appuntamenti aperti a tutti che disegnano un arco stilistico di straordinaria ampiezza, dal Settecento sacro fino alle soglie del Novecento: un dono alla città, offerto nel luogo in cui Bari ritrova la propria memoria e la propria voce più profonda.

Carlo Coppola

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