“Attitudini: Nessuna” al Bifest il documentario di Sophie Chiarello su Aldo, Giovanni e Giacomo

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C’è una pagella, in questo film, che vale più di mille lauree. Una riga secca, spietata nella sua burocrazia: “attitudine: nessuna”. È da quella ferita d’inchiostro che nasce il titolo del documentario più commovente della stagione cinematografica italiana. Un’opera che non si limita a celebrare, ma scava — con intelligenza e con affetto — dentro la genesi artistica e il percorso umano di tre uomini che per trent’anni hanno fatto ridere l’Italia senza che l’Italia sapesse davvero chi fossero.

Presentato oggi, 25 marzo 2026, al Cinema Galleria nell’ambito del Bifest, Attitudine: Nessuna di Sophie Chiarello — insignita del Premio dedicato alla memoria di Nico Cirasola, figura amata e anarchicamente libera del cinema indipendente pugliese — si è imposto come uno degli eventi più sentiti della manifestazione. A introdurre e moderare l’incontro con la regista e con la produttrice Francesca Cima di Indigo Film è stato il critico di fama internazionale Carlo Gentile, capace di orientare il dialogo verso una riflessione più ampia sul valore culturale della comicità e sulla sua capacità di raccontare l’Italia. In collegamento da Milano, Aldo Baglio ha regalato al pubblico barese aneddoti e tenerezze sui retroscena della lavorazione, ribadendo l’essenza del sodalizio con Giovanni e Giacomo: un equilibrio raro, fatto di fiducia reciproca e continua sperimentazione, impossibile da imitare.

Attraverso archivi, spezzoni televisivi e testimonianze dirette, il film ricostruisce l’evoluzione del trio dagli esordi nei piccoli circuiti teatrali fino al successo nazionale. Il titolo — ironico e autoironico — allude alla dichiarata mancanza di attitudine che si rivela, a guardare bene, la loro cifra stilistica più autentica: un modo di stare in scena che rompe le convenzioni, valorizza l’assurdo, esalta ritmo e complementarità. Prima Aldo e Giovanni, cresciuti a pane e cabaret nella Milano degli anni Ottanta con il nome de I Suggestionabili. Poi l’incontro decisivo con Giacomo Poretti in Sardegna, nel 1991, in un villaggio turistico dove i due erano in scena e lui faceva il capo villaggio. Il resto è storia.

Il film la racconta senza retorica, restituendo anche i luoghi perduti: il Derby di zona Lotto — avanguardia del cabaret italiano, chiuso da anni — e l’oratorio di Villa Cortese dove Giacomo mosse i primi passi, anch’esso scomparso. La Milano di oggi ha cancellato quei segni. Chiarello li salva dalla dimenticanza. Tra le scelte più raffinate, il dialogo con Keaton e con i Tempi Moderni chapliniani: specchi di una comicità che nasce dall’uomo schiacciato dal meccanismo, dal corpo che inciampa, dalla dignità che non si arrende. E che momento, il confronto con Marina Massironi: sospeso, quasi intangibile, eppure necessario.

Vincitore del Nastro d’Argento per il Documentario dell’anno 2026, Attitudine: Nessuna si conferma indagine lucida sul senso stesso del fare comicità oggi. Un film che parla a generazioni diverse, restituendo la vitalità di un trio capace di trasformare l’assenza di attitudine in una straordinaria, irripetibile forma d’arte. Nella sala del Cinema Galleria, stamattina, molti avevano gli occhi lucidi. Non per commozione ma per riconoscimento e sopratutto per le tante risate.

Carlo Coppola

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