La mancanza del Piano comunale delle Coste, strumento di regolamentazione gestionale e funzionale di tutta quanta la litoranea, improvvisamente, si sta rivelando essere una specie di bluff da quando il dott. Sollecito ha disposto che non si debbono più fare concessioni demaniali per l’allestire Spiagge libere a pagamento (SLS), fin tanto che l’Amministrazione non si sarà dotata di tale strumento programmatorio. Infatti, la sospensione, come è stato meglio definito il diniego di assegnare a privati aree costiere per la balneazione con servizi, in assenza del Piano delle Coste, ha dato luogo, come reso noto, appena un mese fa con altro mio articolo, a un contenzioso presso il TAR. L’operatore balneare, che si è visto bloccare la sua richiesta di concessione marittima, in sintesi, ha ritenuto di dover contestare tale decisione, motivata dal fatto che il Comune di Giovinazzo, allo stato, è sprovvisto di un Piano delle Coste e, pertanto, si è appellato al giudice amministrativo perché annulli detta presa di posizione decisa dal Sindaco, nell’ottobre scorso, con uno specifico deliberato di Giunta (D.G. n.189 del 23.10.2025).
Che la Direttiva, impartita dal dott. Sollecito al Dirigente del Servizio Demanio di inibire, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n.17/2015, non già ogni tipo di concessione demaniale marittima, ma solo quelle da attrezzare a Spiaggia libera con servizi, potesse essere eccepita sul piano della legittimità e della correttezza amministrativa, era del tutto prevedibile. Certamente una qualche altra motivazione sarà stata adotta dal ricorrente per dare maggior consistenza all’azione giudiziaria come reazione alla mancata concessione, quando, in precedenza, sono stati concessi ampi spazi costieri per impiantarvi Spiagge Libere con Servizi, sempre in assenza di un vigente Piano comunale delle Coste. Specie poi se si considera che, a distanza di ben tre anni da quando fu commissionato il Piano comunale delle Coste, all’arch. Paolo A.M. Maffiola di Bari, con Determina del 7 di dicembre 2022 (D.D. n. 174/2022), tutto è rimasto avvolto in un assordante silenzio amministrativo circa l’approntamento di tale strumento pianificarorio.
Già almeno finora!
Perché qualcosa di nuovo e accaduto dopo questo ricorso al TAR, cui l’Amministrazione comunale si è dovuta costituire a giustificazione della scelta di non dar più corso a ulteriori concessioni demaniale, destinate a spiaggia con servizi, affidandosi al patrocinio all’Avv. Vincenzo De Martino di Bari (D.G. n.5 del 15.01.2026).
A distanza di un mese, infatti, dall’accendersi di questo contenzioso, il dott. Sollecito nella seduta di Giunta del 19 febbraio scorso (D.G. n.35/2026), assenti ben due Assessori, ha ufficialmente dato notizia che presso la Direzione della “Gestione del Territorio” è depositato, in formato digitale, l’elaborato, redatto dall’arch. Maffiola, del Piano delle Coste e, quindi, ha fatto sì che si deliberasse la presa d’atto di tutta quanta la complessa documentazione tecnica.
Insomma il dott. Sollecito con quel deliberato ha voluto rendere pubblico che, di fatto, il Piano delle Coste è in consegna al Comune e che per dar luogo al prescritto iter di approvazione necessita, ancora, di essere integrato con uno studio di valutazione ambientale strategico (la cosiddetta VAS) e di valutazione d’incidenza ambientale (V. inc. A.), per cui ne sollecita il relativo adempimento al Dirigente della Struttura, l’ing. Carrieri.
Sta di fatto che proprio dalla dichiarazione illustrativa del dott. Sollecito, in seno alla Giunta del 19 febbraio scorso, si è venuti a sapere che il Piano delle Coste era stato prodotto dall’arch. Maffiola già in data 11 ottobre 2024 e che era stato recepito dalla Direzione “Gestione del Territorio” con nota di prot. n. 25078/2024.
Verosimilmente con la consegna del Piano l’arch. Maffiola sarà stato pure retribuito, per il suo lavoro, con il compenso pattuito di € 15.342,46, IVA compresa, non essendoci stato alcun rilievo tecnico da parte della Struttura comunale che glielo aveva commissionato a dicembre del 2022.
Si deve, dunque, convenire che il Piano comunale delle Coste è rimasto giacente, inopinatamente, presso il Servizio Demanio, per ben oltre un anno, e che proprio la circostanza della mancata adozione di detto Piano è servita, solo ora, al dott. Sollecito per impedire il rilascio di qualsiasi concessione marittima interessata a impiantare il servizio di balneazione a pagamento. Vero è che senza una appropriata valutazione ambientale (VAS) la procedura di adozione, secondo il dispositivo della legge regionale n. 17/2015, non sarebbe stato possibile avviarla.
E’, però, del tutto incomprensibile che il Piano sia stato secretato, così a lungo, al punto da indurre il Dott. Sollecito di incaricare, appena un mese fa, il Dirigente di proseguire l’iter attuativo con l’acquisizione di tutte quelle altre certificazioni necessarie per portare il Piano all’esame e valutazione di merito degli organi deputati alla sua approvazione.
C’è, però, da aggiungere che anche a questo riguardo emerge qualcosa di veramente sconcertante.
Si scopre, infatti, che l’ing. Carrieri già a luglio del 2025 con sua Determina, la n. 103/2025, ha incaricato l’ing. Umberto Gallo di Bari per provvedere alla redazione della certificazione della VAS, dietro un compenso complessivo di € 15.600,00, sia per il Piano delle Coste che per il Piano Regolatore del Porto della cui redazione è stato incaricato sempre l’arch. Maffiola (D.D. n.221 del15.12.2023).
Allora perché mai il dott. Sollecito nella esposizione alla Giunta del 19 febbraio scorso, che ha deliberato la presa d’atto della documentazione, in forma digitale, del Piano della Coste non ha fatto alcuna menzione che un altro tecnico, nella persona dell’ing. Umberto Gallo, è stato interessato a provvedere a tale adempimento della Valutazione Ambientale Strategica sia per il Piano delle Coste che per il Piano Regolatore del Porto?
E, ancora, pare possibile che a distanza di tanti mesi dall’affidamento di questo incarico (11 luglio 2025) l’ing. Gallo non abbia prodotto il lavoro commissionatogli a completamento del carteggio tanto del Piano Coste che del Piano Regolatore del Porto?
Tutto porta, perciò, a supporre che i decisori politici non ci hanno tenuto, in alcun modo, a che si avviasse la procedura di approvazione tanto del Piano delle Coste che del Piano Regolatore del Porto.
Forse non è stato proprio così con il Piano degli Ormeggi, redatto da un RTP, con a Capo il Dott. Nicolò Carnimeo, costato € 48.800,00 (D.D. 244 del 10.09.2015) e con lo Studio di fruibilità pubblica del sistema portuale, a cura del Dipartimento di Scienza dell’Ingegneria e Architettura del Politecnico di Bari che comportò una spesa complessiva di € 24.400,00 (D.D. n.203 del 10.12.2020)?
Tutte documentazioni ad indirizzo pianificatorio, dal costo non certo di poco conto, che sono state accantonate su qualche scaffale e mai portate all’approvazione e alla loro attuazione.
Giuseppe Maldarella











