Lo sguardo che trasforma: la modernità degli incontri nel Quarto Vangelo secondo Antonello Schiavone

  • 0
  • 178 visualizzazioni

Antonello Schiavone, Dove Abiti?Esiste un paradosso tutto cattolico nel rapporto con le Scritture: pur essendo immersi in una liturgia densa di citazioni bibliche, raramente il fedele medio – e talvolta, purtroppo, lo stesso clero – si avventura in una lettura continua e completa di un intero libro evangelico. Ci si accontenta spesso di una conoscenza “mordi e fuggi”, frammentata in pericopi domenicali o brandelli di testo decontestualizzati. In questo panorama, l’opera di Antonello Schiavone, Dove Abiti? Incontri e sguardi nel Vangelo di Giovanni, si pone come un’impresa lodevole e necessaria, capace di scardinare la pigrizia devozionale per restituire al lettore la freschezza di un racconto organico.

Una lettura “da dentro”

Il testo non nasce dal chiuso di una biblioteca accademica, ma dal respiro di una fede vissuta: raccoglie infatti le riflessioni maturate all’interno dei gruppi della Piccola Comunità Kairós di Bari e della comunità di Santa Scolastica al Porto, di cui l’autore fa parte. Schiavone chiarisce subito, con onestà intellettuale, di non voler offrire un saggio esegetico o un commento tecnico – ambiti già ampiamente coperti da valenti studiosi – quanto piuttosto di voler condividere una lettura “da dentro”. L’obiettivo è squisitamente giovanneo: non fornire spunti filosofici o una fredda cronaca del passato, ma permettere che quello che è scritto “sia perché crediate e credendo abbiate la vita” (cfr. Gv 20,31).

La regia dell’incontro: il metodo Schiavone

La struttura del volume è funzionale a una divulgazione di alto profilo: ogni capitolo è introdotto dal riferimento biblico preciso e da una sintesi del contesto narrativo, utile a inquadrare correttamente lo scorrere degli eventi. Ma è nel corpo del testo che l’autore opera la sua scelta più originale: Schiavone si fa regista di una sceneggiatura sacra. Egli ricostruisce le scene partendo dalle parole precise dell’evangelista, ma ricreando i dialoghi e le ambientazioni con un linguaggio che attualizza dubbi, obiezioni e sentimenti, mantenendo però rigorosamente in corsivo le parole di Gesù secondo la traduzione italiana (CEI 2008).

Questa operazione permette di riscoprire i cosiddetti “personaggi minori” – dai servi di Cana ai passanti di Gerusalemme – che diventano specchi riflettenti attraverso i quali l’Evangelista svela i tratti del Volto di Gesù. Il lettore è costretto a entrare in empatia con loro, mettendosi nei loro panni e scoprendo che le obiezioni dei contemporanei di Cristo sono, in fondo, le medesime dell’uomo post-moderno.

Dalla Luce del Prologo alla Carne della storia

Il viaggio inizia dal celebre Prologo, che Schiavone interpreta come il racconto della ricerca umana della Luce. La Parola non è presentata come una dottrina o un ideale astratto, ma come un incontro concreto sperimentato, visto e toccato. “Alla base della vita c’è una Parola pronunciata da Dio che dà senso al buio, alla tristezza e al non-senso”. Una Parola che si è resa visibile, facendosi “carne”. È qui che si radica la domanda che dà il titolo al libro: “Dove abiti?”, un interrogativo che oggi ogni cercatore di senso pone a Gesù, consapevole che un incontro può significare la svolta di un’intera esistenza.

Un Vangelo di trasformazioni radicali

Attraverso le pagine, Schiavone seleziona gli incontri più significativi, mostrando come chiunque incroci lo sguardo del Maestro ne esca trasformato. Ma la trasformazione non è sempre un idillio: i personaggi si ritrovano incuriositi, meravigliati e affascinati, ma anche confusi, delusi o arrabbiati.

Si pensi all’episodio delle Nozze di Cana, dove i servi – gli ultimi della scala sociale – sono i primi a vedere il segno della gloria di Dio che regala pienezza e gioia, trasformando l’acqua della purificazione nel vino della festa. O ancora all’incontro con la Samaritana, dove Gesù abbatte i muri del pregiudizio etnico e religioso, chiedendo acqua per donare una sorgente zampillante di vita eterna, senza giudicare ma conoscendo nel profondo la sete della donna.

Particolarmente densa è la narrazione della risurrezione di Lazzaro. Qui, il pianto di Gesù davanti alla tomba dell’amico rivela un Dio che “entra a far parte della sofferenza”. Schiavone mette in luce le reazioni contrastanti: la fede di Marta, la disperazione di Maria, ma anche il cinismo dei capi dei sacerdoti che, di fronte alla vita che rinasce, decidono paradossalmente di decretare la morte di Gesù.

Verso il Golgota: il servizio e la verità

La sezione finale del libro affronta il mistero della Passione con una profondità toccante. Dalla lavanda dei piedi, intesa come il gesto in cui il Maestro impara dall’umanità la via del servizio estremo, fino al confronto con Pilato. In questo dialogo “in punta di diritto”, Gesù appare come l’unico uomo veramente libero perché ancorato alla Verità, mentre il potere romano e quello religioso si perdono nel labirinto delle convenienze politiche e dell’ipocrisia.

L’autore sceglie di non narrare la crocifissione in modo tradizionale, preferendo un coro di voci: i personaggi incontrati lungo il cammino si ritrovano sotto la croce a chiedersi: “Mi riconosci?”. È il culmine del coinvolgimento empatico: il lettore, insieme a Pietro, alla Maddalena e al discepolo amato, riconosce in quell’uomo innalzato il senso ultimo di ogni sguardo e di ogni attesa.

Conclusione

Dove Abiti? è un libro che non si limita a informare, ma punta a formare lo sguardo. Antonello Schiavone ha il merito di aver reso accessibile la complessità teologica di Giovanni senza banalizzarla, trasformando la lettura del Vangelo in un evento vivo. È un testo consigliato non solo a chi già frequenta le Scritture, ma soprattutto a chi è “curioso di avvicinarsi” a un Gesù che non smette di camminare nelle strade – e nei blackout – della nostra storia.

Leggendo queste pagine, ci si accorge che il Vangelo non è un reperto archeologico, ma una sceneggiatura ancora aperta, dove il protagonista continua a chiederci di “venire e vedere”.

Scheda del libro: Antonello Schiavone, Dove Abiti? Incontri e sguardi nel Vangelo di Giovanni, Stilo Editrice (Grecale Edizioni), Bari 2025. ISBN 978-88-9959-827-3.

Salvatore Schirone

Diaspore antiche e contemporanee: identità come scudo o come arma?
Articolo Precedente Diaspore antiche e contemporanee: identità come scudo o come arma?
VICO DELLE GRAZIE A GIOVINAZZO, UN BASSORILIEVO SUL MURO DELL’ABITAZIONE MEDIEVALE, OGGI IN RESTARO, STAVA A INDICARE L’OMONIMO RIONE
Prossimo Articolo VICO DELLE GRAZIE A GIOVINAZZO, UN BASSORILIEVO SUL MURO DELL’ABITAZIONE MEDIEVALE, OGGI IN RESTARO, STAVA A INDICARE L’OMONIMO RIONE
Articoli collegati

Lascia un commento:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I tuoi dati personali verranno utilizzati per supportare la tua esperienza su questo sito web, per gestire l'accesso al tuo account e per altri scopi descritti nella nostra privacy policy.