Diversamente da quanto accaduto presso altri Comuni costieri della Puglia, a Giovinazzo, giammai ci si è affidati al TAR per risolvere le tante questioni relative al rilascio e/o al rinnovo delle concessioni marittime, di cui si discute, in ogni luogo e a tutti i livelli, da anni, in coincidenza con l’attuazione della Direttiva Bolkestein della UE.
Evidentemente l’Amministrazione comunale ha trovato il modo nell’azione procedimentale delle concessioni marittime di convenire al meglio alle attese degli operatori del settore la cui presenza, ormai, è tanto diffusa su tutta la linea del litorale cittadino. E questo fin tanto che il dott. Sollecito, in forza di un provvedimento di Giunta (Delibera n.189 del 23.10.2025), non ha impegnato il Dirigente del Settore “Gestione del Territorio” ad attenersi al nuovo indirizzo politico, cioè quello “di evitare il rilascio delle concessioni demaniali di spiagge libere con servizi sino all’approvazione del Piano Comunale delle Coste (PCC)”. Il che significa che tutte le nuove richieste di concessioni demaniale destinate alla balneazione con servizi sono state archiviate fin tanto che non si approvi il Piano delle Coste, che, purtroppo, da oltre tre anni, è in fase di elaborazione presso lo studio dell’Arch. Paolo A.M. Maffiola di Bari.
Sulla complessa situazione che ne è derivata e che, come è logico presumere, ha bloccato diverse aspettative di operatori a impiantare servizi di balneazione a pagamento, ho già posto in luce il contesto tecnico-giuridico in cui si è mosso il dott. Sollecito per inibire agni iniziativa di tal genere, con un mio scritto dal titolo: “Giovinazzo, niente più concessioni demaniali da attrezzare a balneazione libera con servizi (SLS)”, pubblicato il 3.11.2025.
Torno ora sull’argomento per segnalare che la decisione politica che impedisce al Dirigente di dar corso a una qualsiasi istruttoria per il rilascio di concessioni demaniale a scopo di balneazione non è, per niente, piaciuta a qualche operatore che si è visto preclusa la sua iniziativa imprenditoriale di impiantare ancora altro centro di balneazione.
Per la qual cosa si è rivolto al TAR chiedendo appunto l’annullamento della Delibera di Giunta n. 189 del 23.10.2025, contenente l’ordine al Dirigente di sospendere l’istruttoria e il rilascio di concessioni marittime per spiagge libere con servizi.
Tuttavia non si è in grado di fornire notizia circa il ricorrente che ha intrapreso la strada giudiziaria per vedere riconosciuta la sua aspettativa ad avere un complesso balneare con servizi a pagamento sul litorale cittadino, né tanto meno le motivazioni che il suo legale ha posto a sostegno della impugnativa al TAR.
Certamente, come ebbi già a segnalare precedentemente, il richiamo che il dott. Sollecito fa dell’art. 8 della Legge Regionale n.17/2015, che stabilisce che tutte le concessioni marittime devono essere accordate nel rispetto del Piano Comunale delle Coste, in forza del quale ha posto il veto al Dirigente, dal momento che il Comune Giovinazzo è sprovvisto del Piano delle Coste, non è per niente coerente, perlomeno dal punto di vista politico e con il testo legislativo che si viene a invocare.
E questo, innanzi tutto, perché il divieto imposto al Dirigente ha a riguardare solo ed esclusivamente il rilascio delle concessioni destinate a creare spiagge con servizi a pagamento (SLS), come se altre tipologie di concessioni demaniali possano essere accordate in deroga al dettato legislativo regionale che, invece, impedisce qualsiasi concessione demaniale in assenza del Piano Comunale delle Coste.
Ma, soprattutto, per il fatto che l’iniziativa di creare sulla costa e, per giunta in accosto al Lungomare di Ponente, spiagge libere con servizi mediante la concessione di enormi spazi sul litorale marittimo, contravvenendo alla legislazione regionale, è partita propria dall’Amministrazione Comunale. E ciò nonostante la battagliera opposizione messa in atto dalle forze politiche di minoranza e le rilevanti rimostranze dell’opinione pubblica locale, manifestatesi all’epoca.
Nell’attualità, invece, appare appropriato al dott. Sollecito invocare il dispositivo dell’art.8 della L. R. n.17/2015 per inibire qualsiasi altra prospettazione di lidi a pagamento, quando ormai richieste di concessioni marittime per impiantarvi punti di balneazione e di ritrovo estivo si sono moltiplicati.
Intanto lungo la costa del lungomare divenuta prerogativa delle imprese concessionarie di detti siti la balneari si trova di tutto, perfino, cassette di fuochi di artificio, lì abbandonati, dopo gli spari di capodanno.
Giuseppe Maldarella













