
Domani, domenica 25 gennaio 2026, alle ore 10.55, la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Molfetta sarà al centro dell’attenzione nazionale grazie alla trasmissione in diretta su RAI 1 della Santa Messa domenicale, all’interno del consueto spazio religioso del mattino. A quanto si apprende l’ingresso per i fedeli sarà possibile sino alle ore 10:30 per ragioni tecnico televisive.
Un appuntamento di grande rilievo spirituale e simbolico per la città e per l’intera Arcidiocesi di Molfetta–Ruvo–Giovinazzo–Terlizzi, che vedrà il Duomo trasformarsi in luogo di preghiera condivisa con milioni di telespettatori in tutta Italia.
La celebrazione eucaristica sarà presieduta da S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo emerito della diocesi, e sarà accompagnata dal canto liturgico e dal servizio all’altare secondo il rito solenne previsto per le celebrazioni trasmesse in diretta televisiva.
La scelta della Cattedrale come sede della diretta RAI costituisce un riconoscimento del valore storico e spirituale di questo luogo, oltre che della vivacità della comunità ecclesiale locale.
Per quanto riguarda la partecipazione in presenza, si precisa che l’ingresso in Cattedrale non prevede inviti specifici: i fedeli potranno accedere secondo le modalità ordinarie, nel rispetto delle indicazioni organizzative necessarie per consentire lo svolgimento della ripresa televisiva e garantire il necessario raccoglimento liturgico.
La celebrazione di domani si inserisce in un periodo particolarmente significativo per la vita dell’Arcidiocesi, che nei prossimi mesi sarà chiamata a vivere due eventi di grande importanza: l’ordinazione episcopale del nuovo Vescovo, Mons. Domenico Basile, e il suo ingresso solenne in diocesi previsto nel mese di aprile. Questi due momenti che segneranno l’inizio di un nuovo cammino pastorale e che vedranno la comunità diocesana riunirsi attorno al proprio Pastore, a quanto è noto, si svolgeranno rispettivamente l’11 aprile e il 22 aprile prossimi.
La diretta della Santa Messa dalla Cattedrale di Molfetta si configura così come un segno di comunione e di testimonianza, capace di unire la Chiesa locale e quella nazionale in un unico grande momento di preghiera.