
Hanno fatto il giro del mondo le immagini che vedono circa diecimila persone coinvolte nella bagurumba, la danza delle farfalle. È avvenuto recentemente in India, nella regione dell’Assam. A questo punto viene da chiedersi se la danza è sempre stato un momento conviviale, armonioso e di spettacolo. Naturalmente la risposta è negativa.
Un episodio storicamente accertato è la piaga, o epidemia, del ballo avvenuto nel luglio del 1518 a Strasburgo, nella regione francese dell’Alsazia, quando una donna iniziò a ballare in una piazza senza che ci fosse musica di sottofondo o una situazione di festa. Con il passare dei giorni il numero di persone coinvolte in questa danza fuori controllo aumentò sino a circa 400 senza che nessuno potesse fermarli portandoli perciò fino a morire per sfinimento.
Non si ha nessuna certezza riguardo ciò che realmente accadde, tuttavia sono state avanzate numerose ipotesi: che siano stati attaccati da un’intossicazione alimentare da un fungo – nemmeno a dirlo, allucinogeno – presente in diversi cereali, oppure la teoria più accettata sostiene che si sia trattato di un caso d’isteria collettiva per cui i “ballerini” siano entrati in una sorta di trance provocato per l’estremo stress da guerre, miseria e fame. Da qui la teoria di carattere religioso per cui si tratterebbe della maledizione, o ballo, di San Vito, nome popolare della corea di Sydenham, malattia che causa movimenti involontari e scoordinati.
Ugualmente inquietanti sono le raffigurazioni iconografiche della danza macabra o danza dei morti tipiche del tardo medioevo. La danza macabra, che trova, ad esempio, una rappresentazione moderna nella danza degli scheletri (Skeleton Dance), cortometraggio d’animazione firmato Walt Disney, è un’allegoria dell’universalità della morte, della fragilità della vita, il soggetto del memento mori. Queste incisioni presenti nelle chiese, nei cimiteri e nei libri vedevano scheletri danzanti prendere le braccia di uomini appartenente a ogni classe sociale (arcivescovi, imperatori, scribi e mercanti riconoscibili dai loro indumenti) mostrando il potere egualitario della morte su ogni gerarchia mondana.
Sofia Fasano









