Si è svolta il 16 gennaio scorso, presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, nel Palazzo Chiaia-Napolitano di via Crisanzio, la giornata di studio del progetto ASPIRE, dedicata al tema dell’alfabetizzazione sanitaria per le persone immigrate attraverso relazioni efficaci, con un taglio fortemente interdisciplinare che ha intrecciato linguistica, psicologia, pedagogia, mediazione culturale, diritto e medicina.
Al centro del confronto è emerso il legame profondo tra salute, linguaggio e trauma migratorio. La capacità di raccontare e di essere ascoltati, di comprendere le informazioni sanitarie e di orientarsi nei servizi, è stata letta come condizione essenziale per la presa in carico delle fragilità emotive e per la costruzione di percorsi di cura realmente inclusivi. In questa prospettiva, l’alfabetizzazione non è apparsa come semplice apprendimento tecnico, ma come pratica di cittadinanza, strumento di empowerment e spazio di riconoscimento delle soggettività, in particolare di donne, minori e persone esposte a violenze e discriminazioni.
Tra gli interventi, un contributo particolarmente significativo è stato offerto dagli assegnisti di ricerca del progetto ASPIRE, Marco Schiralli e Gaia Maria Elena Lafasciano, che hanno illustrato risultati, metodologie e ricadute operative delle attività svolte, evidenziando il valore della ricerca applicata nel costruire modelli di comunicazione sanitaria culturalmente e linguisticamente sensibili. La prof. Annarita Taronna, responsabile scientifica del progetto, ha richiamato il senso complessivo del percorso, sottolineando la centralità delle relazioni, della mediazione e della formazione come strumenti per rendere effettivo il diritto alla salute in contesti migratori complessi.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della mediazione linguistico-culturale, dell’italiano L2 e della health literacy digitale, mettendo in luce come la comunicazione interculturale rappresenti oggi una competenza strategica per i servizi sanitari e socio-educativi e come sia necessario integrare dimensione clinica, educativa e sociale in un’ottica di genere e di tutela delle vulnerabilità.
Un ulteriore asse tematico ha riguardato il nesso tra diritto alla salute e politiche migratorie, con l’analisi delle normative sull’accesso alle cure, delle procedure di protezione internazionale e delle buone pratiche territoriali, ribadendo che la salute è un diritto fondamentale che richiede reti istituzionali stabili e cooperazione tra saperi.
La parte conclusiva dei lavori, coordinata dalla prof.ssa Laura Mitarotondo, ha ricondotto i diversi contributi a una visione unitaria, ponendo l’accento sull’integrazione tra ricerca e formazione e tra i differenti aspetti in gioco all’interno del progetto ASPIRE.
Alla giornata di studio hanno partecipato anche alcuni docenti in rappresentanza del CPIA 1 BARI “Alessandro Leogrande”, che hanno confermato la disponibilità dell’istituzione a proseguire la collaborazione già in atto con l’Università di Bari nei percorsi di ricerca e formazione. Hanno, inoltre, espresso la propria disponibilità di farsi latori nel rafforzamento dei rapporti tra il CPIA 1 e ASPIRE, mettendo a disposizione competenze ed esperienze nell’alfabetizzazione linguistica e sanitaria, nell’educazione ai diritti e in una collaborazione strutturata tra scuola, università e territorio.
Il Convegno è stato realizzato grazie allo strenuo lavoro dal comitato organizzatore composto da Giuseppe Campesi, Antonietta Curci, Tiziana Lanciano, Rosita Maglie, Laura Mitarotondo, Franca Pesare, Michelina Savino, Annarita Taronna e dal Comitato Organizzatore composto da Francesca Filograsso, Gaia Maria Elena Lafasciano, Erika Magarelli, Marco Schiralli.