L’Armenia si prepara a inaugurare una delle opere monumentali religiose più imponenti del pianeta: una statua di Gesù Cristo alta 33 metri, che insieme al suo piedistallo di 44 metri raggiungerà un’altezza complessiva di 77 metri. Collocata sulla vetta del Monte Hatis, a oltre 2.500 metri di altitudine, un luogo pittoresco circondato da montagne e antichi monasteri, la statua sarà visibile da gran parte del territorio armeno.

Un particolare della statua in costruzione
Il progetto, promosso dall’imprenditore Gagik Tsarukyan, leader del partito “Armenia Prospera”, è giunto quasi al termine dopo l’avvio dei lavori nel luglio 2022. Tsarukyan aveva acquisito 146 ettari di terreno sulla montagna già nel 2008, gettando le basi per questa ambiziosa realizzazione. La figura del Cristo supererà in altezza monumenti analoghi come il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, alto 30 metri, e il Cristo Re di Świebodzin in Polonia.
L’ Armenia è custode di una profonda identità cristiana, che vanta un primato storico di straordinaria rilevanza: nel 301 d.C., sotto la guida di San Gregorio Illuminatore e il regno di Tiridate III, l’Armenia divenne la prima Nazione al mondo ad adottare ufficialmente il cristianesimo come religione di stato. Questo evento, avvenuto oltre un decennio prima dell’Editto di Milano del 313 che garantì la libertà di culto nell’Impero Romano, ha segnato in modo indelebile l’identità del popolo armeno. San Gregorio Illuminatore, patrono della nazione, è venerato come il fondatore della Chiesa Apostolica Armena, che mantiene una tradizione ininterrotta di diciassette secoli.
Il monumento rappresenta, secondo i promotori, una continuazione di questa eredità millenaria e un simbolo della centralità della fede nella vita del paese, riaffermando pubblicamente un’identità cristiana che ha attraversato secoli di storia, persecuzioni e trasformazioni geopolitiche.
Il progetto ha suscitato diverse reazioni. La Chiesa Apostolica Armena, con sede a Etchmiadzin, ha osservato che l’opera si discosta dalle tradizioni artistiche armene, storicamente fondate su miniature, manoscritti e khachkar, le caratteristiche croci di pietra che punteggiano il paesaggio nazionale. Anche l’Associazione delle Guide Armene ha manifestato perplessità, sottolineando come la cristianità armena non abbia una tradizione scultorea monumentale paragonabile a quella delle nazioni cattoliche. Inoltre, inizialmente l’opera era progettata per erigersi sui resti di una fortezza del secondo millennio a.C., ma successivamente il piano originario è stato modificato, tutelando il sito archeologico che è stato scoperto nel 2019 da un team italo-armeno.

Come sarà il monumento una volta completato
Nonostante le riserve espresse, i lavori sono proseguiti e la statua è ora completata. È già iniziato il reclutamento di volontari per partecipare alle fasi finali dell’installazione. Il monumento è destinato a diventare non solo un punto di riferimento spirituale, ma anche un potenziale centro di attrazione turistica e culturale (Includendo anche un centro culturale e uno spazio dedicato per eventi incentrati sulla cultura cristiana), inserendosi nel panorama dei monasteri millenari che caratterizzano la regione.
M. Siranush Quaranta









