
Locandine della Manifestazione “Dialogues Sacrés”
Nel clima suggestivo delle festività natalizie, Yerevan si conferma una capitale viva e culturalmente dinamica. Tra le iniziative di maggiore rilievo spicca la mostra internazionale “Dialogo Sacro. Dal Louvre al Museo di Storia dell’Armenia” (Սրբազան երկխոսություն․ Լուվրից Հայաստանի պատմության թանգարան), ospitata dal Museo di Storia dell’Armenia dal 21 settembre 2025 al 21 marzo 2026, frutto di una collaborazione senza precedenti con il celebre Musée du Louvre.
Per la prima volta nel Paese caucasico, sedici preziosi capolavori provenienti dalle collezioni del Louvre sono esposti accanto a oltre venti opere di straordinario valore conservate a Yerevan. Il percorso espositivo attraversa quindici secoli di storia – dal IV al XIX secolo – e mette in relazione mondi e civiltà diverse: dall’Egitto alla Bisanzio imperiale, dall’Italia a Creta, fino alla Siria e all’Armenia. Oggetti liturgici, tessuti, sculture e icone raccontano un patrimonio cristiano condiviso, fatto di scambi artistici, contaminazioni e simboli comuni.
Di particolare suggestione è il confronto con alcune tra le più importanti testimonianze dell’arte sacra armena, come la croce alata di Dvin, i manufatti lignei del monastero di Sevan, opere provenienti da Ani e Baghesh, fino allo straordinario reliquiario di San Bartolomeo Apostolo, concesso in prestito dalla Santa Sede di Etchmiadzin, cuore spirituale dell’Armenia.
Inserita nel ricco calendario natalizio di Yerevan – tra luminarie, concerti, celebrazioni religiose e iniziative culturali diffuse nel centro cittadino – la mostra rappresenta una tappa privilegiata per residenti e visitatori. In occasione delle festività, il museo propone anche visite guidate speciali, tra cui quella del 24 dicembre alle ore 15.00, accompagnata dallo scultore armeno Vighen Avetis, che offrirà al pubblico una lettura artistica e simbolica delle opere esposte. Avetis è un intellettuale armeno-italiano di fama internazionale. La sua attivista culturale impegnato non solo nella scultura ma anche nella valorizzazione della memoria storica e dell’identità armena nel dialogo con l’Europa. Studioso attento ai processi di trasmissione della memoria, opera tra ricerca, divulgazione e iniziative pubbliche di alto profilo culturale. La sua attività si distingue per la capacità di coniugare riflessione storica, sensibilità artistica e impegno civile nel contesto della Repubblica d’Armenia, dell’Artsakh e della diaspora.
Con questa esposizione, inaugurata simbolicamente nel giorno dell’Indipendenza armena, il Museo di Storia dell’Armenia rafforza il proprio ruolo di ponte culturale tra Oriente e Occidente, trasformando il Natale a Yerevan in un tempo di incontro, memoria e dialogo universale che parla anche alla sensibilità del Sud Italia.
Questo dialogo tra culture lontane parla da vicino anche al Mediterraneo e alla Puglia, terra di antichi scambi tra Oriente e Occidente. Potrebbe essere esteso in futuro anche a Bari e la sua provincia che rappresentano da secoli un crocevia di relazioni con il mondo orientale cristiano, grazie alla vocazione portuale dell’Adriatico, alla presenza delle reliquie di San Nicola, venerato anche nelle Chiese d’Oriente, e ai rapporti culturali e istituzionali che negli ultimi anni si sono intensificati con l’Armenia.
Carlo Coppola









