
In queste ultime ore la notizia della morte di Brigitte Bardot ha scosso intere generazioni di diversi Paesi: internazionalmente nota, non è stata soltanto un’attrice, ma un simbolo di un’epoca e di una rivoluzione culturale. Nata a Parigi il 28 settembre 1934, Brigitte Bardot ha incarnato come poche altre figure il cambiamento dei costumi nella Francia del dopoguerra, diventando un’icona del cinema e della libertà femminile.
Il successo arriva negli anni Cinquanta con film destinati a entrare nella storia, primo fra tutti Et Dieu…créa la femme, pellicola del 1956 realizzata dal regista Roger Vadim, che la consacrò come sex symbol mondiale. La sua bellezza naturale, lontana dagli stereotipi rigidi di Hollywood, e il suo stile spontaneo hanno influenzato moda, cinema e musica, trasformandola in un riferimento artistico ed estetico.
Ma Brigitte Bardot è stata anche una figura complessa e controcorrente: infatti, nel pieno della fama decise di ritirarsi dal cinema all’età di soli 39 anni, scelta radicale che sorprese il pubblico e rivelò la sua determinazione a vivere secondo le proprie regole. Da quel momento, ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti degli animali, dando vita alla Fondation Brigitte Bardot, ancora oggi attiva nella lotta contro il maltrattamento animale.
Inoltre, pur non avendo mai fatto della politica la sua professione, ha espresso sovente delle posizioni conservatrici e di destra: negli anni, infatti, ha offerto il proprio appoggio a candidati come Marine Le Pen e, in tempi recenti, si è scagliata a più riprese contro Emmanuel Macron, muovendo critiche al suo operato politico. Tuttavia, il Presidente della Repubblica francese ha ricordato l’attrice, da poco scomparsa a 91 anni, con parole dense di commozione.
Del resto, amata, discussa e talvolta criticata per le sue idee e la carica passionale con cui le esprimeva, Brigitte Bardot ha sempre rifiutato compromessi, pagato il prezzo della sua franchezza e mantenuto intatta la propria coerenza; per questa ragione la sua figura continua a suscitare dibattiti, segno di un’eredità viva e tutt’altro che dimenticata. Rimane, dunque, una leggenda del Novecento: non solo per i film che ha interpretato, ma per il coraggio con cui ha scelto di essere sé stessa, dentro e fuori dallo schermo.
Maria Elide Lovero









