
San Bartolomeo di Padula e Santa Maria di Siponto (immagine realizzata da Carlo Coppola con AI support)
Durante la dominazione bizantina (VI-XI secolo), le comunità armene si insediarono in Puglia come parte delle politiche imperiali di ripopolamento. Soldati, funzionari e coloni provenienti dall’Armenia furono inviati strategicamente per rafforzare il controllo bizantino e rivitalizzare l’economia rurale. Questi coloni portarono con sé competenze agricole, tecniche costruttive e tradizioni culturali che lasciarono un’impronta duratura sul territorio.
Un esempio emblematico è il Casale di Fazioli (o Faziosi), fondato nel X secolo vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Siponto, tra Manfredonia e Foggia. Nella stessa zona coesisteva una comunità ebraica, segno della sua natura cosmopolita, e il porto di Siponto divenne un crocevia di commerci e pellegrinaggi. Gli Armeni, celebri per la loro abilità nelle costruzioni religiose, introdussero l’uso delle cupole e delle volte nelle chiese. La Basilica di Siponto, eretta nell’XI secolo, riflette chiaramente queste influenze: la pianta quadrata, la cupola poggiante su quattro pilastri e le decorazioni con colonne richiamano l’architettura armena, fondendosi con il romanico pugliese in un esempio unico di contaminazione culturale.
Nel 1219, Papa Onorio III confermò la presenza armena a Fazioli, sancendo la coesistenza con la comunità ebraica, ma con una netta preferenza per la stabilità della comunità cristiana. Oltre alla religione, gli Armeni di Siponto apportarono anche notevoli innovazioni agricole, trasformando le coltivazioni locali, in particolare la viticoltura e l’olivicoltura, con tecniche avanzate.
Nel territorio di Castellana Grotte emerge la Contrada di San Bartolomeo, che prende il nome dalla omonima chiesa di San Bartolomeo di Padula la cui dedicazione riveste significato particolare: San Bartolomeo apostolo evangelizzò l’Armenia ed è patrono della Chiesa Armena, prima nazione cristiana (301 d.C.). In realtà dato l’orientamento assai particolare della chiesa rupestre oltre che le residuali forme originarie si potrebbe supporre che in antico anche questa chiesa possa essere stata in precedenza legata ad un impianto sinagogale e alcuni studi sono in corso in tal senso da parte del prof. Cosma Cafueri.
Non si deve tuttavia dimenticare che Castellana nasce nel 901 per colonizzazione monastica, in un territorio ricco di grotte e insediamenti rupestri ideali per comunità abituate alla vita in grotta. Tuttavia, a differenza di Siponto, manca documentazione diretta sulla presenza armena. Gli indizi indiretti – la dedicazione a San Bartolomeo, il contesto bizantino del X secolo, gli insediamenti rupestri – rendono plausibile l’ipotesi, ma solo ricerche archivistiche e indagini archeologiche approfondite potranno confermarla.
L’eredità armena in Puglia non si limita all’architettura: tecniche agricole, arte della tessitura e tradizioni liturgiche orientali ne costituiscono un altro importante contributo. Nel XX secolo, i profughi armeni del genocidio giunsero a Bari, fondando il villaggio Nor Arax e continuando la tradizione della tessitura di tappeti orientali. La Puglia medievale fu un crocevia di culture, e la comunità armena ha lasciato tracce indelebili nel paesaggio, nell’arte e nelle tradizioni della regione.
Carlo Coppola









