Un’immagine dell’area degli anni ’80 del secolo scorso e Vista prospettica della riconversione del sito a polo culturale, denominato “VICO-ART”, in proposta progettuale dell’arch. Mauro SAITO, incaricato del Comune con D.D.n.236/2020.
E’ in via di completamento l’intervento di basolatura del sedime di parte del caseggiato diruto in via Spirito Santo/Vico Concezione, eseguito naturalmente con la messa in opera di nuove lastre di pietra picconate. Si è a lungo confidato che, in occasione dei lavori di ricostruzione della pavimentazione del tratto stradale prospiciente quell’obbrobrio si sarebbe provveduto a dare una sistemazione edilizia a tutta l’area, occupata dal gran rudere pericolante che da anni ostruisce Vico Concezione, come anche ad eliminare il contrafforte di tufo a ridosso della fabbrica sull’altro lato stradale.
Una Ordinanza contingibile e urgente a firma del dott. Sollecito, la n. 37 del 23 settembre 2024, lasciava, infatti, intravedere che qualcosa si sarebbe mosso in termini di sgombero del corpo edilizio in via di dissoluzione e, almeno, un certo ripristino in sicurezza dell’intero sito. Questa ennesima Ordinanza di Sollecito, dopo quelle del suo predecessore Depalma (nn. 6 e 19 del 2013) e dello stesso Dirigente, la n. 80 del 11.12.2019, presentava, diversamente dalle prime, un solido fondamento tanto da presumere potesse conseguire l’esito auspicato della rimozione delle muratura completamente fatiscenti. Conteneva, infatti, una precisa mappatura dei luoghi, approntata dallo Studio Zeno di Matera, su specifico incarico dell’Ufficio Tecnico comunale, costato € 6.401,60 (D.D. n. 208 del 01.12.2023). I tecnici titolari di detto Studio ebbero a fornire alla committenza comunale un dettagliato rilevamento catastale delle proprietà compromesse, accompagnato da una previsione di piano d’esproprio di tutti gli immobili desueti in contesto. Procedura, naturalmente, cui poter ricorrere qualora i proprietari chiamati in causa con l’Ordinanza sindacale, non si fossero attivati nel ridare sistemazione in sicurezza di quanto da loro posseduto.
Circostanza questa che, purtroppo, come in passato, non si è verificata.
E’ trascorso, di fatto, più di un anno dall’Ordinanza di Sollecito senza che i titolari degli immobili in pieno dissesto abbiano provveduto a dar corso a quanto loro intimato. Né, come in precedenza per tutte le altre Ordinanze, gli organismi tecnici comunali e di polizia si siano mai attivati a dar corso alle operazioni di intervento sostitutivo e, per giunta, di segnalare agli uffici giudiziari di competenza l’inottemperanza al provvedimento ordinatorio, a norma dell’art. 650 del C.P., come diffidato nel provvedimento sindacale.
Come a dire che, come già in altri casi più volte segnalati, a poco servono le Ordinanze contingibili ed urgenti se non hanno un seguito procedimentale, per la mancata osservanza del dispositivo dell’Autorità amministrativa che le adotta, a norma dell’art.50 del D.lgs.n.267/2000.
E l’Autorità politica, invece, cosa ha fatto in tutto questo tempo, una volta scaduto il termine di 60 giorni concesso ai proprietari intimati ad eliminare i rischi di crolli ulteriori e di messa in sicurezza dei manufatti pericolanti e di ripristino di condizioni minime di igiene?
NON SEMBRA SIA STATO FATTO ALCUN CHE’ DI CONCRETO PER UN RECUPERO URBANISTICO DEL SITO.
Tranne che approvare, sempre su richiesta del Vice-Sindaco, Depalo, un progetto di fattibilità tecnico-economica che previsiona la costruzione sull’area, una volta liberata dalle macerie, di un Centro culturale ed espositivo dal titolo “VICO ART”. Il progetto dal costo di € 3.454.050,00, oltre le spese progettuali corrisposte al redattore, l’arch. Mauro SAITO, non considerate nel quadro economico redatto dal tecnico, è stato approvato dalla Giunta con Delibera n. 193 del 12 novembre 2024. Mancava appena qualche giorno alla scadenza del termine di 60 giorni previsto per dar corso a quanto richiesto dall’Ordinanza sindacale, datata 23 settembre 2024, per cui tutto si è chiuso con quell’atto.
Già, perché il progetto, per la verità commissionato all’arch. Saito dal precedente dirigente, l’ing. Cesare Trematore, con D.D. n.236 del 29.12.2020 (ben quattro anni prima dell’approvazione) è così costoso che non può avere un seguito in assenza di risorse economiche, nonostante si attesti nella delibera stessa che l’elaborato corrisponda pienamente alle intenzioni dell’Amministrazione circa il recupero di quella zona storica della città.
E, dunque, anche il carteggio di questo progetto è andato a deposito sullo scaffale dell’Ufficio Lavori Pubblici in attesa che l’attuale Dirigente trovi una qualche possibilità di metterlo a concorso a bandi regionali di finanziamento di specifiche opere pubbliche.
Si deve, pertanto, concludere che questa è una vicenda senza una fine?
Specie se si considera che lo sconcio di quel contrafforte in tufo a rinforzo del fabbricato opposto a Vico Concezione è lì da oltre mezzo secolo a ostruire via Spirito Santo e, giammai, pare si sia deciso un qualche provvedimento per indurre la proprietà a rimuoverlo, dopo aver messo in essere opere di consolidamento dell’edificio.
E’ lecito che eventuali problematicità statiche di una fabbrica privata incida così tanto, e a lungo, sulla regolare fruibilità di una strada pubblica mediante l’indebita occupazione, sine die, di un bene demaniale?
Giuseppe Maldarella















