Armenia e Grecia: necessità presenti, spunti dal passato e prospettive per il futuro

Le relazioni bilaterali secondo l'ambasciatore Tigran Mkrtchyan

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Ritratto Ufficiale dell’Amb. Tigran Mkrtchyan

Le recenti dichiarazioni dell’ambasciatore armeno in Grecia, Tigran Mkrtchyan, durante la sua visita a Creta rilasciate alla stampa ellenica offrono uno spaccato illuminante delle relazioni tra Armenia e Grecia. Mkrtchyan è molto noto nel servizio diplomatico armeno per la sue innumerevoli competenze e le qualità pro-attive con cui interpreta il proprio ruolo. Profondo studioso dei punti nevralgici della questione armena – sia nelle prospettive esterna che interne – è un lucidissimo analista, un ottimo interlocutore che tutti vorrebbero accanto anche come consigliere di tattiche e strategie in tutti i campi del sapere. Ma oltre queste qualità ce n’è una più evidente di tutte: sa raccontare il suo paese e le sue attività istituzionali in modo puntale illustrandone il fulcro nei termini più appropriati alle vari circostante.

La presenza armena a Creta non è un fenomeno recente, ma affonda le sue radici nell’epoca bizantina. La storia racconta di come nel 961 d.C., quando Niceforo Foca liberò l’isola dagli Arabi, l’esercito comprendeva truppe armene che si stabilirono permanentemente, fondando quattro villaggi denominati “Armeni”, tre dei quali conservano ancora oggi questo nome. Questo episodio storico rappresenta simbolicamente l’intreccio millenario tra le due culture, unite non solo da vicinanza geografica ma da valori condivisi e destini comuni.

Come sottolinea l’ambasciatore Mkrtchyan, greci e armeni sono “tra i popoli cristiani più antichi, con uno spirito indipendente”. Questa comunanza di valori ha permesso a entrambi i popoli di attraversare le difficoltà della storia mantenendo la propria identità culturale e religiosa. La Chiesa ha svolto un ruolo centrale per gli armeni, specialmente durante i periodi senza uno Stato indipendente e dopo il genocidio, diventando custode dell’identità nazionale.

Nel contesto geopolitico contemporaneo, le relazioni armeno-greche assumono una rilevanza strategica crescente. L’ambasciatore evidenzia come esista già “un dialogo politico regolare ad alto livello” e “una stretta cooperazione in ambito di difesa”, elementi che testimoniano la maturità dei rapporti bilaterali.

Anche la presenza dell’arcivescovo Yezhnik Petrosyan a Creta rappresenta più di un semplice fatto ecclesiale: simboleggia il rafforzamento dei legami comunitari che costituiscono la base sociale delle relazioni internazionali. La collocazione della reliquia di San Giovanni Battista nella chiesa di San Garabet a Heraklion dimostra come la dimensione spirituale continui a essere un elemento unificante tra le comunità diasporiche armene nel Mediterraneo.

Le potenzialità di crescita della cooperazione sono evidenti in diversi settori. L’ambito culturale ed educativo sta già vivendo un momento di espansione, come testimonia la mostra fotografica dedicata al patrimonio culturale armeno UNESCO, che ha riscosso grande successo ad Atene e successivamente a Creta. Questa iniziativa dimostra come la diplomazia culturale possa essere un veicolo efficace per rafforzare i legami bilaterali.

Il turismo rappresenta un settore dalle enormi potenzialità. L’entusiasmo dell’ambasciatore per Creta, definita “uno dei posti più belli del mondo”, e il suo invito agli armeni a visitare il tempio ellenistico di Garni in Armenia, suggeriscono come lo scambio turistico possa diventare un motore di crescita economica e comprensione reciproca.

La cooperazione economica e tecnologica è in fase di espansione, con l’Armenia che partecipa attivamente alle fiere internazionali di Salonicco attraverso il suo Consolato Onorario, promuovendo quella che viene definita “diplomazia economica”.

L’ambasciatore Mkrtchyan utilizza una metafora particolarmente efficace per descrivere la natura delle relazioni armeno-greche: “Proprio come un albero fruttifero ha bisogno di cure per non appassire, così anche queste relazioni necessitano di una coltivazione costante”. Questa immagine racchiude l’essenza dell’approccio necessario per il futuro: non dare per scontati i legami storici, ma investire continuamente in nuove forme di cooperazione.

Le sfide del XXI secolo richiedono che Armenia e Grecia, pur mantenendo le loro specificità nazionali, lavorino insieme per affrontare questioni comuni come la sicurezza regionale, lo sviluppo economico sostenibile e la preservazione delle identità culturali in un mondo globalizzato.

La visita dell’ambasciatore a Creta, definita “la prima visita ufficiale di un ambasciatore armeno in questa importantissima regione della Grecia”, segna simbolicamente l’inizio di una nuova fase nelle relazioni bilaterali, caratterizzata da un approccio più sistematico e articolato territorialmente.

In conclusione, le relazioni armeno-greche si presentano come un modello di come popoli con radici storiche comuni possano costruire partnership strategiche moderne, capaci di rispondere alle sfide contemporanee senza perdere di vista i valori fondamentali che li hanno uniti nel corso dei secoli.

Carlo Coppola

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