La Biblioteca Diocesana di Molfetta: una “teca” per 60 mila volumi

La sua ampia sala lettura fa parte del percorso del Palazzo Vescovile

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A Molfetta, all’interno del vasto Palazzo Vescovile, nei pressi della Villa Comunale, sorge un’autentica meraviglia: la biblioteca diocesana, un tesoro che contiene oltre 60 mila volumi. Analizziamo la sua storia.

L’istituzione della biblioteca risale agli Anni ’20 del XIX secolo, quando l’allora Vescovo, Mons. Filippo Giudice-Caracciolo, in collaborazione con l’arciprete Giuseppe Maria Giovene, uomo dalla vastissima cultura, curò la nascita del progetto, attingendo originariamente ai fondi dei Gesuiti e dei Domenicani. La collezione venne quindi ampliata con donazioni degli stessi prelati e, in un secondo momento, dell’Abate Vito Fornari.

Fu tra il 1837 e il 1844 che, in sede di ampliamento del Palazzo Vescovile, già del Seminario, venne realizzata l’attuale sede, con l’ampia sala di lettura arricchita dagli scaffali lignei progettati dall’architetto giovinazzese Mastropasqua e realizzati dall’ebanista terlizzese Giacomantonio.

A tali lavori ne seguirono altri appena cinquant’anni dopo, nel 1887, che ampliarono e funzionalizzarono ulteriormente gli ambienti. Nel biennio 1890-91, poi, l’artista molfettese Michele Romano realizzò le decorazioni a tempera della volta, che rappresentano le epoche, le invenzioni e i protagonisti della società occidentale.

Nel 2019, la biblioteca ha ottenuto la dichiarazione di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La biblioteca presenta volumi dei più disparati campi del Sapere, dalla filosofia alle scienze naturalistiche, dalle Lettere agli scritti religiosi. Essa è attualmente inserita nel percorso di visita del Museo Diocesano di Molfetta.

La sala di lettura è, sicuramente, l’ambiente più scenografico, sia per le dimensioni che per l’effetto d’occhio dato dalla scaffalatura originale, che custodisce ancora i vari tomi. L’ambiente si trova al primo piano del Palazzo Vescovile: presenta una ricca pavimentazione a cementine e la ricca volta a botte decorata, come anticipato, dal Romano, con una decorazione lunettata e dettagli vegetali. È presso tale biblioteca che si trova conservato il Libro Rosso, mezzo utilissimo per ricostruire le vicende storiche della vicina città di Molfetta nel periodo 1323-1507.

Giuseppe Mennea

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