PIANO URBANISTICO GENERALE (PUG), LA SFIDA DEL SINDACO SOLLECITO PER L’ADOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

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Portare all’adozione del Consiglio Comunale il PUG (PIANO URBANISTICO GENERALE),  come imposto dalla L.R. 20/2001, si sta rivelando una vera sfida per il dott. Sollecito che ne aveva pronosticato, perfino, in campagna elettorale, l’approvazione comunale non oltre il 31 dicembre scorso. L’articolato pianificatorio, invece, non è ancora completo e corredato di tutta quanta la documentazione richiesta dalla legislazione regionale e nazionale, perché possa essere fatto proprio dall’Assise civica e inoltrato per il giudizio di compatibilità con il DRAG alla Giunta Regionale, dopo essere stato sottoposto alle osservazioni della comunità cittadina. E, dunque, il procastinarsi dei tempi per la prescritta approvazione da parte del Consiglio Comunale ha procurato, un evidente affanno gestionale per il Sindaco, interprete delle politiche di governo e di uso del territorio urbano. Tant’è, che si è visto costretto a presentare il PUG alla Giunta, lo scorso 27 gennaio (verbale n.8/2023), piuttosto che attendere l’acquisizione dei pareri mancanti a supporto del Piano. Naturalmente l’ha potuto fare, solo dopo aver ricevuto, il 24 gennaio scorso, l’ultima versione della rielaborazione tecnico-cartografica e documentale del Piano dalla Soc. Coop. MATE ENINEERING, che l’aveva redatto e, quindi, integrato con i contributi istruttori delle Direzioni regionali e degli Enti di vigilanza sul territorio, emersi nel corso delle conferenze di copianificazione dell’8.7.2020 e del 6.10.2022. Circa l’assunzione di questa Delibera di Giunta, con cui si è preso atto dello stato dell’arte del documento di pianificazione e lo si propone, ancorchè incompleto, alla disamina del Consiglio Comunale per la sua adozione, il dott. Sollecito non ha fatto un gran proclama, salvo che disporre la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune, oltre al deliberato giuntale, il relativo carteggio tanto del DPP che del PUG. Consapevole che la determinazione giuntale per l’invio all’esame del Consiglio, pur prevista dalla legislazione regionale, non costituisce il punto di arrivo del processo formativo del PUG che, come sopra si è detto, rientra nella potestà decisionale del Consiglio Comunale. Tuttavia, non si può fare a meno di osservare che detta Delibera, adottata venerdì 27 gennaio scorso, e, il giorno stesso, esposta all’albo pretorio, è stata assunta da un collegio giuntale dimezzato (tre Assessori presenti alla seduta, oltre al Sindaco relatore) che, la dice lunga, su quanto sia attenzionato sulla questione l’entourage di governo.

Nè ha fatto strabuzzare gli occhi, la menzione spuntata, qualche giorno dopo, nel palazzo con cui si teneva a informare di aver dato corso alla pubblicazione sul sito istituzionale di tutta la documentazione disponibile, concernente il PUG. Cosa che mi è apparso del tutto irrituale, perchè lo strumento pianificatorio non è stato ancora fatto proprio né approvato da alcuna Autorità comunale, non dalla Giunta e, tanto meno, dal Consiglio Comunale, né c’e stata una consultazione delle Commissioni consiliari permanti, considerata l’importanza che viene riposta in questo nuovo strumento di pianificazione. Trovo così conferma di una tendenza metodologica, già da qualche tempo in atto, di delegittimare il ruolo funzionale dell’Assise civica e, in particolar modo, dei singoli consiglieri comunali, che sull’argomento non hanno avuto, giammai, alcuna diretta informativa circa la documentazione costituente il PUG, nè sull’esito del confronto interlocutorio, svoltosi in questi mesi della loro elezione, in sede di conferenza di copianificazione. Per contro le carte del PUG sono state rese pubbliche, in assenza completa di una loro ricognizione quali titolari di uno specifico ufficio deliberativo e, quindi, prive di ufficialità in termini di efficacia giuridica, non avendo potuto neppure avere giudizio della relazione istruttoria al Piano da parte della Direzione tecnica del Comune.

Eppure il PUG, come afferma il consigliere delegato dal Sindaco a seguire l’evolversi procedimentale dell’azione pianificatoria, è uno strumento di estrema novità circa le previsoni programmatiche dello sviluppo urbanistico cittadino ed è strutturalmente diverso dal vigente PRGC. Rispetto al PRGC, il PUG è più flessibile perché è modificabile in ogni momento dalla progettualità locale e dalle decisioni del Consiglio Comunale. Ragion per cui presenta una notevole complessità nella sua redazione, produzione tecnico-documentale e di comprovazione da parte della Regione mediante un provvedimento di conformità col programma di assetto territoriale regionale (DRAG).

Carta delle previsioni programmatiche foglio 1

E’, infatti, un quadro pianificatorio che contiene una sezione strutturale, cioè la parte più generale, che si presenta come una specie di codice di indirizzi, fuori da uno schema di normazione prescrizionale; una visione di orientamento per quanto riguarda l’assetto territoriale futuro, quello che si vuole raggiungere; quindi, esprime più una strategia che una regolamentazione del territorio. Tuttavia contiene, pure, le invarianti ambientali e infrastrutturali, cioè quelle situazioni in essere, quei vincoli che ci sono sul territorio e che non possono essere in nessuna maniera derogati, né da chi ha prodotto e assentito il Piano né da chi lo gestisce e, tantomeno, dai centri d’interessi economico-produttivi, fautori di costruzioni in variante allo strumento urbanistico.

Invarianti idro geomorfologiche ambientali e storico culturali foglio 1

Poi c’è la parte programmatica che è la più interessante perché è di responsabilità comunale; quindi, per modificarla bastebbe ricorrere a decisioni deliberative del Consiglio Comunale; non è necessario sottoporsi a giudizi, valutazioni e approvazioni superiori, come accade con il PRGC e le sue varianti. La sezione programmatica riguarda le cose che si faranno concretamente sul territorio: gli insediamenti, la residenza, le attività produttive, i servizi. In questa prospettiva assumono rilievo, appunto, i PUE (PIANI URBANISTICI ESECUTIVI) che bisognerebbe redigere per le aree di nuova urbanizzazione e per quelle da recuperare e riqualificare in qualche modo, una volta che il PUG sia stato validato e reso attuabile.

E, dunque, in questa prospettiva, il documento del PUG, approntato, avrebbe, tra l’altro, posto a  ridefinizione il compendio edilizio della Zona D.1.1, area che, come è noto, è stata oggetto della clamorosa vicenda giudiziaria, tuttora, aperta. Una soluzione edilizia che, pur mantenendo l’originaria caratterizzazione di edificazione mista artigianale-residenziale, tenderebbe a rideterminare le percentuali di destinazioni d’uso dei suoli di quelle contrastate illecite lottizzazioni.

Carta dei contesti territoriali

La possibilità d’azione, ipotizzata per il riordino urbanistico di quel comprensorio edilizio, non ultimato a causa del procedimento penale, in qualche modo, si trova a interferire proprio con le valutazioni giudiziarie che starebbero al vaglio della Corte d’Appello, adito per la decisione di secondo grado per il reato di cui agli artt. 110 C.P., e 44, c.1-2-3 del D.P.R. n.380/2001 e per la connessa sanzione accessoria di sequestro delle opere abusive. Aver informato che l’imminente dotazione di un nuovo strumento urbanistico conterrebbe anche la possibilità di revisione dei parametri e dei criteri edilizi della Zona sottoposta a decisione giudiziaria, sembra abbia ingenerato presso il Collegio della Corte di Appello un ragionevole discernimento dell’azione contravvenzionale da rendere in sentenza. Da qui la necesssità che il PUG non tardi oltremodo di divenire reale documento regolatorio dello sviluppo edilizio cittadino, almeno mediante l’atto di adozione del Consiglio Comunale. Anche se il passaggio approvativo del Consiglio Comunale è ben lungi dal conferirgli validità attuativa. Il Piano non potrà avere efficacia fin tanto che la Regione non lo dichiari compatibile con il DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale -DGR n.1328 del 03.08.2007-). La delibera di Giunta n.8 del 27.01.2023, appena richiamata, pur valendo come presa d’atto dell’impianto costitutivo del PUG, sembra la si è voluta ritenere già come atto di nuova dotazione di normazione edilizia. In tal senso il dott. Sollecito si è avvalso per una strategia comunicativa finalizzata a manifestare anche la volontà gestionale di ristabilire i parametri edilizi indispensabili per una più consona edificabilità della Zona artigianale e di servizio. Altro non è detta delibera di Giunta che una manifestazione politico-programmatica ancorchè il Sindaco se n’è servito per canalizzare quel messaggio, non potendo ancora disporre di una delibera del Consiglio Comunale di adozione del PUG come nuovo strumento pianificatorio, al posto del PRGC. Rimane, comunque, uno step del programma strategico dell’Amministrazione che ritiene indispensabile riconsiderare più adeguati parametri di edificabilità in quell’ampia area artigianale divenuta di fatto espansione della città.

Ambiti di valorizzazione per attività AVa

A questo punto conviene anche indicare quali sono gli elementi di cui è ancora privo il PUG perché possa riternersi completo e compiuto nella sua struttura organica di strumento di pianificazione da sottoporre alle valutazioni della Regione per la sua compatibilità con il DRAG.

In sostanza il PUG, come riporta il Sindaco nella delibera n.8/2023, è deficitario sia del Parere dell’Autorità di Bacino dell’Appenino Meridionale di compatibilità al Piano di stralcio del Bacino di assetto idrogeologico, di cui all’art. 24, c. 7, delle NTA del PAI, che del Parere della Sezione idraulica dei Lavori Pubblici della Regione, richiesto ai sensi dell’art.89 del D.P.R. n.380/2001.

E’ da augurarsi che, in esito alle insistenti sollecitazioni che il Sindaco ha prodotto verso dette autorità, i pareri di competenza giungano quanto prima, in modo che il PUG possa proseguire il complicato processo formativo sia con l’adozione da parte del Consiglio Comunale che con il perseguimento della delibera di compatibilità al DRAG da parte della Giunta regionale. Non ci s’illuda, tuttavia, perché, anche se il dispositivo della Giunta della Regione sia positivo, i tempi per dare attuazione agli interventi di riordino urbanistico della Zona D.1.1 rimangono sempre distanti. E tanto perchè necessita impostare un PUE, un piano concernente la normalizzazione di tutte le lottizzazioni a suo tempo approvate dal Comune. Nell’aspettativa che non si registri una decisione sanzionatoria di sottrazione dell’edificato ai titolari dei titoli edilizi, confermati illegali anche da successivi pronunciamenti giudiziari.

Giuseppe Maldarella

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