XXXIII domenica del tempo ordinario

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Le letture di queste domeniche, infatti, ci stanno preparando a ritornare, come il venerdì santo, sotto la croce, al modo con cui Cristo regna e svuota se stesso per rinnovare tutto l’universo e riconciliarlo col Padre.

I lettori di Luca, secondo gli studiosi, erano persone che si erano fatti un’immagine di Dio sbagliata, pensando a Gesù Cristo come un taumaturgo e un Signore con dei poteri divini.
Nella pericope il Maestro sembra darci delle istruzioni concrete su come si sopravvive durante le persecuzioni: ciò vale tanto per i cristiani delle origini quanto per noi, dalla fede indebolita e spesso attaccati perché non sappiamo dare ragione della speranza che è in noi.

Cristo, sembra dirci con queste parole: anche se andate incontro ad una fine, un fallimento, delle catastrofi, vi salverete perché io sono fedele. La fedeltà è un tema chiaro anche della prima lettura del profeta Malachia, forse un po’ diretta e difficile da comprendere, il quale parla di questo giorno rovente di giudizio.

Chiediamo al Signore di vivere in attesa continua della sua venuta, del giorno finale del giudizio, perché nei nostri cuori si accenda sempre più il desiderio di seguirlo e di invocarlo sapendo che l’ultima parola è Sua, dataci sulla croce della quale ancora una volta faremo memoria.

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