Un parcheggio pubblico al posto dell’ex edificio “scuola materna Giuseppina Pansini” in via Fossato

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A solo un mese dal suo insediamento, il dott. Sollecito ha disposto con un provvedimento di Giunta, del 26 luglio u.s., l’abbattimento dell’edificio della scuola materna, già titolata alla pittrice Giuseppina Pansini, allo scopo di realizzare, sull’area di sedime del fabbricato e di quella di pertinenza, un parcheggio pubblico, mettendo così in atto un’intuizione già preannunciata da precedenti governi cittadini. Nello specifico ha deciso di dar corso all’ultima prospettazione, messa in campo dal suo predecessore mediante la delibera n.238 del 28.12.2020, in alternativa alla soluzione di qualche mese prima (17.06.2022) di alienare l’isola scolastica. Con il deliberato del dicembre 2020, secondo lo schema d’indirizzo politico, Depalma aveva, infatti, dato mandato alla Direzione del 3° Settore, di verificare la fattibilità di un raccordo funzionale dello spazio urbano di via Fossato, adiacente a Piazza Leichardt, con il borgo antico e il corrispondente studio di riordino dei tracciati viari di accesso alla città, oltre alla riapertura di Vico Concezione. Il piano d’interventi, per come presupposto dall’autorità politica, mirava a ottenere finanziamenti statali e, allo scopo, fu definito con il titolo risonante di “Riqualificazione dell’area posta in prossimità del Centro storico individuata dalla scuola materna Pansini, della Zona di Vico Concezione e delle porte di ingresso viario nella città di Giovinazzo”. L’ing. Trematore, allora a capo della Direzione “Gestione del Territorio”, si attivò immediatamente, secondo le indicazioni ricevute dall’esecutivo, tant’è che, appena due giorni dopo, il 30 dicembre 2020, con propria Determina n.238/2020, affidava all’ing. Maurizio Passannante di Bari l’incarico di provvedere alla pianificazione per il recupero di quella porzione di territorio cittadino. Sta, di fatto, però, che la Determina dell’ing. Trematore, limitava l’incarico del progettista solo ed esclusivamente alla costruzione a parcheggio pubblico del suolo di via Fossato, previa demolizione del fabbricato scolastico, non più utilizzato, come scuola materna comunale. E, al fine di stabilire l’entità della parcella spettante al professionista incaricato, calcolata in poco meno di Euro 66.000,00, IVA inclusa, si premurò di definire, in ossequio al dettato del D.M. 17.06.2016, il conto economico dei lavori della costruzione del parcheggio, risultato ammontare a Euro 1.200.000,00. Da allora, parimenti a quant’altro richiamato nel programma di riqualificazione dalla Delibera di Giunta n.238/2020, non si è avuto più notizie del parcheggio di via Fossato, tanto meno della sua progettazione, tranne che, ai fini della possibile realizzazione dello stesso, era stato richiesto il finanziamento di Euro 600.000,00 al Ministero degli Interni sui Fondi del PNRR nazionale.

Solo a seguito dell’accreditamento di detta assegnazione economica di Euro 600.000,00, nel giugno scorso, sembra sia stato sollecitato l’ing. Passannante a consegnare il progetto esecutivo del parcheggio, cui era stato investito già a fine dicembre del 2020, impegno che ha assolto il 12 luglio scorso. Perciò il dott. Sollecito, prontamente, il 26 luglio, con lo staff di Giunta di soli tre Assessori, ha approvato il progetto del Parcheggio pubblico di via Fossato disponendo, altresì, di radere al suolo completamente il corpo edilizio dell’edificio, facente parte dell’asse patrimoniale del Comune. Anche lui, dunque, come il suo predecessore in altra recente occasione, ritenendo competente la Giunta, per quanto attiene alle opere pubbliche, contestualmente all’appovazione del progetto, ha autorizzato pure la demolizione dell’immobile di proprietà del Comune. E ciò in netto contrasto con la normaiva dell’ordinamento degli Enti locali, per la quale ogni decisione di acquisizione, dismissione e/o perdita e conseguente cancellazione di un cespite dalla patrimonialità comunale, ancorchè mediante l’abbattimento dell’unità immobiliare, spetta esclusivamente all’Assise comunale.
Scavalcare il Consiglio Comunale, in materia di gestione dei beni immobiliari e ralativi diritti reali sugli stessi, è certamente una chiara delegittimazione del massimo organo istituzionale. Specie quando, come nel caso di specie, la decisione di demolire l’edificio per ricavarne un terreno da destinare a una diversa utilizzazione urbanistica, sia pure per un servizio pubblico come area di sosta, è stata adottata da una Giunta incompleta nella sua composizione e senza consultazione di Commissioni consiliari e il parere di altro competente organismo sovracomunale.
Così pure si annota che dal quadro economico dei lavori, elaborato dall’ing. Passannante, il costo complessivo dell’opera è di Euro 765.000,00, esclusa la sua parcella di Euro 66.000,00, per un totale complessivo di Euro 831.000,00, importo notevolmente inferiore alla previsione della spesa, indicata dall’ing. Trematore, di Euro 1.200.000,00, nella relazione illustrativa, allegata alla sua Determina del 30 dicembre 2020. E, non è certo di poco conto il differenziale fra il costo previsionato dalla Dirigenza comunale e quello risultante dalla progettazione esecutiva prodotta dal professionista esterno.

Questo il contesto procedurale cui si è adivenuti all’approvazione del reclamato progetto del parcheggio di via Fossato e, di conseguenza, alla decisione di demandare alla Direzione del 3° Settore l’avvio delle procedure per appaltarne l’esecuzione. Infatti, con lo stesso provvedimento, è stata disposta la completa copertura finanziaria dell’intervento, che oltre al beneficio statale di Euro 600.000,00, per la restante parte della spesa, è stato stanziato l’importo di Euro 165.000,00 a carico del corrente bilancio comunale, come pure la parcella di Euro 66.000,00 a favore dell’ing. Passannante.
Ma vi è anche altro da osservare riguardo l’elaborato progettuale, di cui si dibatte, che pare manchevole di una serie di valutazioni e garanzie di salvaguardia ambientale per la regolare e corretta messa in opera dell’area da attrezzare a servizio pubblico di sosta. Infatti, al momento, la documentazione tecnica esposta non presenterebbe una sorta di verifica di assoggettabiltà del progetto a un riscontro di compatibilità ambientale, considerata la concreta trasformazione urbanistica del sito, posto, tra l’altro, nelle immediate vicinanze della linea costiera. Nè si fa menzione nell’atto approvativo della Giunta, proprio in ragione della localizzazione dell’intervento, di un’avvenuta consultazione della Soprintendenza in merito all’incidenza paesaggistica che l’operazione di demolizione dell’edificio scolastico e la trasformazione del sito in area di sosta pubblica, certamente, comporterà in quel lembo di territorio urbano. A tal proposito va, altresì, evidenziato che quel luogo, con la costruzione della tanto discussa Greenway cittadina, sarebbe divenuto il punto di connessione della nuova infrastruttura con la corsia ciclabile in fregio al lungomare di levante e che, per motivi d’inadeguatezza del sistema stradale del centro cittadino, non fu possibile portare a concretizzazione. Non passò inosservata la modifica radicale dell’originario progetto della Greenway che portò a rivisitare, in gran parte, il tracciato della stessa e a interrompere, tra l’altro, la pista ciclabile al termine di Corso Amedeo, escludendo completamente il tracciato di via Fossato e di collegamento con l’altra corsia sul fronte mare.

Ma quello che più impressiona è che non si è avuto modo di riscontrare un piano per il convogliamento delle acque meteoriche e di dilavamento delle prime piogge, che andranno a interessare la superficie della costruenda zona parcheggio. Potrà sembrare strano che si faccia questo rilievo, che potra apparire del tutto ostruzionistico, mentre è utile mettere in luce una problematicità di estrema rilevanza. Allo stato, le acque meteoriche che provengono dalla copertura dell’edificio da radere al suolo e dalle strade adiacendi allo stesso defluiscono sul terminale di Via Fossato insieme alle altre che provengono da piazza S. Salvatore e via S. Domenico Maggiore per poi canalizzarsi in una condotta che sbocca in mare. Non è, infatti, quella zona, come tutto l’abitato antico, interessata dalla rete fognaria delle acque bianche che è presente sul restante territorio urbano, per la qual cosa le precipitazioni meteoriche si riversano in mare sia sul versante di levante sia su quello occidentale. La foto che si presenta riprende le griglie, in accosto al piazzale Leichardt, al termine di via Fossato, ove s’immettono le acque piovane di superficie dell’intero sistema stradale della zona, comprese quelle che defluiscono dal terrazzo dell’ex scuola materna, per poi sfociare direttamente in mare.

Anche le acque piovane che si riversano sull’ampio piazzale pedonale, Leichardt, mediante un sistema di pendenze della pavimentazione, da poco ricostruita, confluiscono in mare attraverso le ampie feritoie alla base del muro di cinta della piazza medesima, ben visibili dalla foto.

Sicchè, ove la pavimentazione della costruenda area di sosta degli automezzi dovesse conservare i livelli di pendenza tali da far convogliare le acque di origine meteorica e di dilavamento verso le griglie sopra indicate per immettersi nel canale di ricezione che le convoglia per lo scarico diretto a mare, le stesse non potrebbero essere considerate semplici acque piovane, per cui avrebbero bisogno di essere sottoposte a un minimo di trattamento di depurazione. E’, infatti, accertato che nei casi come quello in questione e cioè di una vasta area scoperta destinata a sosta di autoveicoli di ogni genere, l’azione di dilavamento della superficie impermeabile della zona, conseguente a un fenomeno meteorologico, subisce una commistione con polveri, detriti e pure sostanze e materiali inquinanti dispersi dagli autoveicoli e, come tale, non può più considerarsi di natura “ordinaria”. Presentando, infatti, queste acque un pericolo di contaminazione non possono in alcun modo essere convogliate in un ricettore che le immetta direttamente in mare, a meno che si interviene con particolari accorgimenti in grado di depurarle.
Le precise disposizioni di legge in materia consigliano, dunque, una più rigorosa disamina della situazione progettuale in modo da evitare complicanze che possano intralciare la stessa costruzione dell’impianto a parcheggio che si ritiene al servizio degli abitanti del borgo antico cui gli era stato promesso sin dall’epoca della gestione del prof. Natalicchio.

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