LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’EX CASA DI RIPOSO “S. FRANCESCO” A GIOVINAZZO, UN CANTIERE CHE NON HA FINE

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Acquisita in entrata al bilancio del 2022, l’assegnazione di ben 5 milioni di Euro, in parte (€ 3 milioni) rinvenienti da fondi PNRR e il restante (€ 2 milioni) da investimenti regionali, di cui alla L. 30 dicembre 2018 n.145, l’Amministrazione comunale approvò il progetto di riqualificazione dell’intero compendio immobiliare cui insiste l’edificio dell’ex casa di riposo “S. Francesco”.  Per poter beneficiare di così corposo finanziamento, infatti, su indicazioni dell’Autorità politica regionale, che aveva una certa influenza nella ripartizione di tali risorse finanziarie, si convenne la realizzazione, su quel sito di proprietà comunale, di un Centro polifunzionale di aggregazione per anziani, dotato di un parco pubblico, e la stessa riqualificazione a RSA dei piani sopraelevati della fabbrica ex casa di riposo.

La realizzazione dell’opera, mediante procedura d’appalto esperita dalla Agenzia regionale SArPUGLIA, se l’aggiudicò l’impresa CAMPANELLI Vitangelo di Valenzano con un ribasso percentuale del 26,6200 sull’importo a base d’asta di € 3.827.401,47. Contestualmente, poi, alla successiva stipula del contratto di appalto n. 2767 in data 07.11.2023 si dava corso all’apertura del cantiere da parte della Impresa CAMPANELLI.

Il termine della consegna dell’opera, da contratto, era stata fissata a 300 giorni naturali e consecutivi dall’avvio dei lavori, appunto, 300 gg. dal 7 novembre 2023.  

L’attività di esecuzione dell’appalto, però, si è rivelata da subito accidentata, già a partire dall’inizio della sua operatività. E’ stata caratterizzata, infatti, da una serie di rallentamenti tattici e sospensioni tecniche con ripetuti rinvii della data d’ultimazione, sempre autorizzati formalmente dalla Direzione del Comune, a seguito di proroghe chieste dall’impresa e a causa anche di adeguamenti di prezzi e di sopraggiunte varianti progettuali.

L’ultima variante in corso d’opera, la più importante, anche dal punto di vista finanziario, ha registrato un incremento di circa € 930.000,00 del costo complessivo dei lavori strutturali, oggetto dell’appalto.  

Il computo di detto marcato incremento di spesa contrattuale veniva a determinarsi tanto per effetto del compenso dei lavori edilizi integrativi, riportati nella 2^ perizia di modifica progettuale, quant’anche a motivo dell’aggiornamento di prezzi dei materiali e prestazioni edilizie. Un importo questo, naturalmente, al netto del ribasso d’asta del 26,62%, offerto in gara dalla impresa CAMPANELLI, ma comprensivo dell’indennità incentivante (poco più di € 13.000,00) destinata al personale della Direzione comunale di committenza che sovrintende tutti gli aspetti tecnici e amministrativo-contabili dell’appalto.

Ebbene la Determina dirigenziale che ha approvato quest’ultima variante, in corso d’opera, e che ha aggiornato, definitivamente, il quadro economico dell’intervento stesso, ha pure fissato al 30 giugno 2026 la conclusione dell’appalto.

 

Ora, è pur vero che quest’ultima 2^ variante al progetto attiene a lavori pertinenti con la struttura di fabbrica dell’edificio, volendo considerare, soprattutto, la sostituzione di alcuni apparati edilizi e componenti di impiantistica, tuttavia l’impresa CAMPANELLI, divenuta, nel frattempo, una s.r.l. a socio unico, si è impegnata, sottoscrivendo l’atto di sottomissione contrattuale, ad eseguirli entro il termine del 30 giugno 2026.

E, invece, solo da qualche giorno si è notato un certo movimento nel cantiere, essendo stato riaperto l’accesso principale all’immobile su via Ten. Fiorino, a lungo, rimasto sbarrato.

Segno evidente che tutto è ancora in alto mare.

Non c’è stata alcuna ultimazione dell’intervento, tanto meno la consegna dell’opera al Comune, dietro attestazione di regolare esecuzione della stessa, pur essendo trascorso oltre tre mesi dal termine convenuto del 30 giugno 2026.

E ciò, nonostante, di recente, sia stato liquidato, a favore dell’appaltatore, il corrispettivo dei lavori portati a termine fino a tutto giugno scorso, come certificato dal D.L., che ha provveduto alla redazione del 3° Stato di Avanzamento Lavori, indispensabile per consentire la procedura di pagamento.

Sta di fatto che sono trascorsi ormai tre anni dall’apertura del cantiere e non si conosce quale sia in realtà la data certa della sua conclusione. A meno che non si sia concordato, in maniera tacita, un ennesimo slittamento dell’ultimo termine convenuto del 30 giugno 2026.

Per contro si prova a dare grandissimo risalto propagandistico a tutti quegli interventi di miglioria della costruzione, commissionati con l’ultima perizia in variante, che hanno portato a rimodulare, significativamente, il quadro economico dell’appalto.

La spesa complessiva, infatti, risulta notevolmente lievitata, attestandosi a poco più di € 4.800.000,00, con un’economia di poco meno di € 20.000,00, rispetto a quanto originariamente preordinato con la previsione progettuale che registrava un avanzo finanziario di poco meno di € 1.100.000,00, per effetto del rilevante ribasso d’asta del 26,62% offerto in gara dalla impresa CAMPANELLI.  

Suppongo che si voglia sorvolare sulla mancata consegna dell’opera nei tempi previsti, da contratto e che, piuttosto, sia ritenuto indispensabile per i nostri decisori politici che l’appalto venga a concludersi, in qualunque modo possibile, senza altri intralci ed intoppi da parte della impresa appaltatrice cui è stato, appunto, liquidato quanto di sua spettanza, a seguito della approvazione del 3° S.A.L.

Giuseppe Maldarella

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