Lo scultore Vighen Avedis ha partecipato all’evento “Imparare è di Moda”

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Lo scultore Vighen Avedis

Il movimento “Imparare è di Moda” della fondazione”Il Mio Passo” (Իմ քայլը)rappresenta per l’Armenia un esperimento sociale unico nel panorama culturale armeno. L’iniziativa, inaugurata da Anna Hakobyan, direttrice esecutiva e moglie del Premier, promuove un approccio educativo basato sull’onestà intellettuale e l’accettazione della realtà senza abbellimenti.

Il momento culminante dell’incontro è stato l’intervento del maestro scultore Vighen Avetis, artista noto per le opere monumentali commemorate del genocidio armeno nelle città europee. “Guardandovi, vedo un’Armenia che rinasce”, ha dichiarato l’artista, sottolineando l’importanza della libertà intellettuale: “Fino a ieri sera mi hanno esortato a non venire, ma sono un uomo libero nelle mie decisioni, che nessuno può influenzare, nemmeno il Primo Ministro”.

Avetis ha poi affrontato un tema centrale della sua riflessione artistica: “Oggi abbiamo tutto, tranne la capacità di apprezzare la bellezza. E quella bellezza può essere vista solo da una persona educata”. Secondo lo scultore, una persona educata si riconosce dalla ricchezza del vocabolario, dalla cura per la lingua armena, dal rifiuto della volgarità e dall’apprezzamento del potere delle parole.

L’evento ha alternato momenti di riflessione intellettuale a performance artistiche, con l’ensemble di strumenti tradizionali “Kamanche” e Vanuhi Hovhannisyan della scuola di danza di Sophie Devoyan, dimostrando l’impegno del movimento nel promuovere le tradizioni artistiche armene.

Il discorso conclusivo del Primo Ministro Nikol Pashinyan, intitolato “Armenia Reale”, ha affrontato temi cruciali per il futuro del paese, enfatizzando la necessità di cambiamenti nel sistema valoriale e il ruolo centrale del cittadino educato e consapevole nel rafforzamento dello Stato.

Durante la sessione di domande e risposte sono emerse questioni fondamentali: prevenzione dell’emigrazione, migrazione interna, trasformazione dei valori sociali, efficacia della governance, digitalizzazione e politiche salariali.

Il movimento continuerà la sua attività estiva con gli ultimi incontri programmati: 28 giugno a Yerevan, 4 luglio a Gyumri, 6 luglio ad Ashtarak e 13 luglio a Martuni.

Una nota di cronaca merita particolare attenzione: dopo l’evento, lo scultore Vighen Avetis è stato oggetto di aspre critiche e persino minacce di morte per aver “collaborato” con il Primo Ministro armeno e sua moglie, nonostante la sua partecipazione fosse esclusivamente di carattere culturale e pedagogico e non avesse nulla di politico. È importante ricordare che Avetis, cittadino anche italiano, è da sempre un uomo libero e coraggioso nel distribuire critiche, a talvolta anche incoraggiamenti, alla politica armena e italiana, agendo in nome di uno spirito artistico e pedagogico assolutamente disinteressato. La sua statura intellettuale gli ha valso numerosi riconoscimenti internazionali, e anche un documentario monografico del regista cinematografico armeno Rouben Kochar. Non poche volte anche organizzazioni e istituzioni distanti dalle idee che di volta in volta professava gli hanno concesso l’onore delle armi, testimonianza della sua indipendenza di pensiero e della qualità universale del suo contributo culturale.

Carlo Coppola

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