
Diego Velázquez – Incoronazione della Vergine – Prado
La festa di Ferragosto, nella sua forma moderna, è stata fortemente influenzata dal regime fascista, il quale ha sostituito la tradizionale celebrazione religiosa di Santa Maria Assunta in cielo con una festività di carattere nazionale. Sebbene le origini di Ferragosto siano molto più antiche, risalenti all’antica Roma, il regime fascista ha trasformato questa data in un’occasione per promuovere un senso di unità nazionale e coesione sociale.
La festa di Ferragosto ha origini nell’antica Roma, quando l’imperatore Augusto istituì le “Feriae Augusti” per celebrare i raccolti e il riposo dopo le fatiche estive. Queste celebrazioni erano caratterizzate da festeggiamenti, giochi e momenti di relax, segnando l’inizio di un periodo di riposo per i contadini e i lavoratori romani.
Con l’ascesa al potere di Benito Mussolini, il regime fascista decise di utilizzare Ferragosto per sostituire la festa religiosa di Santa Maria Assunta, una celebrazione profondamente radicata nella cultura cristiana italiana. Questa manovra non solo segnò una chiara appropriazione di una festività religiosa, ma trasformò Ferragosto in un simbolo di propaganda politica, distogliendo l’attenzione dal suo significato spirituale.
Il regime fascista sfruttò la festività per promuovere ideali di unità nazionale e per rafforzare il sentimento patriottico tra gli italiani. Ferragosto divenne un’occasione per celebrare la forza e la grandezza della nazione, piuttosto che un momento di riflessione spirituale.
Uno degli aspetti più emblematici di questa trasformazione fu l’istituzione dei “Treni Popolari di Ferragosto”. Questi viaggi, a prezzi ridotti, erano destinati alle classi meno abbienti e permettevano loro di partecipare a gite fuori porta verso località di mare o montagna. Questa iniziativa non solo facilitava l’accesso alla villeggiatura per tutti, ma serviva anche a diffondere l’immagine di un regime attento alle esigenze del popolo.
Attraverso queste iniziative, il regime fascista riuscì a coinvolgere ampie fasce della popolazione, creando un forte senso di unità nazionale durante la festività. Ferragosto divenne un simbolo di coesione sociale, in cui famiglie di diverse estrazioni sociali si ritrovavano insieme, contribuendo a consolidare l’idea di un’Italia unita sotto il fascismo.
La tradizione della gita di Ferragosto, con il pranzo al sacco, nacque proprio in questo periodo. Le famiglie italiane iniziarono a organizzare gite in massa, riempiendo treni e strade, e trasformando il Ferragosto in un evento popolare che coinvolgeva ogni angolo del paese. Questa usanza è rimasta radicata nella cultura italiana, anche dopo la caduta del regime fascista.
Oggi, Ferragosto è considerato una festività tradizionale in Italia, con la chiusura di molte attività lavorative e la partenza di massa per le vacanze. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che il modo in cui celebriamo Ferragosto è un retaggio del periodo fascista, un esempio di come le festività possono essere plasmate e reinterpretate nel corso della storia. La festa, pur mantenendo il suo significato di riposo e celebrazione, porta con sé l’eredità di un’epoca in cui la propaganda e la politica si intrecciarono profondamente con le tradizioni popolari, sostituendo una celebrazione religiosa con una manifestazione di potere e unità nazionale.
Antonio Calisi









