Rastelli nella conferenza pre gara: “domani ci sarà da soffrire”

"Bianchi e Della Morte aggiungono tecnica, velocità ed esperienza. Butic e Burgio sono recuperati per domani".

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Giornata di vigilia per il Bari, che domani alle ore 21:00 affronterà il Casarano nella terza giornata di campionato. Il tecnico dei biancorossi Massimo Rastelli ha presentato la sfida contro i salentini questo pomeriggio in conferenza stampa.

Buon pomeriggio mister, lei ha parlato di una squadra in costruzione che ha bisogno di tempo. cosa le dà fiducia e cosa la preoccupa?

«Mi dà fiducia la collaborazione e soprattutto la voglia dei ragazzi di raggiungere un’identità per poter fare il campionato che vogliamo fare. Mi preoccupa non arrivare a trovare una condizione più che buona e lavorare da adesso in poi in maniera determinante sugli uomini che abbiamo a disposizione. So su chi posso puntare e questo mi permetterà di insistere su alcune situazioni su cui non siamo stati in grado di lavorare».

Ritrova il Casarano che avete già affrontato in coppa. Che gara si aspetta? Se ci può aggiornare sulle condizioni di Butic e Burgio che la preoccupavano dopo Barletta.

«Affrontiamo una squadra forte che negli ultimi giorni si è notevolmente rafforzata. Ha una precisa identità, da oltre due anni guidata dallo stesso allenatore. Sappiamo di dover fare una partita importante, abbiamo qualche informazione in più a causa della partita di Coppa Italia, ma le ha anche il Casarano. Ci sarà da soffrire perché le loro qualità potranno metterci in difficoltà, ma abbiamo cercato di creare una mentalità e portare il risultato anche soffrendo. In questo momento riusciamo a fare cose positive ed altre cose le dobbiamo migliorare. Portare a casa il risultato in sofferenza ci permette di crescere per affrontare le gare successive con un atteggiamento e una voglia diversa. Per noi ogni gara sarà un esame perché affrontare il Bari dà grandissimi stimoli e noi dovremo reggere le pressioni che abbiamo in ogni gara. Butic e Burgio sono rientrati in gruppo e domani saranno regolarmente tra i convocati».

Spero che siate un po’ più arrabbiati dopo Barletta. In genere come strategia di lavoro e di scelte tu parti con i migliori e dopo metti chi ti fa vincere o parti in assoluto con chi ti dà garanzie?

«Io credo che tutti gli allenatori ragionino un po’ in questo modo. Nel preparare una gara scegli un undici di partenza in merito a chi sai che va meglio per quella partita, sapendo che partendo in un modo ti tieni caratteristiche che possano cambiare la partita, con gente fresca che possa blindare la gara o fartela sbloccare. È un mio ragionamento, ma penso di tutti gli allenatori».

La difesa ha ballato sia con il Barletta che con la Cavese. Mogoş e Celli sono pronti?

«Non abbiamo concesso grandi situazioni agli avversari, ma solo situazioni dovute a transizioni negative dove stavamo giocando e abbiamo commesso errori tecnici. In quella fase sei vulnerabile perché stai facendo gioco come tutte le squadre. Tante volte abbiamo rimediato, ma a Barletta l’abbiamo pagata cara. Non è questione di reparto ma di essere più puliti e precisi in fase di possesso. L’ho detto tante volte perché questo ci permette di arrivare alla conclusione o di creare occasioni da gol e agli avversari meno occasioni di ripartenza».

Lei ha sempre dato importanza alla mentalità delle sue squadre. In una partita come quella di domani, cosa fa la differenza tra una squadra che vuole vincere e una che vuole dare un messaggio al campionato?

«Le mie squadre al primo posto mettono carattere e temperamento, poi la qualità. Stiamo cercando di avere continuità e a Barletta non è successo, per questo siamo arrabbiati con noi stessi e alla prima difficoltà non siamo riusciti a reagire. Questo può essere un modo per capire come comportarsi in futuro. Domani vogliamo dare dimostrazione di riprendere il nostro cammino con un atteggiamento diverso e mi auguro che i ragazzi mettano in campo le loro qualità scrollandosi di dosso certe pressioni che non servono. Dobbiamo andare in campo facendo quello che sappiamo fare, sapendo che c’è da lottare su ogni pallone».

Ci sono giocatori che vanno verso la non convocazione? Ieri abbiamo conosciuto i nuovi volti, soprattutto Bianchi e Della Morte che si sono allenati bene in ritiro. Come li ha trovati? Possono giocare dal primo minuto?

«L’infermeria si è quasi svuotata completamente. L’unico non a disposizione è Vicari assieme a Prisco che non è ancora arrivato. I nuovi potrebbero essere giocatori che possono partire dal primo minuto. Vogliamo buttarli dentro il prima possibile per fargli capire quello che ci serve in queste gare».

Rispetto alla partita di Coppa Italia contro il Casarano ha creato chiare occasioni da gol senza sfruttarle, adesso ha comprato Patierno che ha già risolto la partita della seconda giornata di campionato. Alla luce dei problemi a centrocampo dove il Bari ha creato le situazioni in cui ha subito gol, pensa di rafforzarlo? Patierno in C fa la differenza, prevede qualche soluzione in particolare?

«La gara di Coppa ci ha dato dei riferimenti. Ci sono stati tanti errori in fase di impostazione che hanno portato il Casarano a creare pericoli nella prima mezz’ora. Nel secondo tempo, cambiando qualcosa, abbiamo rischiato poco o nulla tranne nel finale in cui stavano pareggiando. Questo ci deve far fare meglio domani. Il Casarano ha giocatori forti di categoria abituati a giocare in questo girone. Conosciamo le loro caratteristiche e cercheremo di limitarli».

Torno sul mercato. Nelle prime apparizioni avete giocato con il 4-3-3 ma con il Barletta ha cambiato. Nella sua testa qual è il modulo di partenza?

«Dal primo giorno di ritiro ho cercato di lavorare su un sistema in base a chi avevo a disposizione. Con il Casarano abbiamo giocato con il 4-4-2, nel secondo tempo abbiamo cambiato per dare più solidità al centrocampo. Adesso col mercato chiuso e con l’arrivo di calciatori con determinate caratteristiche troveremo un sistema di gioco per andare avanti su quella strada. A Barletta era una situazione di emergenza: abbiamo perso Burgio e Butic all’ultimo momento, Celli me lo sono conservato per la ripresa. Col Picerno siamo tornati al 4-3-3, ho calciatori duttili che mi permettono di cambiare sistema di gioco e nel calcio moderno è la normalità. L’importante è avere i nostri principi».

Ieri il dg Marino ci ha detto che il Bari è coperto con due giocatori per ruolo. Resta l’interrogativo su Bianchi che ci ha detto di essere stato schierato trequartista, può essere un’alternativa a Butic. E per Gomez?

«Ho qualche idea ma per ora me la tengo. Mi piace andare a vedere se qualche mio calciatore ha predisposizioni diverse. Dovremmo sopperire se dovessimo averne bisogno».

In base ai giocatori arrivati ieri, sono quelli che si aspettava per l’undici titolare?

«Sì, per caratteristiche erano quelli che ci servivano. Mettiamo qualità tecnica, velocità ed esperienza. Della Morte ha vinto campionati, è abituato a categorie superiori così come Bianchi. Possono darci una mano nella crescita e darci diversità per poi conservarmi cambi che me la possano cambiare».

Domani affrontate un avversario ostico che potrebbe concedere pochi spazi. Quanto potranno essere determinanti le palle inattive?

«Voi sapete benissimo quanto siano diventate decisive negli ultimi anni. Spesso le difese primeggiano sugli attacchi, le statistiche dicono questo e ad esempio l’Arsenal ci ha vinto così, a dimostrazione che, nonostante una precisa identità e un bel calcio, molte partite le ha portate a casa in questo modo. Noi le proviamo come gli avversari perché penso siano fondamentali, poi bisogna avere le qualità tecniche e i giocatori bravi per sfruttare queste occasioni».

Tribuzzi ha giocato sempre dall’inizio. È un giocatore insostituibile? Domani c’è un ballottaggio tra Esposito e Butic?

«Tribuzzi è stato buttato letteralmente in campo già dal primo turno di Coppa Italia perché avevo bisogno di un calciatore con le sue caratteristiche. Lui aveva fatto solo un quarto d’ora d’amichevole con il Gravina. Si sta allenando giocando e dando il massimo. Inevitabilmente sta alternando cose positive e cose da migliorare. È un giocatore importante e duttile che posso mettere in diverse zone del campo; non a caso è chi ha giocato di più sino a questo momento».

Paolo Gabriel Fasano

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