Il 24 dicembre 1929, vigilia di Natale, la comunità di Nor Arax, a Bari, accolse un visitatore di rango destinato a lasciare un segno duraturo nella memoria armena pugliese: S. Em. Mons. Torkom Koushagian, allora delegato per l’Europa del Patriarcato armeno di Gerusalemme, in visita pastorale alle comunità della diaspora. Ad attenderlo era il poeta Hrand Nazariantz, che resse spiritualmente e culturalmente Nor Arax: i due uomini, secondo quanto tramandato, si conoscevano probabilmente sin dagli anni della comune formazione nell’ambiente del Collegio Berberian di Costantinopoli, crocevia dell’intellighenzia armena ottomana. La visita fu acclamatissima dai giornali in particolare dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” che ne diede per diversi giorni a ampia notizia, dall’arrivo alla stazione alla ripartenza.
Nato a Bardizag nel 1874 con il nome di Mgrdich, Koushagian aveva studiato al seminario di Armash, dove insegnò poi armeno e francese, ed era stato ordinato sacerdote il 25 settembre 1896. Eletto responsabile spirituale di Sebastia nel 1907, fu consacrato vescovo nella Santa Sede di Echmiadzin il 19 settembre 1910 dal Catholicos di tutti gli armeni Mateos II. La visita a Bari si colloca dunque al culmine di un lungo ministero, appena sei mesi prima della svolta decisiva: il 16 giugno 1930 Koushagian fu eletto novantaduesimo patriarca armeno di Gerusalemme, succedendo al linguista e poeta Yeghishe I Turian, fratello del drammaturgo e poeta Bedros Turian. Prese possesso effettivo della sede solo l’anno successivo.
Il suo patriarcato (1930-1939) si segnalò per due eredità precise e documentate. Sul piano culturale, diresse la rivista patriarcale «Սիոն» (Sion), strumento di vita intellettuale e spirituale della Fraternità di San Giacomo, e firmò opere filologiche di rilievo, fra cui la traduzione francese del Libro delle Lamentazioni di san Gregorio di Narek. Sul piano amministrativo, risanò le finanze del Patriarcato, che alla sua morte, il 10 febbraio 1939, non solo era libero da debiti, ma era straordinariamente in attivo: risultato non scontato per una sede gravata, in quegli anni, dal peso dell’accoglienza ai sopravvissuti al Genocidio.
La memoria di quella santa visita a Bari resta, nella storia di Nor Arax, testimonianza viva del legame fra la diaspora pugliese e le più alte gerarchie della Chiesa armena, così come restano indelebili anche le visite a Bari di Mons. Agagianian, prima come vicerettore del Pontificio collegio armeno di Roma, poi come Patriarca degli Armeni Cattolici.
In questi giorni dopo quasi 100 anni è a Bari, seppure per un pellegrinaggio personale S. Ecc. Rev. Mons. Theodoros Zakaryan, proprio dalla Patriarcato di cui era capo Torgom I. Mons. Zakaryan è responsabile dell’amministrazione e della tutela del patrimonio storico della comunità armena di Gerusalemme. Nella giornata di domenica, il vescovo è stato salutato da papàs Antonio Calisi E nella giornata di lunedì 29 giugno, nella festività dei Santi Pietro e Paolo, dal Priore della Comunità Domenicana e Rettore della Pontificia Basilica di San Nicola a Bari.
Carlo Coppola










