
Jane Goodall.
Ieri 1° ottobre è venuta a mancare all’età di 91 anni Jane Goodall, notizia divulgata dall’istituto – che porta il suo nome – che si occupa della conservazione della fauna selvatica e dell’ambiente.
Celebre primatologa, etologa e antropologa britannica, Jane Goodall iniziò nel 1960 il suo lavoro sul campo nella riserva di caccia di Gombe Stream ora parco nazionale, nell’allora Tanganica, odierna Tanzania. Partendo da qui Goodall ha portato avanti importanti studi sugli scimpanzé selvatici, arrivando a dimostrare come questa specie sia in grado di provare emozioni, com’è stato possibile osservare in un video reso noto in cui liberava lo scimpanzé Wounda dal commercio illegale della carne restituendolo alla sua natura selvatica e questi accorreva ad abbracciarla. Ciò ha trasformato l’immagine che noi essere umani abbiamo di queste scimmie intelligenti, – e, più in generale, del mondo naturale – delle loro capacità e dei loro comportamenti così simili a quelli umani di cui sono gli antenati biologici.
La lezione di Goodall dava rilevanza alla forza dell’empatia anche in ambito scientifico. Infatti, il suo impegno per le scienze e la ricerca è sempre stato affiancato a quello per la causa ambientalista e umanitaria. Attivista, Goodall, da studiosa come da vegetariana, ha dedicato la sua vita a capire e proteggere gli animali e i loro diritti.
La sua eredità che ha riscosso vari primati e rivoluzionato l’etica in materia di tutela e interazione con gli animali è, tuttavia, stata solo un punto di partenza rispetto ai passi avanti che sono ancora da fare oggi, circa 65 anni dopo.
Sofia Fasano









