Accade oggi: 5 maggio 2002, l’Inter di Ronaldo perde lo scudetto a favore della Juventus

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Nella storia esistono date che permangono nella memoria delle persone in quanto collegate a un avvenimento di particolare rilievo. Fino all’inizio del nuovo millennio, il 5 maggio è stato (ed è tuttora) associato alla morte di Napoleone Bonaparte avvenuta nel 1821. Tuttavia in Italia nel 2002 c’è stato un evento calcistico che è rimasto nella storia del paese. Perché gli italiani vivono di calcio, perché inaspettato e perché non accade tutti i giorni di cedere la prima posizione in graduatoria durante l’ultima giornata di campionato.

L’evento in questione è l’assegnazione del campionato di Serie A 2001-02. All’ultimo turno del torneo sono in lotta per il titolo l’Inter con 69 punti, la Juventus con 68 e la Roma campione uscente con 67. I meneghini guidati da Hector Cuper aspettano di vincere il campionato da 13 anni, sono di scena all’Olimpico contro la Lazio che è in corsa per l’accesso alla Coppa Uefa. Addirittura i supporter biancocelesti vorrebbero che lo scudetto andasse ai nerazzurri pur di non vedere trionfare i cugini giallorossi. Fanno ancora scalpore le immagini con le bandiere nerazzurre in Curva Nord, ovvero il settore degli ultras laziali.

I bianconeri sono di scena allo Stadio Friuli contro l’Udinese già aritmeticamente salva: l’obiettivo è vincere e attendere eventuali buone notizie da Roma. Più complesso il compito dei giallorossi, che oltre a una sconfitta dell’Inter devono sperare che la Juve non vinca a Udine. Gli uomini di Fabio Capello affrontano il Torino in trasferta.

Al Friuli, la Juventus raggiunge il suo obiettivo in 11 minuti: un colpo di testa di Trezeguet e un destro di Del Piero consegnano i tre punti alla Vecchia Signora. La formazione di Marcello Lippi ha fatto il suo, ora deve solo sapere cosa succede a Roma. Nella Capitale seguono emozioni a non finire nella prima frazione di gioco: al 12’ Vieri sottoporta regala il vantaggio all’Inter, otto minuti dopo arriva il pareggio biancoceleste con Poborsky. Passano quattro minuti e i nerazzurri si riportano davanti nel punteggio (e in graduatoria) con un colpo di testa firmato Di Biagio. A fine primo tempo però ancora Poborsky approfitta di un’ingenuità di Gresko e mette a segno la sua ultima rete in Italia. Nel frattempo al Delle Alpi il match tra Torino e Roma non si sblocca.

Al rientro negli spogliatoi, la classifica provvisoria recita: Juventus 71, Inter 70, Roma 68. Mancano gli ultimi 45 minuti di gioco e cambiano le cose a Roma e a Torino: all’Olimpico, l’Inter non reagisce e cede alla Lazio 4-2 subendo le reti dell’ex Simeone (56’) e dell’attuale allenatore nerazzurro Simone Inzaghi (73’); al Delle Alpi ci pensa Cassano (68’) a decidere il match a favore dei capitolini. Cala il sipario: in Friuli la Juve celebra lo scudetto numero 26, il più bello e inaspettato della sua storia, la Roma abdica piazzandosi al secondo posto e l’Inter subisce una doppia beffa scendendo al terzo.

È la rivincita di Marcello Lippi nei riguardi della Milano nerazzurra dove non si è mai ambientato nel suo periodo alla guida dell’Inter, un vero e proprio flop nella sua lunga carriera. Gigi Buffon vince il campionato al primo anno alla Juve mentre Alessandro Del Piero festeggia da capitano nello stadio in cui subì la lesione del legamento crociato anteriore e posteriore nel novembre 1998.

È l’ennesima sconfitta di Hector Cuper dopo le due finali di Champions League perse con il Valencia. Iconiche le lacrime in campo di Marco Materazzi e soprattutto di Ronaldo in panchina, all’ultima apparizione con la maglia nerazzurra. Ancora virale oggi l’intervista negli spogliatoi a un Antonio Conte in aria di festa assieme ai suoi compagni di squadra bianconeri. Terza incomoda della storia è la Roma, che da campione in carica non è riuscita a confermarsi e ha anch’essa i suoi rimpianti.

In un Olimpico dove entrambe le tifoserie hanno sostenuto la causa nerazzurra è andato in scena un vero e proprio dramma sportivo. Il sogno dei tifosi dell’Inter si è trasformato in un incubo con la vittoria dei rivali di sempre. Forse i calciatori sentivano già cucito al petto il tricolore e Cuper si è trascinato i fantasmi dei blanquinegres con sé. Quel che è certo è che nessuno quel pomeriggio del 5 maggio 2002 poteva prevedere quello che è successo.

Foto: juventusnews24.com

Paolo Gabriel Fasano

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