Elisabetta di Baviera, il vero volto di Sissi

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Credo che la fama odierna, il mito fiabesco della principessa Sissi sia nato e sia stato alimentato dai tre film girati in Austria tra il 1954 e il 1957 quando a impersonarla col suo fascino malinconico era l’attrice connazionale Romy Schneider, in quel periodo in un trionfo di giovinezza e bellezza. I film raccontano la vicenda reale nell’arco di una trilogia (“La principessa Sissi”, “Sissi, la giovane imperatrice”, “Sissi, il destino di un’imperatrice”) presentata però in chiave romanzata con grande fasto scenografico e un’ingenua ma simpatica semplicità narrativa.
Figlia del Granduca di Baviera, Elisabetta di Baviera, il vero nome alla nascita della meglio nota come Sissi, ha sì ispirato il mondo del cinema, tuttavia la realtà dei fatti storici è ben altra. Vera è la sua incompatibilità con le rigide regole di corte e il rapporto scontroso con l’austera suocera (sua zia materna l’arciduchessa Sofia). Per questo la giovane imperatrice evitava di soggiornare a corte e di presiedere agli eventi ufficiali a Vienna. Eppure seguì il marito Francesco Giuseppe nei primi viaggi di Stato insieme alle figlie di pochi anni Sofia e Gisella, accorgendosi che non in tutto l’impero aleggiava un’aria di supporto e consenso, bensì di sospetto e freddezza, come nel caso dell’Ungheria dove riuscì a placare i focolai rivoluzionari. In questa provincia si trova il palazzo preferito da Elisabetta quello di Gödöllő. Ma fu in Italia dove vide per la prima volta il mare, precisamente al castello di Miramare di Trieste.
In seguito però, le prime voci sull’infedeltà del marito e la preoccupazione per la sorella Maria Sofia, moglie del re delle due Sicilie, a seguito del crollo dei Borbone, fece precipitare Elisabetta in una lunga indisposizione, costringendola ad allontanarsi dal freddo clima viennese alla volta di Madeira. In realtà non si hanno prove di nessuna effettiva malattia, certo è che i suoi disturbi fisici avevano natura psichica: pare, infatti, che la tanta idolatrata Sissi soffrisse di anoressia nervosa.
Faceva in modo che il suo peso restasse sotto i 50 chili praticando scherma, equitazione ed esercizio libero (si possono vedere presso la Hofburg e la residenza estiva di Schönbrunn gli attrezzi e le palestre che venivano allestite) e con camminate estenuanti che andavano dalle sette alle otto ore al giorno. Per via di questa ferrea attività fisica e altrettanto rigido regime alimentare la sua vita arrivò a misurare 49 centimetri circa (le si stringeva il corsetto per almeno un’ora). Per non parlare della sua ossessione per i suoi capelli, che lavava con più di trenta uova, e per la sua pelle che trattava al mattino con fragole tritate e alla sera con carne cruda di vitello. Per questo si dice abbia inventato la fantomatica skin care.

Sofia Fasano

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